25:13 Farai anche delle stanghe di legno di acacia e le rivestirai d’oro. 14 Farai passare le stanghe negli anelli ai lati dell’arca, perché servono a portarla. 15 Le stanghe rimarranno negli anelli dell’arca e non ne saranno sfilate. 16 Poi metterai nell’arca la testimonianza che ti darò.17 Farai anche un propiziatorio d’oro puro; la sua lunghezza sarà di due cubiti e mezzo e la sua larghezza di un cubito e mezzo. 18 Farai due cherubini d’oro; li farai lavorati al martello, alle due estremità del propiziatorio; 19 fa’ un cherubino per una delle estremità e un cherubino per l’altra; farete in modo che questi cherubini escano dal propiziatorio alle due estremità. 20 I cherubini avranno le ali spiegate in alto, in modo da coprire il propiziatorio con le loro ali; avranno la faccia rivolta l’uno verso l’altro; le facce dei cherubini saranno rivolte verso il propiziatorio. 21 Metterai il propiziatorio in alto, sopra l’arca; e nell’arca metterai la testimonianza che ti darò. 22 Lì io mi incontrerò con te; dal propiziatorio, fra i due cherubini che sono sull’arca della testimonianza, ti comunicherò tutti gli ordini che avrò da darti per i figli d’Israele

Come sapete, noi per quaresima non intendiamo l’ipocrita attesa della morte del Maestro, nè l’intollerabile esercizio di mestizia di gente che ballava sui carri fino a 4 ore fa, nè infine una ridicola collezione di improbabili fioretti che in 40 giorni dovrebbero fare ciò che non si fa tutto l’anno.

Per noi la Quaresima è la preparazione a una rinascita spirituale, l’intimo disporsi alla vittoria delle idee di inclusività fratellanza, amore, misericordia, del nostro amato Maestro, che diede la propria vita affinchè tali idee vivessero e venissero tramandate fino  a noi, invitandoci a custodirle e a portarle a compimento nel nostro tempo.

La Quaresima quest’anno ci giunge con questo passo e devo ammettere che la cosa mi affascina molto, soprattutto a leggere i commenti che la Tradizione ha voluto accompagnare a questo passo. Essi ci dicono alcune cose:

1) Che i Cherubini hanno fattezze di bambino, e che essi sono i depositari della conoscenza essendo loro  a guardia delle Tavole della Legge che stanno nel mezzo. Perchè bambini? Pensateci un attimo… se voi doveste pensare a un saggio depositario della conoscenza, a chi pensereste? A un vecchio con la barba. Noi stessi la meniamo tanto col cristianesimo adulto e mò diciamo di tornà bambini? Perchè bambini? Per un sacco di ragioni, per l’entusiasmo (entusiasmo non a caso vuol dire accostarsi al divino), per l’energia che mettono nelle cose, l’infaticabile volontà di esperienza che noi stessi dovremmo trasferire sul piano spirituale, per la semplicità con cui considerano piccoli inutili e incomprensibili i problemi e le faziosità dei grandi, e infine per la capacità di credere ancora nelle favole e per l’orgoglio ostinato di continuare a crederci, nonostante qualche noioso anziano blateri di roba difficile come le equazioni. La capacità di credere nelle favole è la forza motrice del mondo, una delle qualità che rendono uomini gli uomini secondo gli antichi degli antichi è la capacità di meravigliarsi, di sorprendersi

2) L’altro elemento che la tradizione ci tramanda è che i cherubini fossero 2 e fossero diversi, un maschio e una femmina. Se i cherubini sono diversi e sono entrambi guardiani della verità questo cosa ci dice? Che la verità pur essendo logicamente una, è intrinsecamente dinamica e plurale, che ogni Cherubino sarà buon guardiano della verità se e solo se avrà accettato che anche l’altro lo sia, secondo un punto di vista e un modo di sentire totalmente differente. Ogni guardiano sarà nel giusto quando proporrà con misura la propria visione, sbaglierà totalmente invece quando cercherà di imporre la propria visione agli occhi dell’altro. Noi dobbiamo imparare da questa lezione. E’ sacrosanto dire “Io penso che….”  è terribile dire “tu non devi pensare che”, mantenendo la massima pluralità possibile nei limiti stabiliti dai sette principi

3) Infine c’è un terzo elemento molto carino in questo passo, l’idea che, facendo due conti, da un punto di vista fisico il tabernacolo sarebbe stato difficilmente sollevabile, men che meno trasportabile. Gli antichi si resero perfettamente conto di quanto affermo, era ovvio fosse troppo pesante. Essi dissero dunque che il tabernacolo sollevava chi lo sollevava, chiunque tentasse di sollevarlo veniva da esso sollevato e trasportato. Vorrei collegare questo al beneficio della preghiera. Pregando noi certamente portiamo un peso, che si concretizza in termini di fatica a trovare il tempo adatto e di fatica a seguire uno specifico percorso, ma veniamo anche sollevati da un altro tipo di peso, che sono le ansie le paure e i torti, ottenendo un conforto e un sollievo

Al bando dunque l’ipocrita mestizia di gente che gozzovigliava fino a ieri sui carri di carnevale, al bando coloro che pensano  che fioretti tipo non mangiare formaggio o non prendere l’ascensore per quaranta giorni sposti le sorti della propria anima. Prepariamoci invece a rinascere, a tornare bambini, a recuperare quell’entusiasmo che la vita spesso ci offusca. Prepariamoci ad affermare con irriverenza, con ostinazione e con l’incoscienza, tipica dei bambini, i valori dell’inclusione, della tolleranza e del Regno che il Maestro ha saputo affermare con tanto coraggio e con tanta forza,

Buona Quaresima, se proprio volete fare un fioretto sensato, regalate per 40 giorni un panino ad un senza tetto… e poi, già che ci siete, fatelo per altri 40, e infine per 40 volte 40 giorni…

Buona Notte

Rob

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