LITURGIA D’INGRESSO

Canto di Ingresso
[Breve introduzione del Ministro ]

Min: Benvenuti fratelli. Iniziamo la nostra celebrazione con uno degli elementi che più caratterizza la nostra Comunione. Come sapete, è tradizione unitariana e universalista che a turno ogni Chiesa del mondo trasmetta a tutte le altre un pensiero su cui meditare all’accensione del Calice, che è simbolo della presenza del Divino tra noi e della nostra volontà di elevazione spirituale.

Lett.:
Nei momenti di buio avanziamo a tastoni verso la piccola fiamma.
Nei momenti di freddo cerchiamo il calore del fuoco.
Nei momenti di repressione lottiamo per per la lampada della verità.
Nei momenti di smarrimento preghiamo per trovare il conforto della luce.
Nei momenti di gioia accendiamo di una candela celebrativa.
Spirito di vita, nell’accendere questo lume, ti preghiamo di aiutarci a trovare ciò di cui abbiamo bisogno oggi.
—Brian Kiely (ICUU Past President and Canadian Unitarian Universalist Minister)

Preghiera per l’Accensione di Natale:
Lett: Mentre accendiamo le stelle nelle nostre case, non dimentichiamoci le stelle del Cielo. Sia questo calice acceso la luce dello Spirito che come stella nel cielo ci guida. Addobbiamo di sentimenti autentici l’albero delle nostre relazioni, nella famiglia, nelle amicizie e nel lavoro. Perché è la luce delle cose vere che conduce nel posto senza orpelli e luminarie dove umilmente rinasce la vita.

Tutti: Amen [accensione del calice]
Min: Fratelli, prima di indirizzare la nostra meditazione sul tema scelto per questa liturgia, è giusto che ricordiamo da dove veniamo e chi siamo.

Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare per coloro tra noi che si riconoscono in una linea di pensiero giudaico-cristiano la prima stanza dello Shemà ebraico.

Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

Tutti: Amen

Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune. Prego […] di ricordarci quali siano tali principi.

Lett: I sette Principi a cui tutti noi Unitariani, Universalisti e liberi credenti aderiamo sono: il valore e la dignità intrinseca di ogni persona; la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani; l’accettazione reciproca ed l’incoraggiamento alla crescita spirituale nelle nostre congregazioni; la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita; il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico nelle nostre congregazioni e nella società in generale; l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti; il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.

Tutti: Amen

LITURGIA DELLA MEDITAZIONE

Min. Fratelli, il peccato è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Confessiamo dunque al Divino i nostri peccati, la consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione

Lett: Signore, ascolta la mia preghiera,
porgi l’orecchio alla mia supplica,
31:5 Ti ho manifestato il mio peccato,
non ho tenuto nascosto il mio errore.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie colpe»
e tu hai rimesso la malizia del mio peccato.
6 Per questo ti prega ogni fedele
nel tempo dell’angoscia.
50:3 Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
4 Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.
5 Riconosco la mia colpa,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
6 Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto;
12 Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
13 Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
14 Rendimi la gioia di essere salvato,
sostieni in me un animo generoso.
129:2 Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia preghiera.
3 Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi potrà sussistere?
4 Ma presso di te è il perdono:
e avremo il tuo timore.
5 Io spero nel Signore,
l’anima mia spera nella sua parola.
6 L’anima mia attende il Signore
più che le sentinelle l’aurora.

Min. Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante.

[tutti pregano in silenzio per circa un minuto]

Min: Amen

Tutti: Amen

LITURGIA DELLA PAROLA

1) Dalla Tradizione Unitariana
Troppo spesso il dolore esperienza del cuore umano rivela i tristi effetti a noi . il il vuoto e il disagio dello spirito che sperimentiamo , anche quando la coppa del possesso terreno è piena, […] è il risultato della nostra alienazione da Dio .. Rendiamo grazie all’Infinita Misericordia , giacchè nessuno degli idoli che il mondo cerca, non la ricchezza , né la fama né la moda , né il piacere, può pienamente soddisfare i bisogni dell’anima umana . Nelle nostre ore più riflessive, questi ci appaiono solo ombre e sembianze, non la sostanza e la realtà . In quei momenti non si può riposare su di loro. Il nostro cuore e la carne gridano alla ricerca di qualcos’altro, gridano per il Dio vivente .E quando questo mancanza spirituale è vissuta , dove dobbiamo cercare aiuto ? Quando è fatto questo grido , dove dobbiamo cercare una risposta adeguata? Nella Natura? La Natura , infatti , è meravigliosa e bella e non tace nel proclamare il suo Autore . Ma è sorda al più profondo grido del cuore – non dice nessuna parola di simpatia o di aiuto . […] In questo senso, dove dovremmo guardare? Personalmente rispondo: a Gesù […] e al suo messaggio
da: Gesù, un sermone di Natale
Rev. JOHN CORDNER
Unitarian Church of Montreal (1851)

