John Hassler Dietrich (1878-1957), ministro per quasi un quarto di un secolo alla Prima Società Unitariana a Minneapolis, Minnesota, fu tra i primi ministri unitariani di predicare audacemente che il pensiero umanista fu il vero fondamento del liberalismo religioso. I suoi discorsi, che sono stati sentiti e letti da migliaia di persone, resero così popolare umanesimo religioso che è ora diventato un elemento significativo nell’Universalismo Unitariano.

John Dietrich è nato in una famiglia di agricoltori di origini svizzero-tedeschi a Chambersburg, nella zona montagnosa nel sud della Pennsylvania. Benché erano solo mezzadri i suoi genitori erano grandi lavoratori e stavano abbastanza bene. Erano membri devoti della Chiesa Riformata. Quando John aveva quindici anni la famiglia si è trasferita al vicino comune di Markes dove il padre allevava piccioni.

L’estate dopo Dietrich lavorò per il Fresh Air Fund del New York Tribune nelle baraccopoli di New York. I soldi che ha guadagnato gli permisero di studiare al Franklin and Marshall College a Lancaster, Pennsylvania, 1896-1900. Il suo proposito era di diventare un ministro della Chiesa Riformata. All’università fece amicizia con Albert C. Dieffenbach che stava studiando al Eastern Theological Seminary della Chiesa Riformata, anch’esso a Lancaster. Più tardi Dieffenbach divenne un ministro unitariano ed editore del Christian Register. Dietrich studiò al Eastern Theological Seminary, 1902-05, fu ordinato nel 1905 dal Sinodo di Pittsburgh, Pennsylvania, e divenne ministro della Chiesa Riformata di San Marco (St. Mark’s) a Pittsburgh.

Dietrich era un predicatore molto popolare, e i numeri alle funzioni domenicali di St. Mark’s presto triplicarono e i membri della chiesa raddoppiarono. Però ha fatto arrabbiare alcuni membri, in particolare quelli che contribuivano più soldi, quando modernizzò la liturgia e introdusse un nuovo innario curato da un unitariano. Benché la maggioranza dei membri di chiesa appoggiarono il loro ministro, la situazione continuò a peggiorare e alla fine si dimise. Alla richiesta dei ministri ortodossi della Allegheny Classis della Chiesa Riformata, fu accusato di eresia per aver negato, tra l’altro, la nascita verginale, la divinità di Gesù, e l’infallibilità della Bibbia. Un processo fu programmato, ma non fu tenuto perché Dietrich rifiutò di difendersi. Di conseguenza, nel 1911 egli fu ridotto allo stato laicale.

Tra coloro che avevano appoggiato Dietrich c’era il suo vecchio amico Albert Dieffenbach, che condivideva molti delle sue opinioni e che stava allora anch’esso servendo una congregazione riformata a Pittsburgh. Walter Mason, il ministro della Prima Chiesa Unitariana di Pittsburgh, apprezzava il lavoro di Dietrich e raccomandò alla Associazione Unitariana Americana (AUA) di accogliere Dietrich nel ministero unitariano. Rispondendo al loro invito Dietrich scrisse: “Sto lottando duramente per un’interpretazione liberale della religione a Pittsburgh da cinque anni, e ora sento di voler appartenere al movimento liberale, piuttosto che stare da solo in una denominazione ortodossa che resiste ad ogni mio sforzo. Vi posso assicurare che verrò alla Chiesa Unitariana con lo scopo solenne di darla i miei migliori sforzi e facendo ogni cosa che posso per portare avanti la sua causa.”

Nel 1911 Dietrich si trasferì a Spokane, Washington, come ministro della Prima Associazione Unitariana. Quando arrivò la chiesa aveva meno di 60 membri e un edificio che aveva bisogno di molta ristrutturazione; quando la lasciò nel 1916 la chiesa aveva più di 1500 persone e si raccoglieva per la liturgia in una nuova struttura — il Teatro Clemmer.

L’anno seguente Dietrich sposò Louise Erb, che aveva incontrato tornando a casa da un tour europeo nel 1910. Hanno avuto due figli. Lei morì di cancro nel 1931. Nel 1933 sposò la scrittrice e poeta Margaret Carleton Winston, una vedova con tre figli. Nel 1942 lei pubblicò un racconto della vita e del pensiero di lui, This Circle of Earth (Questo Cerchio di Terra).  Mentre era a Spokane Dietrich cominciò a cercare grandi esemplari religiosi fuori della tradizione cristiana. Tra quelli che trovò c’erano il Buddha, Confucio, i filosofi della Grecia, e i profeti del Vecchio Testamento. Avendo deciso che il metodoscientifico era l’unico approccio accettabile per comprendere la verità, egli riformulò la sua filosofia religiosa come umanesimo naturalistico. Trovò il termine “umanesimo” in un saggio di Frederick M. Gould, pubblicato dalle British Ethical Societies. Gould l’aveva usato, non per indicare l’umanesimo associato con il Rinascimento, ma per significare di “credere ed affidare nello sforzo umano.” Dietrich fu colpito dalla nuova idea dell’umanesimo e sentiva che descriveva la sua crescente comprensione del significato della religione.

