L’altro giorno mi trovavo nel giardinetto sotto casa, mi ero portato la Bibbia e stavo leggendo la pericope settimanale, quel curioso verso del capitolo 31 dell’Esodo che inizia con

Es 31:2 “Guarda”

Oh, devo confessarvi che sono pur sempre un filosofo, e ogni filosofo c’ha i suoi miti. Io ne ho tanti, forse troppi. Uno di questi è Maimonide, un filosofo medico ebreo spagnolo che scrisse in arabo (!) uno dei testi medievali che ho amato di più dai tempi dell’università: La Guida dei Perplessi.
Mentre stavo leggendo con un pizzico di umana distrazione questo verso, che avrei giurato non potesse insidiare neanche lontanamente la top ten dei miei versi preferiti “«Guarda, io ho chiamato per nome Besaleel, figlio di Uri, figlio di Cur, della tribù di Giuda“. e lo stavo già sa già salutando, dando appuntamento all’anno prossimo, l’occhio mi cadde su una nota che asseriva che per Maimonide questo verso è uno dei più importanti dell’intera Torah. Sobbalzai dalla sedia, per poco non caddi, pensando a quanto il Principale fosse un grandissimo umorista. Consultai allora la nota per capire cosa mi fossi perso, e Maimonide mio mi faceva notare come la gente spesso veda senza guardare, come sia importante rieducare le persone a guardare, a scrutare nel profondo la bellezza e la complessità del creato, esercitandosi a passare continuamente dall’Opera all’Autore. L’universo, che conosciamo solo in minima parte, è talmente preciso, talmente immenso. talmente bello… Ma ci rendiamo conto della bellezza di un’alba, del miracoloso bellissimo suono di un vagito? Il mondo di oggi si sta incupendo dietro la tristezza di una equazione, dietro la pochezza di un grafico vendite e si sta perdendo progressivamente il senso e la profonda bellezza della natura. Accanto a me c’era della gente distratta che parlava di politica. Tra di essi, magari, avrebbe anche potuto nascondersi un matematico ostinato che, potendo, avrebbe cercato ostinatamente di dimostrarmi che il Principale non è un segno riproponibile  in foglietti su cui si possa scrivere a capo chino affannosamente. A me, a lui, a tutti, è rivolto quel  “Guarda”, non scarabocchi sulla carta ma la bellezza della Natura. Mi guardai intorno, impegnandomi a non vedere solamente ma a guardare. VIDI quattro puttane passeggiare agli angoli del giardino, vidi due loschi figuri trafficare poco lontano, vidi la gente sbraitare coi clacson al semaforo… mi stavo per arrendere… ma alla fine riuscii a guardare… alzai gli occhi e vidi un nido sotto il tetto di fronte a noi, due rondinini che cinguettano nel vuoto disperati, nessuno che sembrasse badare a loro, abbandonati al loro destino… poi, d’improvviso, una rondine con qualcosa nel becco atterrò sul nido e lì nutrì. Nessuno parve badarci, attorno l’attività continuò frenetica e nessuno si accorse di nulla. Avrei voluto urlare e dire che un miracolo era avvenuto, che finalmente avevo l’unica prova che mi serve della bontà infinita del Principale… che era appena capitato qualcosa che nessuna equazione sarebbe stata in grado di spiegare… ma nessuno pareva disposto ad ascoltarmi.

Maimonide aveva tristemente ragione, fino a che la gente sceglierà di vedere senza guardare, i miracoli che costantemente testimoniano l’amore del Principale continueranno ad essere ignorati…

Almeno noi, in questo Sabato di preghiera e riposo, sforziamoci di GUARDARE i segni della SUA Bontà Infinita

Buon Sabato

Rob

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