Cari Amici,
Personalmente avrei impostato il sermone su tutt’altro, ma tanta e tale è stata la minaccia del battipanni che, da buon Don Abbondio, mi son risolto a parlare di Regno di Dio.
Gesù utilizza l’espressione “Regno di Dio” 52 volte nei Canonici, e per 31 volte l’espressione “Regno dei cieli”
Cosa intende con questo? Cos’è il Regno? Risponderò a questa domanda integrando due livelli e 3 prospettive distinte.
I Livello] Regno come esperienza metafisica post mortem
Ecchenneso? Qualunque cosa io vi dicessi su questo sarebbe solo una opinione basata su una proiezione dei miei desideri più intimi. Mediamente gli UU rifiutano di pronunciarsi su simili questioni. A me piace molto cosa su questo viene detto in Mt 6:33 Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. Il Maestro è chiaro su questo punto, non trovate? Nostro compito è cercare il Regno… qui, ora, poi… tutto il resto verrà da sè. Non possiamo e non dobbiamo occuparcene ora. Io non è che voglia sottrarmi nel dire che l’al di là sarà in un modo piuttosto che in un altro… semplicemente non posso saperlo… ma non perchè io non abbia studiato abbastanza o perchè l’unitarianesimo sia più debole rispetto ad altri che sappian già tutto. No. Nessuno di noi può umanamente sapere come sarà e chi vi dice altro sta semplicemente confondendo la conoscenza razionale con una speranza.
Io vi dico che sono fermamente convinto che ci sarà un aldilà, sono convinto che sarà un posto sereno per tutti dopo un periodo di transizione in funzione dei peccati commessi, e sono convinto che nell’aldilà crescano direttamente piantine di pesto già mescolato. Ma queste sono mie convinzioni.
Noi dobbiamo occuparci della costruzione di un Regno prima a quello dopo ci penseremo poi
Cominciamo col chiarire un punto curioso, traendo indicazione da un loghion di Tommaso
3. Gesù disse, “Se i vostri capi vi diranno, ‘Vedete, il Regno è nei cieli’, allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, ‘È nei mari’, allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi.
Quando vi conoscerete sarete riconosciuti, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora vivrete in miseria, e sarete la miseria stessa.”

