Si dice che quello unitariano ed universalista non sia un cristianesimo, perché accettando Gesù solo come maestro e non piuttosto come redentore, rimuova la prospettiva di salvezza che vi è nel riconoscere in Gesù il Cristo.

Ma è proprio necessario buttare davvero il bambino del Cristo con l’acqua sporca della divinità di Gesù per essere universalisti od unitariani?

Personalmente io credo davvero che Gesù sia il Cristo.

Credo che Gesù sia il Cristo, perché nel suo insegnamento ed esempio esso è paradigma dell’incarnazione del Divino nell’essere umano e del nostro essere “uno con Dio”.

Credo che Gesù sia il Cristo, perché, attraverso la sua vita, la sua morte e la sua resurrezione, Dio mostra a noi la sua essenza, che non passa attraverso l’imposizione della Sua potenza, ma attraverso l’influenza del Suo amore, accettando il prezzo della debolezza e della sofferenza, ma nel costante supporto della Sua vita eterna e, in virtù di essa, della speranza inesauribile di fronte al nulla della morte e del male.

Credo che Gesù sia il Cristo, perché come in Adamo si mostra la natura del peccato come rinuncia all’unità con il Divino e al rispetto per la Sua opera, in Gesù si mostra la redenzione dal peccato come ricostituzione di tale unità nell’unione con il Padre, che illumina il rapporto con la vita tutta, come creazione nell’amore paterno, e con le altre vite tutte, come fratellanza nella discendenza da un tale amore.

Credo che Gesù sia il Cristo, perché in lui si manifesta proletticamente il Cristo come coscienza universale in cui ogni anima ricapitolerà al momento della restaurazione finale di tutte le cose in Dio.

Ma… non credo che il Cristo sia Gesù solo.

Gesù è paradigma dell’incarnazione del Divino nell’essere umano, ma “l’incarnazione è una verità non solo di Cristo, ma di un Dio che eternamente si incarna universalmente in ogni uomo” (J. Martineau) In virtù di tale universale incarnazione, barlumi dello Spirito  e della verità possono rintracciarsi nelle testimonianza di altre culture o religioni.

Attraverso la vicenda di Gesù, ad ogni modo, Dio si mostra nella Sua vera natura. Ma questo è il frutto dell’applicazione della natura di Dio ad una tale vicenda, non di un sacrificio preordinato per rimuovere dall’animo degli esseri umani l’atavica colpa del peccato originale. Preordinazione che contraddirebbe, invece, la natura amorevole del Divino.

Adamo è il paradigma della nostra finitudine cieca, ma il peccato si ripropone ad ogni creatura, in ogni tempo ed in ogni luogo come possibilità di restare ciechi alla luce dell’Infinito che splende in noi ed attorno a noi, non come eredità indipendente dalla nostra volontà. Gesù è il paradigma di questa alternativa, la realizzazione vivente di quella luce nella nostra vita umana. Ma anche questa alternativa si ripropone costantemente all’animo umano. La redenzione è una libera scelta, che trova in Gesù un esempio realizzato, non il sostituto della propria realizzazione.

Al contempo in Gesù si manifesta non solo la nostra unità attuale di fratelli e sorelle nel Dio Padre, ma anche il nostro destino di unità finale di ogni persona, a prescindere dal credo, nel cuore accogliente di Dio. E questa immagine è da sprone a realizzare già ora, in questa realtà mondana, la piena riconciliazione tra tutte le vite. Ed è in questo la prospettiva del Regno.

Paradossalmente si può dire, come nel credo niceno, che “lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio”, perché l’ispirazione dello Spirito deriva dallo sguardo “all’indietro” verso la nostra origine, verso il nostro Padre celeste, come dallo sguardo “in avanti” verso il nostro destino, verso il nostro ritrovarci insieme nel Figlio. In fondo è proprio questo il senso del nostro duplice sguardo, “unitariano” nel rivolgersi alla nostra origine e nel riconoscerne i doni, “universalista” nel rivolgersi alla nostra prospettiva di finale riconciliazione e nel riconoscerne già oggi i segni.

Ma, tranquilli, non siamo trinitari.

Nella visione trinitaria, infatti, sia il Padre che il Figlio già sono. La loro relazione è già pienamente compiuta nell’essenza divina, tant’è che il suo influsso sul mondo si configura nei termini di riproposizione analogica della struttura trinitaria nelle specifiche realtà del mondo. E’ una visione che ha una sua dignità ed una sua genialità: proprio questo rapporto analogico tra la Trinità ed il mondo, che ricorda la struttura frattale della realtà, permette di concepire il Figlio come interamente identificato in Gesù e allo stesso tempo agente nell’universalità.

Ma proprio questo ci permette di specificare il nostro cristianesimo unitariano ed universalista nella distinzione rispetto ad una prospettiva trinitaria, ma senza rinunciare, nell’ansia di opposizione ad una tale prospettiva, alla fecondità del linguaggio trinitario.

In primo luogo, ciò che distingue, a mio avviso, il cristianesimo unitariano ed universalista non è la “negazione” della Trinità, ma il riconoscimento che in essa noi ci siamo dentro. Mentre per i “trinitari” la Trinità è modello della relazione, per noi è la relazione in cui noi siamo immersi. Mentre per i “trinitari” la Trinità si svolge nell’immobilità dell’eternità trascendente, per noi essa si svolge nella temporalità dello sviluppo storico.

In secondo luogo, nella visione “unitaria” (unitariana ed universalista) il Padre è, il Figlio verrà. E solo una volta giunto il percorso della Trinità sarà compiuto. Noi celebriamo solo Dio come Padre perché, nel nostro essere nel tempo, solo del Suo dono abbiamo certezza. Ma il dono è per noi anche segno di un amore a cui il Padre ci spinge. Per noi il Figlio è una realtà in potenza, prospettata in questo segno e palesata in Gesù, ma che per realizzarsi ha bisogno della nostra risposta e del nostro impegno.

In questo senso, il cristianesimo unitariano ed universalista riporta la prospettiva messianica nella categoria propria dell’ebraismo da cui deriva: quella della promessa. Ma, come la promessa muove il popolo di Israele, l’immagine del Figlio ci mette in viaggio.

Se non è cristiano questo, non so cosa possa esserlo.

Pastor Alessandro Falasca

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