2) Dalla Torah
Gen 45:1 Allora Giuseppe non potè più contenersi davanti a tutto il suo seguito e gridò: «Fate uscire tutti dalla mia presenza!» Nessuno rimase con Giuseppe quando egli si fece riconoscere dai suoi fratelli. 2 Alzò la voce piangendo; gli Egiziani lo udirono e l’udì la casa del faraone. 3 Giuseppe disse ai suoi fratelli: «Io sono Giuseppe; mio padre vive ancora?» Ma i suoi fratelli non gli potevano rispondere, perché erano atterriti dalla sua presenza. 4 Giuseppe disse ai suoi fratelli: «Vi prego, avvicinatevi a me!» Quelli s’avvicinarono ed egli disse: «Io sono Giuseppe, vostro fratello, che voi vendeste perché fosse portato in Egitto. 5 Ma ora non vi rattristate, né vi dispiaccia di avermi venduto perché io fossi portato qui; poiché Dio mi ha mandato qui prima di voi per conservarvi in vita. 6 Infatti, sono due anni che la carestia è nel paese e ce ne saranno altri cinque, durante i quali non ci sarà raccolto né mietitura. 7 Ma Dio mi ha mandato qui prima di voi, perché sia conservato di voi un residuo sulla terra e per salvare la vita a molti scampati. 8 Non siete dunque voi che mi avete mandato qui, ma è Dio. Egli mi ha stabilito come padre del faraone, signore di tutta la sua casa e governatore di tutto il paese d’Egitto. 9 Affrettatevi a risalire da mio padre e ditegli: “Così dice tuo figlio Giuseppe: Dio mi ha stabilito signore di tutto l’Egitto; scendi da me, non tardare; […]
14 Poi si gettò al collo di Beniamino, suo fratello, e pianse; e Beniamino pianse sul collo di lui. 15 Baciò pure tutti i suoi fratelli, piangendo. Dopo questo, i suoi fratelli si misero a parlare con lui. [INR]

Dal Vangelo di Luca cap 2
6 Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto; 7 ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. […]

Min: SERMONE
Al termine del sermone

Tutti: Amen

Canto mediano:

LITURGIA DELLA COMUNIONE DEI FIORI

Min. Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra Comunione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura con la meditazione che ora […] ci leggerà

Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano

attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;·

attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;

attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;

attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;

attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;

attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore; attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;

attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sua facoltà;

attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;

attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni.

Tutti: AMEN

Min: Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. [Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti]

LITURGIA DELLA PREGHIERA COMUNE

Min. Dopo aver condiviso i nostri pensieri e aver aperto i nostri cuori, riconosciamoci ancora una volta sorelle e fratelli, uniti in questa misteriosa avventura spirituale della vita, con le parole di un grande uomo che molti di noi riconoscono come loro guida spirituale. Preghiamo insieme, tenendoci idealmente per mano, con le parole che Gesù ci ha insegnato:

Tutti: Padre nostro…

Min. Se davvero crediamo che l’intera umanità formi una grande, indivisa famiglia, è giusto che ricordiamo ora come molti nostri fratelli soffrono per ingiustizie e violenze, unendoci spiritualmente alla preghiera che ora […] reciterà per tutti noi.

Lett. Spirito divino, che hai voluto che gli uomini formassero una sola famiglia e si trattassero tra loro come fratelli, condividendo con giustizia i beni della terra, donami la tua forza perché superi ogni egoismo e sappia sentire viva la responsabilità di essere parte del creato. Rendimi aperto e sensibile alle necessità altrui, pronto a sacrificare qualcosa di me stesso per collaborare alla riedificazione di una società più giusta, in cui ogni essere umano possa ricevere giustizia e rispetto.

Tutti: Amen

LITURGIA DELLA SACRA CENA

Min: Fratelli, dopo esserci riconosciuti tutti fratelli dello stesso Padre, disponiamoci a far tesoro dell’insegnamento del Maestro ringraziandolo per il pane sapienziale (il logos) che ci è stato donato e per il vino spirituale (lo pneuma) che ci apre simbolicamente a una dimensione ultra razionale, entrambe utili per il risveglio dell’uomo spirituale Impegniamoci dunque a far nostre le parole che ora dirò e, ringraziando a donarci l’un l’altro in spirito di fratellanza per quella comunità morale, il Regno, che tutti vogliamo impegnarci a costruire

Momento di meditazione silenziosa.

Min: Quando fu sera e si mise a tavola con i dodici discepoli, mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver pronunciato la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo che è dato per voi».

Poi Gesù prese il calice del vino, lo porse ai discepoli e disse: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi. Fate questo in memoria di me».

CANTO ALLA SACRA CENA

BENEDIZIONE FINALE

Min: Fratelli, inchiniamo il capo per la benedizione.

Il Signore Dio amorevole e compassionevole, che ha voluto donarci i Suoi insegnamenti tramite il nostro Maestro Gesù, conceda a tutti noi
lo spirito di discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti
e la forza per costruire tale regno.
La benedizione del Divino scenda su di noi e accompagni i nostri passi ogni giorno.

Tutti: AMEN

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

Canto di uscita

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