Cari amici,
Nell’approcciare questi 8 versi, da molti definiti come la summa dell’insegnamento del Maestro, dobbiamo sgomberare il campo da 3 grandi equivoci. Il primo è che siano l’affermazione di una rivincita nell’aldilà, che essi possano o debbano essere presi come un discorso tipo soffri oggi ma godrai in Paradiso. Non è così, non può essere così per noi. Noi non esaltiamo la sofferenza, nè la consideriamo un merito o una scorciatoia per la salvezza. Noi non demandiamo a un ipotetico futuro la lotta per migliorare la qualità della vita di
tutti i viventi. Il fatto che personalmente io creda che ci sarà un Principale che saprà fare ciò che deve essere fatto a tempo debito, non mi esime per nulla dal sacrificio personale e dall’impegno per il mio prossimo. I futuri nella nostra visione non rinviano ad un aldilà metafisico, ma alla condizione spirituale di chiunque voglia mettere in pratica qui e ora l’invito del Maestro
b) Altro equivoco è sul termine Beati… che nella vulgata fondamentalista sono dichiarati beati da qualcuno. In realtà il termine potrebbe essere tranquillamente tradotto con felici… Le beatitudini non descrivono uno status metafisico certificato da un ente preposto, ma una condizione di felicità cui chiunque voglia far proprio l’invito del Maestro può aspirare c) Le beatitudini sono da molti considerate il vertice dell’insegnamento cristiano proprio perchè sanno scrollarsi di dosso ogni etichetta e parlare all’uomo in quanto tale, ad ogni uomo, indipendentemente da ogni credo di partenza. Su questo torneremo tra poco

1) beati i poveri in spirito
Ora vediamole meglio. La prima dice beati i poveri in spirito. Cos’è un elogio della povertà? Giammai, e come potrebbe? Il Maestro non ha mai preteso una mortificazione dell’esperienza mondana… Certo il principio di carità vuole che tutto ciò che noi consideriamo davvero superfluo venga dato a chi ha meno, ma questo non significa andare in giro nudi o rinunciare alla pizzata del sabato sera. Non sopporterei di essere ministro di una religione che condanni la mia abitudine di ballare sul cubo tutti i sabati sera… Allora cosa vuol dire? Significa dare alle cose mondane il giusto valore ed essere pronto a rinunciare a tutto quando serve. Significa praticare la metanoia, la conversione di cui parlavamo ieri e saper sentire sul piano verticale la presenza del Principale anche nei momenti più bui e difficili, sapersi legare all’esperienza spirituale con fiducia e saper ritornare ad essa nei momenti più difficili. Di qui l’importanza della preghiera: la preghiera avvicina l’esperienza spirituale, aiutandoci a percepire la dimensione ulteriore. L’abitudine a percepirla permette la facilità a richiamarla nei nostri momenti di crisi… Ma applicare la metanoia significa anche impegnarsi su un piano orizzontale. Il diverso non ha per forza la scabbia e non è per forza un terrorista.Lascia tutto e seguimi diceva il Maestro… si tratta di tornare all’origine, ad una realtà primaria spirituale in cui io incontro l’Altro, verticalmente sentito come Principale, orizzontalmente come Altro, Fratello. Questa è la base naturale cui io devo saper tornare, sapendomi spogliare, al bisogno, di tutte le etichette che pongono distinzioni. Solo se saprò davvero fare questo reset, cessando di essere vittima degli oscillanti umori dei demagoghi, potrò tornare al Principio e sarò felice. Ora, oggi, non devo aspettare un minuto di più per cimentarmi nell’impresa

2) Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Vi confesso una cosa che un ministro non può dire. Ho già paura del battipanni, povero me…. A me, del fatto che sarò consolato in Paradiso importa relativamente. Ci spero e ci credo sinceramente e profondamente, ma se in questo verso ci fosse solo la promessa di una rivalsa in un’altra vita, cambierei mestiere. Benchè io creda fermamente in una vita oltre la morte, non voglio essere ministro che promette cose che non sa, voglio essere un teologo dell’aldiqua. Le beatiudini non sono messe a caso, sono 8 non a caso, perchè indicano un percorso progressivo di ascesa spirituale. Se avremo compiuto il primo passo e aperto il nostro cuore al mondo dello spirito allora saremo pronti per questo secondo: coloro che avranno compiuto il primo passo e avranno accettato di uscire dalla caverna, di applicare la metanoia, di essere uomini e non cavernicoli, allora troveremo nell’esperienza spirituale del qui e ora, la consolazione che cerchiamo. Infatti, noi che siamo abbastanza avanti nell’esercizio spirituale, attraverso il servizio, lo studio, la preghiera e la meditazione, troviamo in esso la consolazione ai 3000 casini che la vita quotidiana ci pone di fronte.

3) Beati i miti perchè erediteranno la terra
Chi sono i miti? quelli che subiscono passivamente senza reagire meditando una vendetta rancorosa in Paradiso? No, questi non sono miti, sono solo tamarri momentaneamente impossibilitati a far caciara. Chi sono i miti allora? I commentatori, citando il mio amatissimo Aristotele, dicono che i miti sono coloro che hanno controllo di sè, non vuol dire che non provino rabbia o altre emozioni negative, ma che sanno tenerle sotto controllo. Siamo al terzo scalino: se davvero abbiamo compreso 1) il senso della metanoia, la consolazione del ritorno alla radice spirituale attraverso la preghiera, allora saremo pronti a lasciarci scivolare addosso i tamarrini che vogliano fare a botte per un parcheggio o le colleghe che ostentano una borsa superfiga. Fate attenzione a un elemento molto importante per noi teologi dell’aldiqua. Erediteranno la terra. Un richiamo al qui e ora… non si sta promettendo una rivincita postuma, ma un evento storico concreto, terreno. Facciamo un giochino…. pensate alla storia del mondo in un timelapse di 1 minuto. Chi vince? Io credo che coloro che portano avanti i nostri valori siano sempre stati affossati e ridicolizzati dai contemporanei ma premiati dalla storia… pronti per il quarto livello 🙂

4) Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Alcuni potrebbero dirmi che però il vostro vicino tamarrino, facendo cose poco raccomandabili è riuscito ad essere stimato, ad avere macchine e fimmine, o la vostra collega antipatica, aprendo le… porte alla vita è riuscita a far carriera… Rispondo in 3 modi: a) se siete riusciti ad arrivare al terzo livello, avrete capito che non è quella la carriera che vi interessa, lasciatela pure ad altri b) Se davvero vi ponete questo problema è perchè non sentite il valore e l’appagamento dell’esperienza spirituale…. se lo sentiste si dissolverebbe all’istante c) Se guardassimo la cosa in timelapse…. avrebbe un senso diverso. Noi siamo gente destinata a perdere tutte le tappe (il confronto di borse, la lite per il parcheggio) ma a vincere il giro. La mitezza non deriva dall’impossibilità di reagire, ma dalla certezza della vittoria finale. Io sono certo che tra 60 anni di me non si ricorderà nessuno… ma che gli UU saranno in crescita. Si tratta di tacere e aspettare sulla riva il cadavere del nemico? Direi di no, di tutto si può accusare gli UU tranne che di immobilismo. Significa andare avanti a proporre garbatamente ma tenacemente pace amore educazione e rispetto, sapendo che i tamarri avranno sempre vita più facile e più fortuna… ma che alla fine… per quello che conta davvero, sulla terra, qui ed ora, saremo noi a spuntarla. Mai smettere di lottare per un mondo migliore, ma mai, altrettanto, sacrficare alla lotta i valori in cui crediamo

5) Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia
Chi sono i misericordiosi? Coloro che riescono a decentrare da sè il proprio punto di vista ed assumere quello di un altro, capendone i bisogni, sia materiali che spirituali. Se vogliamo poggiarci su questo quinto gradino della scala ad otto pioli, dobbiamo imparare a vedere le cose da una prospettiva multipla e differente. Cosa vuol dire troveranno misericordia? Possiamo intenderla in due modi: da un punto di vista spirituale capiamo il senso del darsi per l’Altro, capiamo il sacrificio del Maestro e, su un piano estremamente superiore e da non confondere, il senso ultimo della creazione e della vita. Su un piano mondano invece potrete sentire il vero valore della rete interdipendente che funziona, restituendovi molto di ciò che
date

6) Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio
Lo abbiamo accennato al 5 gradino, diventa palese al sesto. Nell’atto di donarci totalmente, di metterci nei panni dell’altro, di capirlo e di supportarlo, materialmente e spiritualmente, capiremmo la Paternità del Padre il suo darsi… sentiremmo progressivamente la scintilla divina.. e la vedremo nell’Altro, vedremo Dio… come abbiamo già accennato venerdì sera. Due Parole sui puri. Qui non si allude ad un dato di fatto, ma ad un processo, di politura del nostro diamante spirituale che deve impegnare la metanoia di ogni istante della nostra vita. Come diceva Emerson il cerchio non è mai chiuso, la purezza non sarà mai un dato, ma un darsi, mai un fatto, ma un farsi. Più renderemo chiara la nostra luce spirituale, più sarà possibile la visione di Dio…, e l’avremo resa pura e possibile se avremo compiuto attentamente gli altri 5 gradini della nostra scala preparandoci a salire

7) Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Siamo alla conclusione del percorso… Il settimo gradino conclude il percorso di ascesa e si conclude con la felicità legata alla pace della contemplazione verticale e alla pace della convivenza sociale orizzontale. E’ questo il vertice del percorso spirituale dell’intero evangelo. Ma attenzione la pace non è uno stato ma una omeostasi, un equilibrio dinamico a cui ciascuno di noi deve votarsi e per cui deve impegnarsi. Essa non è mera assenza di conflitto ma creazione fattiva in cui ciascuno possa trovare la propria felicità e possa realizzarsi spiritualmente e socialmente, in una logica ovviamente plurale… E’ questo il programma del Vangelo è questa la buona notizia, la scala da salire. Cosa succederà quando l’avremo salita qui, ora, oggi? Saremo chiamati figli di Dio. L’essere figlio di Dio non è un titolo nobiliare appioppato al solo Gesù alla nascita, ma l’esito del difficile percorso della scala che abbiamo descritto. L’essere davvero figli di Dio è l’esito dell’esplicitazione di un programma di elevazione spirituale, altrimenti vero solo sulla carta, da un punto di vista potenziale.

8) Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli
Eh ma se il settimo scalino è l’ultimo, perchè le beatitudini sono 8? Perchè un percorso vivente non può mai dirsi concluso. Chi davvero raggiungesse il settimo gradino, simbolicamente il settimo cielo, sarebbe chiamato figlio di Dio. Chi conosciamo che è chiamato Figlio di Dio, il Maestro. Noi sappiamo che Gesù ha raggiunto l’apice del percorso spirituale, e per questo lo chiamiamo Maestro. Chi è un Maestro? Chi esercita il Regno dei cieli. Se da un punto di vista letterale i cieli sono le orbite tolemaiche, da un punto di vista spirituale essi sono i gradini di cui abbiamo visto. Spiritualmente il Maestro è colui che ha dominato, che è salito fino all’ottavo gradino. Mondanamente invece il Maestro è colui che riesce ad accogliere istanze differenti, armonizzandole nel Regno.L’esempio di Gesù… dello stesso Mosè e di molti altri non è confortante. Il successo mondano è per lo più sconosciuto… ma l’aver fatto esperienza degli 8 gradini è la massima ricompensa possibile

Chiudo con una domanda. Questo percorso che abbiamo descritto è cristiano? Due risposte: 1) Certamente sì perchè è il vertice della dottrina del Maestro, come abbiamo visto. 2) Ovviamente no, perchè quelli descritti sono auspici comuni ad ogni religione che l’uomo abbia conosciuto. Nel salire i gradini della nostra scala saremo sempre più vicini ad altri che per salire abbiano usato altre scale ugualmente alte.

Allora saliamo, facciamolo quest’uomo, rendendolo compiutamente, consapevolmente, Figlio di Dio

Nasè Adam
נַֽעֲשֶׂ֥ה אָדָ֛ם
Amen Rob

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