(I) GT
Signore Dio, Padre, Madre, Fratello e Sorella, oggi è il giorno in cui la nostra vita deve uscire dal sepolcro, dal sepolcro delle paure e dei limiti che ci sono stati imposti o che noi stessi abbiamo voluto imporci. Sappiamo tutti che dobbiamo risorgere dalle nostre paure e uscire verso il mondo che ci aspetta, come Gesù è andato in Galilea; facci risorgere, Signore, fa’ che possiamo essere, dopo la resurrezione, degli strumenti ancora migliori per i tuoi scopi e fa’ che lavorare per te e per il prossimo nella gioia del tuo Regno sia ciò che veramente ci realizza; perché sappiamo che in effetti è così, ma bisogna risorgere per capirlo. Amen

(II) GM
Per me la Pasqua è il giorno in cui ricordo l’unione delle Luci. È evidente l’importanza della luce nella Bibbia, dato che essa compare fin dalla sua pagina iniziale, essendo la prima delle opere create (Gen 1,3: «Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu»), e si ritrova anche nella pagina conclusiva (Ap 22,5: «Non vi sarà più notte, e non avranno più bisogno di luce di lampada né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà. E regneranno nei secoli dei secoli»). Nella Bibbia l’uso concreto dei termini legati al campo semantico della luce si intreccia con quello metaforico (oltre al sostantivo «luce», in ebraico ’ôr e in greco phôs, si ritrovano anche vocaboli come «lampada», «lucerna», «lucernario», «illuminare», «brillare», «splendere», «rischiarare», ecc.)
Nella prima lettera di Giovanni la «luce» indica Dio (1Gv 1,5: «Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna»).
Per me la Pasqua è il giorno in cui ricordo che ogni essere umano con la propria luce interiore ritornerà dopo la morte in simbiosi con Dio che è fonte di infinita luce piena d’ amore, quindi la mia speranza è che come il maestro Gesù è tornato al Padre anche noi ci ritorneremo unendo le nostre luci in un abbraccio immenso con Dio.

(III) PF
Con la morte sulla croce la grande tragedia si chiude; i racconti della resurrezione non appartengono piu alla storia di Gesù. Quali siano i fatti reali che stanno a fondamento di queste leggende, noi a tanta distanza di tempo non possiamo più dire.Certo za fondamento di tutte queste tradizioni leggendarie dovettero stare dei fenomeni di visioni come quelle che ci ha riferito Paolo. Che questi fenomeni fossero allucinazioni è ugualmente certo. Che delle relazioni discordi e di un carattere cosi visibilmente leggendario costituisca no anche solo il principio di prova d’un fatto così straordinario comela risurrezione di un uomo, non è ammissibile nemmeno da lontano. Ma noi dobbiamo anche vedere in queste visioni e nelle leggende che vi si connettono l’espressione immaginosa di una verità profonda; e cioè della convinzione che dopo la morte di Gesù il suo spirito avrebbe continuato ad vivere e ad agire nel mondo fino alla fine dei secoli. IN questo senso veramente Gesù vive ed è più realmente vivo che non gli innumerevoli uomini, i quali nascono e passano come ombre, senza aver mai alzato il viso verso le realtá eterne. Piero Martinetti -Il Vangelo. Pagg 128 -129

(IV)
Un sepolcro per vivere
Nel nostro simbolo c’è una Croce; essendo gli Unitariani di tradizione cristiana la sua presenza non è affatto singolare Questo tema era stato trattato ed era stata data una spiegazione che ritengo davvero pregnante per il percorso spirituale e affettivo di ogni cercatore di senso; lo spazio va riempito dal nostro mondo, da quello che vi portiamo noi. Dai dubbi anche.
Ho provato a vedere in questa ottica anche l’immagine del sepolcro vuoto, partendo da una riflessione del Pastore Falasca, che invitava a superare la interpretazione letteralista senza attribuire significati “esoterici” che non sarebbero stati compresi dai più ma rispettando il substrato degli archetipi presente in ogni cultura umana. Se quel vuoto fosse lì per noi, ancora una volta a nostro favore ? Se fosse lì per essere riempito dal nostro modo di vivere il dolore, la morte ma anche la rinascita? Chi lo vede ? Donne, ancora una volta qualcuno la cui testimonianza non contava. Per chi viene scambiato il Maestro ? Per un uomo semplice, un giardiniere. Qualcosa di così improponibile o è vero o è da manuale di marketing. Invece c’è una terza via ; il sepolcro era vuoto o no, ma a noi non serve saperlo. Il masso è stato spostato dai nostri cuori e le donne hanno capito il vero : possiamo vivere con chi ci sta accanto, costruire il Regno con un prossimo qualsiasi.

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