CANTO DI INGRESSO: “VERSO IL TUO TEMPIO”

LETTURA DI ACCOGLIENZA

Alessandro:

Ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere; fui forestiero e mi accoglieste, 36 fui ignudo e mi rivestiste, fui infermo e mi visitaste, fui in prigione e veniste a trovarmi. (Matteo 25,35:36)

Benvenuti a questa funzione comune della Comunione Unitariana Italiana, in cui intendiam l’ispirazione che ci unisce ed ascoltarne la testimonianza nelle cammino spirituale di ciascuno.

ACCENSIONE DEL CALICE

Roberto:
Iniziamo la nostra celebrazione con uno degli elementi che più caratterizza la nostra Comunione. Come sapete, è tradizione unitariana e universalista che a turno ogni Chiesa del mondo trasmetta a tutte le altre un pensiero su cui meditare all’accensione del Calice, che è simbolo della presenza del Divino tra noi e della nostra volontà di elevazione spirituale.

Il pensiero di questo mese è stato inviato dalla Rev. Jill McAllister Unitarian Universalist Association of Congregations (USA):

Lett: La luce della vita brilla attraverso gli occhi di ogni persona

La luce della verità risplende attraverso ogni vita.

Possa la luce di questo calice ricordarci che la nostra ricerca di verità e luce

è sempre in cammino,

ed è nutrita e accresciuta ed arricchita da ogni persona che incontriamo.

Onoriamo la luce che risplende in ognuno di noi.

Tutti: Amen [accensione del calice]

AFFERMAZIONE DEI PRINCIPI

Alessandro: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

Tutti: Noi Unitariani, Universalisti e liberi credenti tutti affermiamo il valore e la dignità intrinseca di ogni persona;

Alessandro: perché ogni persona è espressione sacra della vita.

Roberto: perché siamo tutti figli e figlie di Dio.

Tutti: affermiamo la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani;

Alessandro: perché siamo sorelle e fratelli di un’unica famiglia umana.

Roberto: perché è il segno concreto del nostro amare Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima ed il prossimo come noi stessi.

Tutti: affermiamo l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale nelle nostre congregazioni;

Alessandro: perché l’impulso spirituale è slancio verso la completezza, che si alimenta dell’incontro con l’altro da noi.

Roberto: perché nell’esempio di Gesù siamo chiamati a crescere spiritualmente nell’incontro con il Mistero Divino e con il volto dell’altro.

Tutti: affermiamo la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita;

Alessandro: perché siamo tutti in cammino verso il senso della vita con di fronte un mistero, che ci chiama ad esplorarlo.

Roberto: perché il Signore ci ha donato il discernimento della ragione e dello spirito ed è nostro dovere usarlo per capire le sue opere nel mondo e negli animi umani.

Tutti: affermiamo il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico nelle nostre congregazioni e nella società in generale;

Alessandro: perché è il riflesso del verbo spirituale dell’inclusione che ci ispira.

Roberto: perché siamo stati creati liberi e capaci di scegliere, ma dobbiamo imparare ad esserlo insieme.

Tutti: affermiamo l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti;

Alessandro: perché solo nella riconciliazione universale la natura umana può realizzarsi appieno.

Roberto: perché in questo si riflette l’amore di Dio e si realizza la costruzione del Regno;

Tutti: affermiamo il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.

Alessandro: perché siamo coscienti dei legami che ci uniscono gli uni con gli altri e con tutta la vita e dell’unità più grande ed inclusiva che essi ci chiamano a realizzare.

Roberto: perché siamo uniti come fratelli e sorelle, tra noi e con la Terra, nella creazione come nella salvezza.

DICHIARAZIONI DI FEDE

Roberto: affermiamo questi principi, nutrendoli ciascuno attraverso la forza della propria differente fede personale, trovando nella nostra comunità ascolto ed accoglienza. Per questo vi invitiamo ora ad esprimere la vostra fede personale.

Alessandro: Chi si riconosce nella semplicità della fede aperta del nostro essere universalisti e nella sua accoglienza di diverse credenze personali, può unirsi al “Credo” che … ci leggerà:

Lettore: C’è chi crede in Dio, chi nel Tao, chi soltanto in quel che vede.

Quello che per noi conta è credere nella forza della vita,

ritrovarla nel mistero e nella meraviglia della natura,

nella luce dello spirito che splende in ciascuno,

nell’amore che unisce senza unificare.

E testimoniare queste semplici cose per costruire un mondo

dove la dignità di ogni vita trovi rispetto.

Roberto: quanti tra noi si riconoscono in quella matrice giudaico-cristiana che è stata culla della nostra fede, possono unirsi a … nel recitare la prima stanza dello Shemà ebraico.

Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

LETTURE

Dalla cultura unitariana e universalista

Un valore proprio, una debolezza propria … Le persone possono essere vasi del male con la stessa facilità con cui possono essere vasi del bene, anche se UU. Ci sono due lupi dentro ognuno di noi. A volte il cattivo vince. Come si può applicare il motto “più avanti e più in alto per sempre” a questa realtà?… Affermare il valore proprio e la dignità di ogni essere umano è come chiedere di fare una scelta per alimentare il lupo buono, quando sappiamo fin troppo bene che il lupo cattivo è proprio lì. Affermare il valore proprio e la dignità di ogni essere umano è quello di riconoscere che il peccato e il male esistono, sì, ma non importa quanto di quel peccato e di quel male esista, anche la promessa della nostra umanità è lì presente. (“Inherent Worth, Inherent Weakness”, Rev. Megan Foley, UU)

Dalle religioni del mondo

Il rigido e il duro appartengono alla morte; il molle e il tenero appartengono alla vita.” (Tao Te Ching)

Dalla Bibbia

21 E costrinsero un passante, un certo Simone di Cirene che tornava dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo, perché portasse la sua croce. 22 Poi condussero Gesù al luogo detto Golgota che significa: Luogo del teschio. 23 Gli diedero da bere del vino mescolato con mirra, ma egli non lo prese. 24 E, dopo averlo crocifisso, spartirono le sue vesti, tirandole a sorte, per sapere che cosa toccasse a ciascuno. 25 Era l’ora terza quando lo crocifissero. 26 E l’iscrizione che indicava il motivo della condanna, posta sopra lui, diceva: “Il re dei Giudei”. 27 Crocifissero pure con lui due ladroni, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra. 28 Così si adempì la Scrittura che dice: «Egli è stato annoverato fra i malfattori». 29 E coloro che passavano lì vicino lo ingiuriavano, scuotendo il capo e dicendo: «Eh, tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo riedifichi, 30 salva te stesso e scendi giù dalla croce!». 31 Similmente anche i capi dei sacerdoti con gli scribi, beffandosi, dicevano tra di loro: «Egli ha salvato gli altri, e non può salvare se stesso. 32 Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, affinché lo vediamo e crediamo». Anche quelli che erano stati crocifissi con lui, lo ingiuriavano. 33 Poi, venuta l’ora sesta, si fece buio su tutto il paese fino all’ora nona. 34 E all’ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lammà sabactanì?». Che, tradotto vuol dire: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». 35 E alcuni degli astanti, udito ciò, dicevano: «Ecco, egli chiama Elia!». 36 Allora uno di loro accorse, inzuppò una spugna nell’aceto e, postala su una canna, gli diede da bere, dicendo: «Lasciate; vediamo se viene Elia a tirarlo giù». 37 Ma Gesù, emesso un forte grido, rese lo spirito. 38 Allora il velo del tempio, si squarciò in due, dall’alto in basso. 39 E il centurione che stava di fronte a Gesù, visto che dopo aver gridato così aveva reso lo spirito, disse: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio». 40 Vi erano pure delle donne che guardavano da lontano; fra di esse vi erano Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo il minore e di Iose e Salome, 41 che lo seguivano e lo servivano quando era in Galilea; e ce n’erano molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

(Marco 15)

SERMONE:

PREGHIERA DI MEDITAZIONE

Lett.: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.”

Aiutaci, o Spirito, a non perdere mai il sapore di una vita autentica, radicata nella Tua ispirazione.

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.”

Aiutaci, o Spirito, a far risplendere attraverso di noi la Tua luce.

Tutti: Amen

RACCOGLIMENTO NEL SILENZIO

Alessandro: “Pensavo fosse la notte, ma era il buio amico dell’aurora. Pensavo fosse il silenzio, ma era il suono della mia anima in attesa”.

Sorelle e fratelli, la voce dell’Infinito Spirito di Vita sussurra in ciascuno di noi parole di speranza e di trasformazione, che sia il segno nel nostro cuore di un Dio che è Spirito e che chiede di essere pregato in Spirito e Verità, o che sia il risveglio della nostra coscienza che si apre alla Vita Infinita.

Troppo spesso, però, questa voce è sommersa dai rumori della nostra vita e del nostro egoismo. E allora, per tornarla ad ascoltare, dobbiamo imparare l’umiltà del silenzio. Per questo meditiamo e preghiamo, per due simbolici minuti, nel silenzio delle nostre voci e nel profondo dei nostri cuori, lasciando che lo Spirito ci trasformi e ci indichi nuove strade.

CANTO MEDIANO: “PIANGE L’ANIMA CONFUSA”

PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO

Roberto: il senso della gratitudine è uno degli elementi fondanti della religiosità tutta. Esprimiamo insieme (e nel cuore ciascuno secondo la sua sensibilità) il nostro ringraziamento.

Tutti: Grazie alla Terra dei buoni frutti. Grazie al Cielo delle buone intenzioni. Grazie ai cuori umani di buona volontà.

Roberto: Grazie al Signore che riempie della sua gloria il cielo e la terra e della sua ispirazione il cuore degli esseri umani. “E’ bello dar lode al Signore, inneggiare al tuo Nome , o Altissimo, annunziando al mattino la tua misericordia e la tua fedeltà lungo la notte, sull’arpa a dieci corde e sulla lira, con melodia sonora, con la cetra!”

