Cari Amici,
Stranamente per una volta è proprio la scienza a dirci che meditare fa bene alla salute. Ci dice che è diretta responsabile del controllo degli eccessi di cortisolo, della pressione sanguigna, della capacità respiratoria e quindi del livello di ossigenazione del sangue. E’ proprio la scienza a dirci che gli effetti del meditare sarebbero efficacissimi se praticati in due sessioni da 20 min, una la mattina e l’altra il pomeriggio.
Come vedremo meglio nel sermone di domani, la meditazione costituisce un elemento piuttosto comune di tutto il mondo UU, che ne ha fatto un elemento centrale, vissuto e declinato nelle diverse sensibilità (buddhista, taoista e financo umanista). Il versante più arretrato sembra proprio quello giudeo cristiano, dai più ritenuto incapace di pratiche meditative in senso stretto. Userò dunque queste mille parole per rinfrescare la memoria su una possibile meditazione giudeo cristiana legata alla meditazione. La più antica tra le tecniche è quella della חֶדְוָה Chedvah o pratica della gioia, una tecnica di meditazione basata sul respiro che è nata in ambito ebraico ma molto nota anche nelle congregazioni cristiane. Chedvahin ebraico vuol dire certamente gioia, ma primariamente è legato alla forma, significa dar forma, tenere in forma. Viene considerato particolarmente significativa anche l’idea che, in fondo, dar forma o tenere in  forma la propria anima, fosse un atto di gioia La Chedvah si compone di 4 lettere, ognuna indicante una fase del processo respiratorio. Tra i cristiano unitariani più anziani è ancora una pratica molto sentita perchè ciascuna di queste fasi corrisponde ad un pezzettino della recita dello Shemà, la preghiera unitariana per eccellenza. Vediamo dunque meglio ciascuna di queste fasi ed alcuni dei loro significati

Fase I: Inspirazione
Ogni ispirazione è un consenso, la manifestazione della volontà di legarsi allo Spirito Divino lasciandolo entrare in noi stessi. I cristiani legano questa fase all’affermazione “pieno di Spirito Santo” tipica ad esempio di Luca. Essendo legato alla lettera חֶ la prima di Chedvah, Questo primo passaggio è pensarsi come una adesione volontaria ad un processo di purificazione nello Spirito e tramite lo spirito. Essendo simboleggiato dal numero 8, possiamo pensare che inspirando stiamo nutrendo ciascuna delle 8 beatitudini dell’uomo spirituale che ci ha insegnato il Maestro. Infine 8 sono le lettere della prima parte dello Shemà. Shemà Israel שמע ישראל

Fase II Trattenere
Trattenere il respiro. Da un certo punto di vista è il momento di massima pienezza. Essendo la seconda lettera di Chedvah una dalet דְ è legata al numero 4, quindi primariamente al tetragramma, rappresentando l’in-diazione l’en-tusiamo, il massimo contatto possibile uomo-Dio. Si tratta dunque di trattenere per almeno 4 secondi. Nel pensare al 4 dobbiamo disporci a costruire cristianamente il nostro essere spirituale attorno ai 4 Evangeli e alle 4 virtù cardinali, e disporci a pensare alla Bibbia come a un testo da leggersi in almeno 4 sensi. Essendo 4 il tetragramma esso è il correlato pratico di un altro pezzettino dello Shemà… Adonai

Fase III: Espirare
Buttar fuori l’aria. Esso è legato alla terza lettera וָ quindi al numero 6 ed è un processo che deve durare 6 secondi. Unitarianamente 6 è il numero del calice, e testimonia l’equilibrio tra i due triangoli del calice, quello in basso ricettivo, e quello in alto, attivo, propositivo. In questo senso è cristianamente molto importante perchè  6 è il numero della creazione. L’atto di soffiare è uno dei simboli della creazione e con esso noi ci disponiamo ad essere agenti di speranza nel mondo. Esso rappresenta la terza parte dello Shemà  אלהינו Eloheinu di 6 lettere

Fase IV
Riposare . Un vuoto legato alla lettera ה quindi al numero 5. Per 5 secondi dobbiamo restare in questo stato di caduta, di vuoto e di riposo, in una dimensione che tuttavia non può durare e necessita di procedere nell’atto meditativo. 5 sono i libri della Torah sulla cui scia accettiamo di agire, 5 sono i sensi che dobbiamo nuovamente scegliere di rioirientare verso lo spirito. 5 è anche simbolo dell’ultimo pezzo dello Shemà. Adonai è uno 4+1=5

Infine perchè funziona proprio 20 min la meditazione? Cristianamente possiamo spiegarlo abbastanza facilmente: 8+4+6+5 fanno 23 secondi, 23 come יהגה hagah meditare. In 20 min il processo si compie dunque esattamente 52 volte ossia il doppio del tetragramma 26 e  valore dell’intera espressione דבר יהוה davar Adonai, la Parola Divina, la parte comprensibile della Creazione, che esploriamo in toto in ciascuna sessione meditativa

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