Oggi vorrei parlare di questo verso,
Lc 1:69 καὶ ἤγειρεν κέρας σωτηρίας ἡμῖν ἐν οἴκῳ Δαυὶδ παιδὸς αὐτοῦ,
E ci ha rizzato il corno della salvazione nella casa di Davide, suo servitore
Che cos’è il corno della salvezza? Iniziamo con cose semplici. E’ opinione condivisa che il corno abbia nella tradizione ebraica due significati: da un lato il corno era lo strumento con cui si annunciava un re, dall’altro il corno era considerato l’esempio di autosufficienza, di potenza degli animali, che hanno nel corno il segno della propria potenza. Il senso letterale probabilmente rinvia al corno regale: in esso si vuole vedere un re, un capo politico, un salvatore dai nemici romani. Ma così non sarà…
Piuttosto in senso metaforico il corno animale è più interessante. L’essere umano ha un proprio corno, che può scegliere di rizzare verso l’alto per rispondere affermativamente alla Relazione Fondamentale. Per assicurarvi che io non dica fregnacce fate una ricerca su internet e scoprirete che spesso Mosè (famoso quello cornuto di Michelangelo), Gesù (ad esempio nella cappella di Sant Eustorgio a Milano) e molti altri vengono raffigurati con le corna. Nella cultura antica le corna rappresentavano ciò che per noi oggi sono le antenne, ossia un mezzo di comunicazione, l’idea di un contatto, in questo caso tra l’umano e il divino. Palese il riferimento al Salmo 132:17 che recita farò germogliare un corno a Davide; E terrò accesa una lampa(d)a al mio unto.
Curiosamente i trinitari hanno bandito questo senso, tacciandolo di significati negativi e traducendo in maniera artificiosa i numerosi versi della Bibbia con questi riferimenti. Perchè? Le ragioni sono molteplici, e affondano le radici nell’antropologia religiosa. Qui ne vorrei citare 2. La prima riguarda la salvezza come un fatto disponibile ad ogni singolo individuo che scelga di rizzare le corna. E’ un elemento universalista, chiunque abbia le corna ritte sarà salvo, sia esso ebreo, juventino, cristiano, disabile, vegano o klingoniano. Il secondo elemento è, se possibile, ancora più pericoloso: il fatto che Mosè, Davide e Gesù, che pure c’avevano il numero diretto del Principale sul cellulare, avessero bisogno di orientare le corna, quindi di scegliere se e come essere salvati, è un fatto lapalissiano per un unitariano, ma totalmente inconcepibile per un trinitario. E’ poi ovvio che nella propria scelta di salvezza ognuno possa servirsi degli esempi che ritenga più opportuni e in questo senso possa scegliere la Torah, il Vangelo, Mosè, Gesù e altri, ma il punto è un altro… Se non volete parlar di corna, che vi spaventano dopo anni di catechismo splatter, parliamo di antenne…. Nell’antropologia spirituale ogni essere umano possiede antenne che sceglie di collegare ad una dimensione spirituale, che per i cristiani è un Dio personale, per altri una dimensione ulteriore. In questo post vedremo dunque di evidenziare alcuni elementi utili di questa antropologia spirituale, in un post successivo vedremo come interpretarla nella pratica e nella preghiera cristiana, nel sermone di domani sera invece vedremo di spiegarne il valore comunitario. Sia da un punto di vista visivo che letterale il corno è una congiunzione tra la pluralità larga della base e l’unità del vertice. Letteralmente esso è קֶ֫רֶן la possibilità di passaggio per l’individuoר tra uno stato ferale ק in cui le corna sono ritorte su se stesse ed impigliate (anche dalla grafia della lettera) ad uno stato in cui esse sono stese, rivolte verso l’alto ן. Potremo dunque vedere dalla grafia delle lettere ן ר ק un progressivo raddrizzamento della parte superiore del grafema. Sinteticamente possiamo dire, con Nietzsche, che l’uomo nasca in posizione mediana, e possa scegliere tra il raddrizzarsi e l’essere figlio e il contorcersi e abbandonarsi alla bestia. Nel prossimo post vedremo meglio questo punto. Ora impegno queste poche righe a fornire altri elementi all’approccio generale. La stessa radice קרן di qeren, con un semplice cambio vocalico, frequente nel simbolismo, diventa qaran e vuol dire brillare, quindi il corno è visto simbolicamente come qualcosa che emette raggi di luce. Di questo tipo di emissione di luce la Bibbia parla per la prima volta quando dice che Mosè era raggiante,
Es 34:29 Poi Mosè scese dal monte Sinai. Egli aveva in mano le due tavole della testimonianza quando scese dal monte. Mosè non sapeva che la pelle del suo viso era diventata tutta raggiante mentre egli parlava con il SIGNORE. 30 Aaronne e tutti i figli d’Israele guardarono Mosè, e videro che la pelle del suo viso era tutta raggiante. Perciò ebbero paura di avvicinarsi a lui. 31 Ma Mosè li chiamò, e Aaronne e tutti i capi della comunità tornarono a lui, e Mosè parlò loro. 32 Dopo questo, tutti i figli d’Israele si avvicinarono, ed egli impose loro tutto quello che il SIGNORE gli aveva detto sul monte Sinai. 33 Quando Mosè ebbe finito di parlare con loro, si mise un velo sulla faccia. 34 Ma quando Mosè entrava alla presenza del SIGNORE per parlare con lui, si toglieva il velo, finché non tornava fuori; poi tornava fuori e diceva ai figli d’Israele quello che gli era stato comandato. 35 I figli d’Israele, guardando la faccia di Mosè, vedevano la sua pelle tutta raggiante; Mosè si rimetteva il velo sulla faccia, finché non entrava a parlare con il SIGNORE.
Mosè brillava perchè aveva correttamente usato il proprio corno e il possesso delle tavole ne è la conferma definitiva. Infine la prima volta che corno compare nella Bibbia è non a caso in Gen 22:13 13 Abraamo alzò gli occhi, guardò, ed ecco dietro a sé un montone, impigliato per le corna in un cespuglio. Abraamo andò, prese il montone e l’offerse in olocausto invece di suo figlio.
Non è Isacco ad aver bisogno di votarsi al Divino, ma qualunque altra bestia le cui corna siano rimaste impigliate nei cespugli della materialità…
Quindi, concludendo e tornando a noi, il Principale ci ha creati con delle antenne spirituali in grado di essere orientate verso il nostro polo spirituale. Usandole correttamente ciascuno di noi brilla di luce divina, e meglio impareremo ad usarle, più diventeremo consapevoli del nostro essere figli.
Ma come usarle allora? La Torah e il Vangelo sono due possibili risposte a questa domanda, ma nel dettaglio vi rimando alla prossima puntata…. Buon Sabato Rob

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