1 In quel tempo uscì un decreto (dogma) da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l’impero. Lc 2:1

Il fatto che il decreto di Cesare sia un dogma ci permettere di riflettere sul significato di questa parola che ha almeno due sensi contrapposti che come unitariani siamo impegnati a conoscere ed approfondire.

(I)
DOGMA COME DECRETO ISTITUZIONALE
1a) Anzitutto il dogma è un decreto, un prodotto sancito dall’autorità di una istituzione, politica o ecclesiastica
1b) Questo decreto è indiscutibile e tutti coloro che riconoscano tale istituzione devono crederlo per forza
1c) Il dogma è inteso come immutabile nel tempo fin quando l’istituzione che l’ha stabilito non interviene a modificarlo
1d) Il dogma è imposto ai nuovi aderenti l’istituzione e non c’è possibilità di aderire all’istituzione senza accettarne acriticamente i dogmi. L’autorità centrale può decidere se accettare o espellere qualcuno in ragione del suo rispetto dei dogmi. Le idee sono
omologative o ti adegui o sei fuori

1e) In questo senso gli unitariani non hanno dogmi e non possono averne semplicemente perchè non esiste alcuna istituzione unitariana cui sono conferiti i poteri di stabilire dogmi
1f) Gli unitariani incoraggiano sempre ad essere responsabili delle proprie scelte e non accettare mai un credo imposto con la forza da altri

(II)
DOGMA COME OPINIONE PERSONALE
2a) Ma in greco la parola dogma vuol dire anche semplicemente opinione.
2b) In questo senso chiunque ha una opinione, anche gli unitariani, ed alcune sono più care agli unitariani di altre perchè sono quelle che derivano dalle idee che qualificano la nostra tradizione (i sette principi e le sei fonti) e i nostri percorsi (per quello cristiano:
l’unicità di Dio, l’umanità di Gesù, l’assenza dell’inferno)
2c) In questo senso i nostri dogmi non sono immutabili e si chiariscono e si precisano nel corso degli anni, delle società e dei tempi
2d) In forza di ciò noi non chiediamo adesioni a priori a dogmi precisi. E’ ovvio che chi non condividesse le idee che portiamo avanti si troverà male con noi, ma sarà sempre e solo il singolo a decidere se aderire o no alle nostre iniziative
2e) In questo senso gli unitariani sono pieni di idee e di dogmi che discutono, confrontano elaborano. La prospettiva non è omologativa ma riflessiva, ognuno cioè precisa la propria idea dal confronto con quelle degli altri. Il confronto è il reale motore attraverso cui l’idea di ciascuno si precisa e si sostanzia, l’obiettivo non è avere dei replicanti informi, ma avere delle persone che abbiano maturato la propria sensibilità religiosa e fatto tesoro della ricchezza della propria intima diversità
2f) In questo senso gli unitariani insistono su valori come dialogo, la formazione diffusa, l’approfondimento delle idee… sono parte di un percorso di crescita comune

Per cui il consiglio è quello di far tesoro della diversità che incontrate nell’altro, non tanto perchè dobbiate imitare l’altro, quanto perchè, con la sua stessa presenza, l’altro mi aiuta a precisare la mia posizione, a renderla più forte col confronto Diffidate dunque di quanti si ergano a giudici e vi dicano cosa pensare, e maturate un vostro senso critico in cui ogni confronto, quello con me come quello con altri, sia vagliato dalla vostra ragione, sia soppesato e di esso sia preso solo ciò che ritenete davvero utile
Nutrite la vostra diversità
Amate i vostri doni peculiari
Perseguite la vostra intima consapevolezza
Buona settimana Rob

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