LITURGIA D’INGRESSO

Canto di Ingresso: Verso il Tuo tempio
[Breve introduzione del Ministro. Intenzioni del servizio. Gli intervenuti ricordano i temi ispiratori dell’odierno servizio ]

Min: Benvenuti fratelli. Iniziamo la nostra celebrazione con uno degli elementi che più caratterizza la nostra Comunione. Come sapete, è tradizione unitariana e universalista che a turno ogni Chiesa del mondo trasmetta a tutte le altre un pensiero su cui meditare all’accensione del Calice, che è simbolo della presenza del Divino tra noi e della nostra volontà di elevazione spirituale.

Il calice è acceso nelle nostre anime ogni volta che noi preghiamo per una intima convinzione,desideriamo una guarigione, perdoniamo il nemico confortiamo il prossimo, e ci prepariamo per il giorno del giudizio. Nella sua luce, la nostra speranza e la nostra compassione sono rinnovate ed i legami del Patto che ci legano l’un l’altro diventano chiari. Ora, consacrato dalla fiamma, il cammino che abbiamo fatto risplende L’amore ci prepara la via L’armonia è all’orizzonte Non c’è né est né ovest né sud né nord. Solo un mondo da accogliere e benedire con una luce sempre maggiore
Amen. — (Rev.) Eric M. Cherry Unitarian Universalist Association of Congregations (USA)

Tutti: Amen [accensione del calice]
Min: Fratelli, prima di indirizzare la nostra meditazione sul tema scelto per questa liturgia, è giusto che ricordiamo da dove veniamo e chi siamo.

Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare per coloro tra noi che si riconoscono in una linea di pensiero giudaico-cristiano la prima stanza dello Shemà ebraico.

Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

Tutti: Amen

Affermazione dei Principi
Lett: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel
percorso del singolo e nella specificità della sua fede:
Tutti: Noi Unitariani, Universalisti e liberi credenti tutti affermiamo il valore e la dignità intrinseca di ogni persona;
Lett: perché ogni persona è espressione sacra della vita.
Min: perché siamo tutti figli e figlie di Dio.
Tutti: affermiamo la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani;
Lett: perché siamo sorelle e fratelli di un’unica famiglia umana.
Min: perché è il segno concreto del nostro amare Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima ed il prossimo come noi stessi.
Tutti: affermiamo l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale nelle nostre congregazioni;
Lett: perché l’impulso spirituale è slancio verso la completezza, che si alimenta dell’incontro con l’altro da noi.
Min: perché nell’esempio di Gesù siamo chiamati a crescere spiritualmente nell’incontro con il Mistero Divino e con il volto dell’altro.
Tutti: affermiamo la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita;
Lett: perché siamo tutti in cammino verso il senso della vita con di fronte un mistero, che ci chiama ad esplorarlo.
Min: perché il Signore ci ha donato il discernimento della ragione e dello spirito ed è nostro dovere usarlo per capire le sue opere nel mondo e negli animi umani.
Tutti: affermiamo il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico nelle nostre congregazioni e nella società in generale;
Lett: perché è il riflesso del verbo spirituale dell’inclusione che ci ispira.
Min: perché siamo stati creati liberi e capaci di scegliere, ma dobbiamo imparare ad esserlo insieme.
Tutti: affermiamo l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti;
Lett: perché solo nella riconciliazione universale la natura umana può realizzarsi appieno.
Min: perché in questo si riflette l’amore di Dio e si realizza la costruzione del Regno;
Tutti: affermiamo il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.
Lett: perché siamo coscienti dei legami che ci uniscono gli uni con gli altri e con tutta la vita e dell’unità più grande ed inclusiva che essi ci chiamano a realizzare.
Min: perché siamo uniti come fratelli e sorelle, tra noi e con la Terra, nella creazione come nella salvezza.