Dov’è il Regno? Non è un oggetto o un luogo fisico ma è uno stato di equilibrio dell’anima, (equilibrio interiore) e delle anime (equilibrio esteriore). Il Regno non è un vertice, quale che sia, ma è una speciale qualità di viaggio.
II Livello] Regno come coronamento dell’esperienza spirituale terrena
a) Regno come esperienza spirituale
Il Regno è in primis l’equilibrio che va trovato tra l’esigenza di affinare, rendere significativa l’esperienza spirituale e la vita materiale. Tommaso parla dell’esigenza di conoscersi. Conoscersi vuol dire anzitutto accettarsi e disciplinarsi. Accettarsi vuol dire sapere che ognuno c’ha i propri difettucci e li deve accettare. Disciplinarsi vuol dire che per quanto grandi siano i propri difettucci altrettanto deve essere l’impegno a disciplinarli, posto che disciplinarli non significa essere santi. Nessuno è santo, non lo sono io, non lo è Alessandro, non lo è nessuno di voi. Guardatevi da quanti vi propongano una vita senza macchia e senza peccato… Il Regno è equilibrio tra le diverse istanza del quotidiano, essere spirituali, essere con gli amici, essere con la famiglia, essere con i fimmini. Ognuna di queste cose va dosata e perseguita con equilibrio e moderazione. Attenzione, l’esperienza spirituale è una esigenza che supponiamo essere in crescita. Mio compito dovrebbe essere quello di esortarvi settimanalmente ad essere ogni giorno un pochino più spirituali, non tanto quantitativamente, ma qualitativamente. Matteo dice una cosa molto importante su questo: 21:43 Perciò vi dico che il regno di Dio  sarà dato a gente che ne faccia i frutti. E’ inutile che preghiate 18 ore al giorno, vi asteniate dal sesso e dal cibo, vi percuotiate col cilicio, se poi non riuscite ad esempio a moderare l’astio verso il vostro prossimo o a perdonare chi vi ha offeso. Il Principale è una esperienza vivente, Dio è vita. Non si incontra sui libri o sulle colonne stilite, si incontra tra la gente e con la gente, negli occhi di quanti vi pro-vochino, vi chiamino a una risposta. La salienza della vostra vita spirituale non si misura dalla recita di versetti, ma dalla qualità della risposta che saprete dare all’Altro quando vi pro-voca, vi chiama alla vostra autenticità spirituale. Ecco dunque il primo modo di essere del Regno… Regno come conoscenza di sè, come governo di sè, autocontrollo
b) Regno come incontro dell’Altro
E siamo al secondo punto: L’invito a conoscersi di Tomnmaso può essere inteso anche in senso orizzontale: il regno è l’incontro dell’altro… del diverso, del rompiballe, dell’irritante
Il Regno è per forza una esperienza del diverso, del plurale, della pace tra componenti opposte della nostra esperienza sociale. E noi dobbiamo operare affinchè vi sia una armonia complessiva che disciplini le diverse componenti garantendone la libera espressione. Luca dice: 17:21 Il Regno di Dio è in mezzo a voi… con quel voi intende anche e soprattutto quelli che ci stanno sullo stomaco. Difficile? Certo, ma non impossibile Se davvero abbiamo lavorato sull’equilibrio personale, quello sociale ne sarà una diretta conseguenza… Noi dovremmo essere come i collezionisti di figu…Il nostro compito non è quello di avere centinaia di doppioni, ma di finire l’album di figu avendo raccolto tutte le possibilità. Che noia sarebbe un Regno di gente che è d’accordo perchè pensan tutti la stessa cosa. Il bello del Regno è invece armonizzare istanze diverse, fare si che tutte, espresse al meglio delle proprie potenzialità, cooperino in armonia
c) Regno come significato complessivo dell’esperienza personale
Ma queste son tutte cose che ho già detto e ridetto. Vediamo se riesco a stupirvi con effetti speciali. Ieri sera, in quel bellissimo incontro autogestito in chat, il Pastor Falasca ha posto un tema interessante: La creazione è imperfetta, o meglio incompleta. Corollario fondamentale della liberta umana è che essa abbia un ambito di esercizio, e quest’ambito di esercizio, per essere libero, per essere concreto, deve essere sfumato e indefinito. Questo è un punto che mi trova d’accordo con Ale, ma che spiego con una scelta volontaria di autolimitarsi da parte di Dio per concedere all’uomo uno spazio di esercizio, attraverso il quale godere della bontà delle azioni rese in libertà.
Facciamo un esempio concreto: Pensate di essere in una camera con vostra moglie e che nella camera a fianco ci sia Sandrino, il più sensuale e irresistibile latin lover che l’umanità abbia conosciuto. Pensateci, cosa vi farebbe sentire più amati? Chiudere a chiave vostra moglie e non darle possibilità di scelta per paura che la scelta sia Sandrino, oppure sentire vostra moglie dire: no grazie Sandrino, sto bene con mio marito?
Il Principale ha scelto la seconda strada!! Ci ha lasciato liberi di sceglierlo, limitandosi ed aspettandoci
Cosi è la nostra vita? Pensateci. Guardatevi indietro. Quanto avete vissuto davvero?? Quanto avete sviluppato i talenti, quanto avete viaggiato, esperito, sofferto gioito? In percentuale a che punto siete della vostra realizzazione? Sempre pensando ad Alessandro faccio un po’ lo statistico. Pensate alla vostra vita come a un’opera d’arte da realizzare. Un quadro unico, solo vostro. A che punto siete della realizzazione del vostro quadro? Sparate una percentuale più o meno… poi dividete questa percentuale per la vostra età… Se il risultato è maggiore di 1 continuate così… se è compreso tra 0 e 1…. interrogatevi perchè c’è il rischio che non stiate sfruttando il talento donatovi. Come può accadere questo? Perchè non c’è armonia nelle componenti della vostra vita, avete dedicato troppo ad alcuni aspetti e troppo poco ad altri, avete sacrificato anni della vostra vita perdendo di vista l’opera da realizzare. Allora trovate il Regno… l’equilibrio negli anni per fare della vostra vita la vostra opera d’arte… Il vostro modo per dire al Principale…. Ho scelto te…

Nasè Adam
נַֽעֲשֶׂ֥ה אָדָ֛ם
Amen
Rob

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