Caro Capo,
Tra i versi per oggi ce n’è uno che mi ha sempre… che aggettivo uso? boh, sono le 2 capo non mi vengono in mente tanti aggettivi alle 2… Te la lascio così alla Celentano… un verso che mi ha sempre… tanto leggi nei cuori no? Ecco… Dalla bocca dei bambini hai tratto una forza per ridurre al silenzio l’avversario e il vendicatore eh… Cosa c’è in questo verso che mi… chiama? Ecco forse chiama è la parola adatta. Mi chiama per 2 motivi…. giusto qualche giorno fa, ero in giro, non ero di buon umore, avevo freddo, aspettavo… non ricordo bene cosa, ma ero preso dalle mie cose, quando un neonato in un carrozzino vicino a me cominciò a lamentarsi. Uno che poteva essere un nonno prese un mazzo di chiavi e cominciò ad agitarle di fronte al bimbo. Il bimbo rise di gusto, fu felicissimo, cominciò ad agitarsi entusiasta come se quelle chiavi fossero la cosa più bella del mondo. Ricordo che mi sentii intimamente coinvolto e risi anche io.
Poi mi sono chiesto… Perchè io non rido più per un mazzo di chiavi che si agita nell’aria? La risposta istintiva è che non sono un pirla, che c ho quasi 50 anni e ho altro a cui pensare. Ma a cosa devo pensare io? Alle bollette, a tutto il resto, tutta una serie di cose che mi tolgono il sorriso. Molti pensano che in fondo sia una differenza di אֱמוּנָה emunà, fede. Da un lato c’è chi si gode le piccole cose della vita, assaporando l’ora, l’oggi. Dall’altro chi si preoccupa del domani e si perde ciò che succede nel timore di ciò che succederà. Ma cavolo capo… Io ho fede MA… Che faccio? mi dimetto? Poi pensandoci su mi viene in mente che bambini simbolicamente derivano dalla radice על al che vuol dire tra l’altro star sopra, 100, tutto. Il bambino è colui che riesce ad anteporre il tutto di un momento, di uno sguardo, di una emozione, al resto. Crea una distanza prospettica tra ciò che è in primo piano e ciò che è in secondo piano. Ciò che sta sullo sfondo c’è, ma ha una rilevanza complessivamente minore. Marco Aurelio ci inviterebbe a guardare le cose da Marte… cosa sarebbero i nostri guai se li vedessimo da Marte? Non si tratta dunque di scegliere se pagare le bollette o pregare, se lavorare o stare con i propri cari, ma assegnare alle varie esperienze la giusta collocazione prospettica si tratta di sentire che, benchè continueremo a pagare bollette e lavorare, questi elementi avranno una prospettiva di sfondo, lontana, mentre vicino avremo la Bibbia e gli affetti

Ma in questo verso cosi… celentanesco… tu dici che di fronte alla forza di un bambino anche il peggior energumeno si arrenderebbe. Ma sei proprio sicuro Capo? Dici? Guarda che ci sono in giro certi ceffi… Eppure se mi ci fai pensare…. a uno che abbia fede in Te e che sappia ridere di un mazzo di chiavi… cosa vuoi che succeda? La fede è proprio quel possesso che aiuta il gioco di prospettiva di cui dicevo. E’ la fede ad avvicinare la Bibbia e gli affetti mentre allontana le bollette e gli impegni. Nel momento in cui io abbia imparato a guardare gli energumeni da Marte…. che uomini piccoli che sarebbero….

Buonanotte Capo
Ci dormo su…
Ti affido la mia anima
Mi addormento in pace mi sveglierò in pietà

Notte

Rob

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