Tutti: Amen

LITURGIA DELLA MEDITAZIONE

Min. Fratelli, il peccato è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Confessiamo dunque al Divino i nostri peccati, la consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione

Sal 120:1 Canto dei pellegrinaggi.
Alzo gli occhi verso i monti…
Da dove mi verrà l’aiuto?
2 Il mio aiuto vien dal SIGNORE,
che ha fatto il cielo e la terra.
3 Egli non permetterà che il tuo piede vacilli;
colui che ti protegge non sonnecchierà.
4 Ecco, colui che protegge Israele non sonnecchierà né dormirà.
5 Il SIGNORE è colui che ti protegge;
il SIGNORE è la tua ombra;
egli sta alla tua destra.
6 Di giorno il sole non ti colpirà,
né la luna di notte.
7 Il SIGNORE ti preserverà da ogni male;
egli proteggerà l’anima tua.
8 Il SIGNORE ti proteggerà, quando esci e quando entri,
ora e sempre.

Min. Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante.

[tutti pregano in silenzio per circa un minuto]

Min: Amen

Tutti: Amen

LITURGIA DELLA PAROLA

1) Ralph Waldo Emerson – Discorso alla Facoltà di Teologia 1838 –

Da questo punto di vista diventiamo sensibili al primo difetto del cristianesimo storico. Il cristianesimo storico è caduto nell’errore che corrompe tutti i tentativi di comunicare la religione. Come appare oggi a noi, e come è apparso nelle diverse età, il cristianesimo non è la dottrina dell’anima, ma un’esagerazione del personale, del positivo, del rituale. Ha indugiato e ancora indugia nella dannosa esagerazione intorno alla persona di Gesù. L’anima non conosce persone. Essa invita ogni uomo a espandersi nell’intero cerchio dell’universo, e non avrà preferenze se non per l’amore spontaneo. Il secondo difetto del tradizionale e limitato modo di usare del pensiero di Cristo è una conseguenza del primo; cioè, che la Natura Morale, quella Legge delle leggi le cui rivelazioni portano grandezza, vale a dire Dio stesso, all’anima disponibile ad accoglierlo, non è esplorata come la fonte dell’insegnamento stabilito nella società. Gli uomini sono giunti a parlare della rivelazione come di qualcosa di dato e fatto tanto tempo fa, come se Dio fosse morto. L’offesa fatta alla fede soffoca la voce del predicatore; e la migliore delle istituzioni diventa una voce incerta e inarticolata.L’uomo innamorato di questa eccellenza diventa il suo sacerdote o poeta. Il ministero è coevo al mondo. Ma osserva la condizione, la limitazione spirituale del nobile ufficio. Solo lo spirito può insegnare. Nessun profano, nessun uomo sensuale, nessun bugiardo, nessuno schiavo può insegnare, ma può dare solamente colui che ha; può creare solamente, colui che è. Solo l’uomo su cui scende l’anima, attraverso cui l’anima parla, può insegnare. Il coraggio, la pietà, l’amore, la sapienza, possono insegnare; e ogni uomo può aprire la sua porta a questi angeli, e essi gli porteranno il dono delle lingue. Ma l’uomo che cerca di parlare come i libri insegnano, come i sinodi usano, come la moda indica, e come l’interesse comanda balbetta. Taccia. Ralph Waldo Emerson – Discorso alla Facoltà di Teologia 1838 – Trad di Granfranco Bertagni Fonte

2) Dal Vangelo di Filippo

11.) I nomi che vengono dati alle cose terrestri racchiudono un grande inganno, perché distolgono i cuori da concetti che sono autentici verso concetti che non sono autentici. Chi sente la parola “Dio” non intende ciò che è autentico, ma intende ciò che non è autentico. Così pure per “Padre” e “Figlio” e “Spirito Santo” e “Vita” e “Luce” e “Resurrezione” e “Chiesa” e tutti gli altri nomi non s’intende ciò che è autentico, ma s’intende ciò che non è autentico. A meno che non si sia venuti a conoscenza di ciò che è autentico, questi nomi sono nel mondo per ingannare. Se essi fossero nell’eone, non sarebbero nominati ogni giorno nel mondo e non sarebbero mescolati tra le cose terrestri. Essi hanno la loro fine nell’eone.12.) Un solo nome non è pronunciato nel mondo: il nome che il Padre ha dato al Figlio. Esso è al di sopra di tutto. È il nome di “Padre”, perché il Figlio non diventerebbe Padre se non avesse rivestito se stesso del nome di “Padre”. Questo nome. coloro che lo posseggono lo intendono in verità, ma non lo pronunciano. Invece coloro che non lo posseggono non lo intendono. Ma la Verità ha espresso dei nomi nel mondo a questo motivo: che non è possibile apprendere senza nomi. La Verità è unica e molteplice, e a nostro vantaggio, per insegnarci, per amore, quella Unica, attraverso molte.[Fonte]

