Cari Amici,
Gv 10:1 chi non entra per la porta nell’ovile delle pecore, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. 2 Ma colui che entra per la porta è il pastore delle pecore.

1) Gesù nel dogmatismo
Uno dei nostri problemi è che siamo stati educati a pensare dogmaticamente. Abbiamo interiorizzato alcuni schemi interpretativi della realtà che sono diventati nostri, che attiviamo senza rendercene conto. Uno di questi schemi è quello di considerare l’attore di un “presunto” miracolo come dotato di un fantomatico super potere concesso una tantum dal Principale. Questi grandi uomini Mosè, Gesù… qualche santo a caso, sarebbero stati dotati di un kit del miracolo, una sorta di uomo 2.0, che a noi, banali uomini 1.0 non riguarda assolutamente. Loro fanno i miracoli e noi prendiamo un pacco di popcorn e ci limitiamo a guardare, tifare o, al limite, venerare o adorare. E’ questo uno dei cardini del dogmatismo. Gesù è degno di fede e credibile perchè LUI SOLO è figlio di Dio…. noi… mah non si sa bene. C’è una frattura qualitativa incolmabile, un gap ontologico che rende lui il solo salvatore possibile. Questa primizia rende la sua esperienza di vita assolutamente unica e irripetibile, da essa egli trae attenzione e autorità… a noi non resta che ammirare. Lui solo può essere pastore noi siamo tutti pecoroni… Quando a un dogmatico si chiede di ripercorrere le orme del Maestro la risposta rischia d’essere ” e io che c’entro? Non faccio mica miracoli”
La realtà di Gesù è percepita come santa nel senso di qualcosa di lontano da noi, inarrivabile, inattingibile.

2) La nostra prospettiva
La nostra prospettiva è radicalmente diversa da un punto di vista antropologico. Per noi non può esservi nessuna frattura nessuna alterità. Se davvero pensassi che Gesù c’avesse avuto i super poteri questo lo squalificherebbe ai miei occhi. E’ come un campione dopato o un genio della matematica che c’abbia i bigliettini nelle mutande. Che senso ha? Gesù per noi è un figo perchè si è incaxxato esattamente come me, ha avuto desideri esattamente come me, ha fatto cavolate esattamente come me. Se così non fosse… non ci sarebbe gusto… Poi è chiaro che Gesù sia stato in grado di raggiungere vette cui probabilmente noi non arriveremo mai per una sua particolare abnegazione, applicazione al percorso spirituale a noi non del tutto nota, ma potenzialmente il percorso deve essere lo stesso. Questo significa che non ci può essere nessuna frattura nell’esperienza di vita. Essa è un continuum di consapevolezza tra due estremi di mondanità e spiritualità che è compito nostro percorrere. Tutto questo che c’entra? C’entra perchè nella nostra prospettiva quella di essere Figli di Dio e non amebe da televoto è una nostra esclusiva responsabilità. Ogni volta che noi ci impegneremo a dar segno concreto del nostro essere Figli, a disegnare la tela della nostra compiuta relazione col Principale, (per usare una bellissima espressione che devo agli estemporanei messaggini del Pastor Falasca) allora ci orienteremo verso la spiritualità. Pensate alle vostre prime volte in palestra… ci siete mai stati? Iniziate a fare flessioni con quello a fianco che è un armadio, voi vi fermate a 10 andate a far pipì, a prendere un caffè, tornate, e lui è li che non ha mai smesso e sta arrivando a 300… Nella vita ci sono quelli che hanno più talento e meno talento ma tutti potenzialmente siamo in grado di fare 300 flessioni… Ma questo cosa vuol dire? Che anche noi possiamo fare miracoli? Che volendo possiamo trasformare la vecchietta vicina di casa in una top model brasiliana 20 enne? Prima di rispondere dobbiamo cambiare punto di vista. Finchè guarderemo la vita dal punto di vista mondano nessun miracolo potrebbe accadere. La vicina di casa potrebbe anche avere una badante brasiliana che arrotonda facendo la top model, ma noi non potremmo accorgercene perche saremmo impegnati a televotare Peppino o Brian
Come dice Proust il viaggio spirituale non consiste nello scoprire nuove terre ma nell’avere nuovi occhi. Se noi riusciremo ad avere questo cambio di prospettiva, questa metanoia, questo cambiamento di mentalità di cui parla tutto il Vangelo… allora il gioco è fatto. Impegnandoci a guardare la realtà con occhi nuovi, usciremmo dall’ovile e avremmo una esperienza qualitativamente più significativa da un punto di vista spirituale.

3) L’arresto del Maestro (Giovanni il Battista)
Ma non è di questo che vi voglio parlare… Questa settimana meditiamo insieme sull’arresto di Giovanni il Battista… La pericope che trovate qui Pensate a cosa dovette essere per la giovane comunità radunata attorno a Giovanni, di cui Gesù era certamente un elemento di spicco, ma abbastanza nuovo e giovane, l’arresto del Maestro.  Trovarsi improvvisamente senza guida, senza un punto di riferimento. IL Maestro arrestato…. Che fare? Disperdere quella bella comunione spirituale che si era creata oppure… in realtà le strade sarebbero 2… trovarsi un nuovo Maestro… e/o essere Maestri a se stessi.  Pensati a quanti andarono da Gesù e dissero “il Maestro sei tu” per un dogmatico tutto facile…. per un unitariano… vi assicuro che Gesù non passò dei bei 5 min “sarò pronto, sarò all’altezza, ma questi hanno capito che io sono uomo tanto quanto loro… eppure se il Principale mi chiama al compito non posso sottrarmi… ” Vi assicuro che queste domande furono presenti nell’animo di Gesù ogni secondo e furono molto scomode…

4) Maestri di Sè stessi
Ma in realtà l’idea di affidare il proprio tormento spirituale come un fardello sulle spalle di altri è ancora un retaggio dogmatico. Noi non dobbiamo cadere nel difetto deresponsabilizzante di mollare la patata bollente ad altri, fidandoci di cosa pensano. Guai. Non deve essere così per un unitariano. Ognuno è Maestro a sè stesso nella gestione della propria (unica e irripetibile) relazione col Principale, tutti siamo Maestri l’un per l’altro nella condivisione delle esperienze spirituali. Dobbiamo imparare a riconoscere nel bene e nel male, il valore dell’esperienza spirituale di ogni altro, dal lavapiatti al chierico. Un buon consiglio, una esperienza significativa può arrivarci dovunque, e noi dobbiamo disporci a saperla cogliere con occhi nuovi senza il paraocchi di una particolare patente del miracolo

Vado a far (far) le valigie
Ciao a tutti
Rob

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