4:22 QUANDO uno dei capi ha peccato, facendo per errore qualcosa che il SIGNORE suo Dio ha vietato di fare e si sarà così reso colpevole, 23  gli sarà fatto conoscere il peccato che ha commesso e farà la  sua offerta espiatoria 

Cari Amici,

alle cose serie ci pensa domani Ale, quindi lasciatemi un poco parlare dei fatti miei. Il Levitico è un libro per ministri (i Leviti erano sacerdoti nella tradizione ebraica), ed è fatto di una serie minuziosa di casi e di cavilli che Pierluigi ama così profondamente. Lasciate perdere le traduzioni, che possono fuorviare, il testo ebraico è fatto di tanti Se… se… se… se…. se… Solo quando si parla dei ministri si cambia parola e si dice QUANDO. Cosa vuol dire questo? I saggi ci dicono che mentre per altri è solo probabile che si pecchi, per un ministro è pressochè certo. Che cosa strana rispetto al senso comune occidentale, non trovate? Di solito si vede nel prete l’essere senza macchia e senza peccato, il maestro di vita e di morale, il porto sicuro cui demandare dubbi e incertezze… e invece la Torah ci spiazza con quel quando…. Perchè??? Le spiegazioni come sempre possono essere molteplici… Vediamone alcune….
a) Perchè mi chiami buono?, chiedeva il Maestro? Solo UNO è buono… il Principale. Nel momento in cui un ministro pensi di poter essere per la sua comunità ciò che vorrebbe essere, perfetto, in quel momento non lo è già, quell’idea è già il QUANDO che cerchiamo…
b) Compito di un ministro è stare e stanare gli ultimi, i sofferenti, i dimenticati, gli odiosi… Il Maestro diceva di non essere qui per i sani ma per i malati…Nel cercare di avvicinare il dolore, la sofferenza, di dare speranza… di esserCI per tutti in qualche momento… è logico che ogni tanto si sbrocchi…
c) Per altri invece è una specie di indispensabile cicatrice del compito. Il Principale burlone dà al Ministro un compito di fatto impossibile, già sapendo che egli sbaglierà e si procurerà cicatrici che difficilmente si rimarginano. Ma sarà proprio in virtù di quel dolore vissuto sulla propria carne che egli potrà sentire, condividere e confortare…
Voi mi direte: ” A Robbè, ma a noi… cosa cavolo ce ne frega?” Avete ragione, ma secondo me c’è un senso in tutto questo utile per tutti. La nostra comunità non mette al centro il culto della perfezione di un uomo, nessun ministro unitariano potrà dirvi: Io sono l’esempio, fate come me. Non è questo il posto. Noi mettiamo al centro della nostra comunità alcuni valori, i sette princìpi ad esempio, e quelli cerchiamo di coltivare insieme e condividere. Io mi sento UU nel momento in cui non prometto a nessuno modelli di supereroi, ma valori da coltivare insieme tra quanti vogliano condividere la fatica dell’esperienza spirituale. I ministri nella nostra tradizione non sono il centro ma semplice parte del gruppo, pronti a farsi da parte per il bene del gruppo…

E allora? Nulla, in questi anni ho sbagliato tanto, e sbaglierò ancora. Voi abbiate la pazienza di farmelo notare… e io farò la mia offerta espiatoria… non coi capri… troppo scomodo per un disabile… facciamo con un succo di carote… mamma che schifo… inorridisco al solo pensiero, ma prometto al Principale e a voi fratelli di berne a litri per riparare alle mie imperfezioni

Buon Sabato e Buon Riposo

Rob

Annunci