3) Dal Vangelo secondo Luca Cap 24
36 Ora, mentre essi parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» 37 Ma essi, sconvolti e atterriti, pensavano di vedere uno spirito. 38 Ed egli disse loro: «Perché siete turbati? E perché sorgono dubbi nel vostro cuore?39 Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono proprio io! Toccatemi e guardate, perché uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che ho io».
40 E, detto questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41 Ma siccome per la gioia non credevano ancora e si stupivano, disse loro: «Avete qui qualcosa da mangiare?» 42 Essi gli porsero un pezzo di pesce arrostito; 43 egli lo prese, e mangiò in loro presenza.44 Poi disse loro: «Queste sono le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che si dovevano compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi». 45 Allora aprì loro la mente per capire le Scritture e disse loro: 46 «Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno, 47 e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme.[INR]

Min: SERMONE

Al termine del sermone

Tutti: Amen

Canto mediano: Vieni Chiunque tu sia

LITURGIA DELLA COMUNIONE DEI FIORI

Min. Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra Comunione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura con la meditazione che […] leggerà per noi

Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano 

attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;·

attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;

attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;

attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;

attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;

attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore; attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;

attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sua facoltà;

attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;

attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni.

Tutti: AMEN

Min: Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. [Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti]

LITURGIA DELLA PREGHIERA COMUNE

Min. Dopo aver condiviso i nostri pensieri e aver aperto i nostri cuori, riconosciamoci ancora una volta sorelle e fratelli, uniti in questa misteriosa avventura spirituale della vita, con le parole di un grande uomo che molti di noi riconoscono come loro guida spirituale. Preghiamo insieme, tenendoci idealmente per mano, con le parole che Gesù ci ha insegnato:

Tutti: Padre nostro…

Min. Se davvero crediamo che l’intera umanità formi una grande, indivisa famiglia, è giusto che ricordiamo ora come molti nostri fratelli soffrono per ingiustizie e violenze, unendoci spiritualmente alla preghiera che ora […] reciterà per tutti noi.

Lett. Spirito divino, che hai voluto che gli uomini formassero una sola famiglia e si trattassero tra loro come fratelli, condividendo con giustizia i beni della terra, donami la tua forza perché superi ogni egoismo e sappia sentire viva la responsabilità di essere parte del creato. Rendimi aperto e sensibile alle necessità altrui, pronto a sacrificare qualcosa di me stesso per collaborare alla riedificazione di una società più giusta, in cui ogni essere umano possa ricevere giustizia e rispetto.

Tutti: Amen

BENEDIZIONE FINALE

Min: Fratelli, disponiamoci alla benedizione.

Il Signore Dio amorevole e compassionevole, che ha voluto donarci i Suoi insegnamenti tramite il nostro Maestro Gesù, conceda a tutti noi
lo spirito di discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti
e la forza per costruire tale regno.
La benedizione del Divino scenda su di noi e accompagni i nostri passi ogni giorno.

Tutti: AMEN

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

Canto di uscita

Forza di Vita

Forza di Vita, ti sento dentro,
voce infinita d’amore per gli altri,
soffi nel vento, emergi dal mare,
fammi strumento di giustizia e di pace.
Forte radice, libere ali,
Forza di Vita, nel mio cuore rimani,
nel mio cuore rimani.
(Titolo originale: “Spirit of life” – Canto in uso presso la
tradizione Universalista Unitariana – Testo e musica originali di
Carolyn McDade – Adattamento italiano del Pastor Alessandro Falasca)

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