Alessandro: Grazie alla Vita, “che ci tiene nell’incavo delle sue mani, nella curva delle sue braccia”; che “ci confonde di stupore e la cui meraviglia ci trascina lontano”; e grazie ad ogni vita “per le piccole benedizioni, che tessono le gioie dell’essere insieme, che cantano in armonia, che portano il calore di un sorriso al cuore”.

Tutti: Sorgente della vita, siamo riuniti per celebrare la Tua forza che governa l’esistente, per chiederti di continuare ad offrirci i Tuoi doni e a riempirci del Tuo Spirito, per pregarti di illuminare il nostro cammino perché possiamo diventare, ogni giorno di più, consci della Tua immagine dentro di noi, costruttori del Tuo Orizzonte, del Tuo Regno su questa terra, e testimoni di pace e fratellanza tra gli esseri umani. Guida i nostri cuori perché possiamo formare ora e sempre una comunità che possa essere casa comune di amore e crescita reciproca per tutti noi. Amen

CANTO ALLA SACRA CENA: “Padre nostro, solo Dio”

SACRA CENA
Alessandro: La nostra Comunione affonda le sue radici nel messaggio cristiano e distende i suoi molteplici rami verso il mistero di ogni fede. Ma tutti noi riconosciamo il valore morale e spirituale del messaggio e dell’esempio di Gesù. Nella Sacra Cena commemoriamo la figura di Gesù e ci immergiamo, nei simboli del pane e del vino, nel centro della relazione con il Sacro di cui Egli fu esempio. In virtù di questo portato universale, invitiamo ad essa il cristiano, che ne nutrirà la propria fede, come ogni persona di buona volontà, che si senta toccata dal battesimo interiore dello Spirito e abbia il cuore aperto al Vangelo.

Roberto: Come cristiani, nel rito della Sacra Cena commemoriamo l’ultimo pasto del nostro Maestro Gesù e rendiamo grazie, nel simbolo del pane, al Padre Nostro per la vita e la conoscenza che ci ha dato per mezzo del Suo Figlio Esemplare. “Quando fu sera e si mise a tavola con i dodici discepoli, e mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo che è dato per voi»

Alessandro: Come persone di buona volontà, ritroviamo nel simbolo del pane la nostra riconoscenza per i doni della vita e della conoscenza e l’invito a sentirci parte di un corpo più grande, il corpo di tutto ciò a cui dobbiamo il nostro grazie.

(Si spezzi il pane e lo si distribuisca)

Roberto: Come cristiani, nel simbolo del vino ricordiamo il coraggio del Maestro nell’affrontare la prospettiva del sacrificio del proprio sangue in nome di una più alta affermazione di vita, quella vissuta nella volontà del Padre e nella direzione del Suo amore universale. “Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi”.

Alessandro: Come persone di buona volontà, nell’accogliere questo calice offriamo la risposta del nostro coraggio di fronte alla chiamata dello Spirito e del nostro impegno a seguirne la direzione verso una più alta aspirazione di vita e di amore.

(Ognuno beve dal calice)

Roberto: “Fate questo in memoria di me”.

PREGHIERE DI FRATELLANZA

Alessandro: rammentiamo a noi stessi come gli esseri umani tutti siano gli uni con gli altri sorelle e fratelli di un’unica indivisa famiglia, ponendoci di fronte alla sofferenza di chi subisce il tormento dell’ingiustizia, della violenza e della povertà.

Lettore: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.”

Possa l’accoglienza di questo insegnamento nel servizio della vita quotidiana essere la nostra umile preghiera.

Roberto: Nella fede di chi tra noi è cristiano il senso dell’essere sorelle e fratelli è rafforzato dal saperci tutti figli di un unico Padre Celeste. Ricordiamolo recitando la preghiera che Gesù ci ha lasciato.

Chi vuole: Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane spirituale e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. E non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Perché tuo è il regno, tuo l’onore e la gloria per tutti i secoli dei secoli.

COMUNIONE DEI FIORI

Alessandro: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni persona è un fiore, che si nutre dal terreno del dono della vita, in cui scorre la linfa dello Spirito, che si protende verso il cielo della speranza.
Per questo, nella nostra liturgia, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. [Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti]

BENEDIZIONE FINALE

Roberto: Sorelle e fratelli, inchiniamo il capo per la benedizione.

I ministri insieme: L’Infinito Spirito di Vita che anima ogni cosa, ispirazione d’amore in ogni cuore o Signore Dio amorevole e compassionevole, che ha voluto donarci i Suoi insegnamenti tramite i nostri Maestri, conceda a tutti noi lo spirito di discernimento per comprendere quali vie conducono alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire tale regno.

E la benedizione del Divino scenda su di noi e accompagni i nostri passi ogni giorno.

Tutti: AMEN

Roberto: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

CANTO FINALE: “FORZA DI VITA”

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