Nel 1916 Dietrich lasciò Spokane per la Prima Associazione Unitariana di Minneapolis, Minnesota. Sotto Dietrich essa fiorì e lui predicava regolarmente a congregazioni grandi. Per undici anni raggiungeva ancora più persone attraverso le trasmissioni via radio delle funzioni della chiesa. Per far spazio per tutti — di solito più di 1000 persone — la congregazione alla fine ha dovuto tenere le funzioni nel Teatro Garrick.

Il ruolo della chiesa, Dietrich credeva, era di insegnare. Perciò la maggiore responsabilità del ministro era il sermone o discorso settimanale. I suoi sermoni divennero discorsi di un’ora preceduti da letture, musica, e una dichiarazione di aspirazione. “Credo in tutta serietà,” egli disse alla sua congregazione, “che io sono un ministro, non dell’America né di Minneapolis né dell’unitarianesimo e neanche di questa chiesa, ma della Rettitudine.” Ma insisteva che non avrebbe “mai cercato di imporre” il suo approccio religioso sulla congregazione. “Piuttosto cercherò di stimolarvi e guidarvi nel vostro pensare così che voi potrete sviluppare le vostre proprie concezioni della religione e della mortalità.”

Nel 1917 Dietrich incontrò Curtis W. Reese, un altro ministro unitariano del centro- ovest che stava proponendo simili ideali umanistici. Una differenza tra di loro era che Dietrich non ha mai rifiutato il teismo; semplicemente non trovava nessun evidenza per Dio. Lavorando insieme, ognuno con le proprie competenze ed abilità, hanno ampliato la base filosofica del movimento unitariano. Reese pubblicò libri importanti sulla nuova interpretazione della religione. Dietrich, che non ha mai scritto un libro come tale, invece produsse una serie di discorsi molto letti. La maggior parte di questi sono stati distribuiti dalla sua congregazione come The Humanist Pulpit (Il pulpito umanista), 1927-34. A causa degli insegnamenti e del lavoro di questi due pionieri, i ministri e le chiese unitariani, e in misura minore gli universalisti, hanno cominciato a dibattere: il teismo contro l’umanesimo. Era un discussione — a volte controversa — che attira l’attenzione degli Unitariani Universalisti ancora oggi. Ha raggiunto il suo primo spartiacque nel 1921 quando Dietrich e  William Laurence Sullivan , un ex prete cattolico che si era convertito al ministero unitariano ed era un appassionato teista, hanno discusso la questione molto vivacemente. Il secondo fu la pubblicazione del Manifesto Umanista del 1933. Quel documento, che Dietrich firmò, incapsulava molto del suo proprio pensiero.

Questo Dietrich ha sintetizzato nel suo opuscolo “Umanesimo”, pubblicato dalla AUA nel 1934: “Se viviamo in un grande universo impersonale senza nessun amico per guidarci, importa tremendamente come ci comportiamo, perché siamo in realtà i creatori del destino umano.” Perciò, continuò, la nostra responsabilità “è di mettere il bello al posto del bruto, il bene al posto del male, il ridere al posto delle lacrime; per cacciare l’errore con la conoscenza, l’odio con l’amore; sostituire il conflitto e la polemica con la pace e la cooperazione.” L’umanesimo naturalistico, concluse, gli dava “una sensazione di beatitudine, e con esso il desiderio intenso di vivere in modo che la posterità possa avere questa sensazione più pienamente e più spesso, nel mondo migliore che noi stessi dobbiamo costruire.”

Nel 1933 la Scuola di Teologia di Meadville ha onorato i contributi di Dietrich al pensiero unitariano conferendogli una laurea in teologia. Nel 1936, sperando di andare in pensione prima che la sua utilità per la comunità cominciasse a ridursi, selezionò Raymond B. Bragg come il suo assistente a Minneapolis. Due anni dopo, nel 1938, Dietrich si è ritirato formalmente e la chiesa gli ha fatto Ministro Emerito. Nel 1941 lui e sua moglie sono andati ad abitare a Berkeley, California. Lì ogni tanto predicava e continuava a meditare sull’evoluzione della religione. Questo lo ha portato a scrivere a Joseph S. Laughran che la sua “filosofia e religione hanno subito una considerevole, se non drastica revisione. Capisco ora come il mio affidamento totale alla scienza e alla ragione e il mio disprezzo per ogni comprensione intuitiva e per i valori intangibili che sono la vera essenza dell’arte e della religione, fu un grande errore; e il modo in cui ho tagliato fuori l’umanità da ogni rapporto cosmico fu molto miope ed arrogante.”

Dietrich è morto nel suo ottantesimi anno dopo una lunga lotta con il tumore. Un servizio funerario privato fu tenuto alla Berkeley Hills Chapel. Edwin H. Wilson, ministro unitariano e uno dei fondatori della Associazione Umanista Americana, che lo ha visitato e che ha parlato con lui poco prima della sua morte, raccontò che nei suoi ultimi giorni Dietrich stava cominciando a studiare l’italiano e esaminava l’Esistenzialismo di Sartre come “un Umanesimo.” Mason Olds osservò nel suo studio, American Religious Humanism (L’umanesimo religioso americano), che “il significato [di Dietrich] come un pensatore religioso si base sulla sua audacia nel ripensare le dottrine della tradizione religiosa occidentale dalla prospettiva dell’umanesimo naturalistico.”

di Ian McCarthy

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