(I) CS
SVELARE LA FOLLIA
Cari amici
Mi è stato chiesto di scrivere de righe (questa volta spero proprio che siano due) per l’incontro di domenica perché possa rimanere un contributo della teologia dell’unione nella comunione dei fiori.
Il tema che questa domenica ci è stato proposto è un tema particolarmente interessante: che relazione c’è tra psicologia e spiritualità? La pazzia che senso ha per la teologia?
Bene io posso rispondere dal mio piccolo spiegando come questa prospettiva è vista dalla teologia dell’unione.
In alcune religioni, ma in particolare in quelle teiste, è indicata spesso la presenza di un antidio o meglio di un insieme di spiriti maligni che s’impossessano delle persone causando sofferenza e malattia.
La moderna scienza ha smentito questa ipotesi, infatti, ha dimostrato che il malessere mentale delle persone non è dovuto a entità che s’impossessano di loro, ma dei malfunzionamenti della loro mente.
Mente in greco si dice psiche un termine ambiguo perché significa sia mente sia anima. Questo mi ha fatto pensare molto, infatti, se per un materialista tutto può essere risolto in termini di cattivo funzionamento del cervello, o al massimo in un suo errato sviluppo caratteriale, questo non spiega perché delle persone in apparenza normalissime a un certo punto della loro vita impazziscono.
Mi sono posto questo problema e ho cercato di darmi una risposta con i modestissimi mezzi metafisici a mia disposizione che come tali, ci tengo a chiarirlo, non vanno contro la scienza ma cercano solo di dare un valore a qualcosa che la scienza non è riuscita ancora a spiegare o su cui verte ancora un forte disaccordo.
Per come la vedo io certe forme di pazzia sono i residui degli “Io” passati delle precedenti emanazioni che sono sopravvissuti all’estinzione del corpo che li conteneva. In noi quindi vivono le paure e i desideri di tutti i nostri predecessori in quando la nostra persona altro non è che una parte e un frutto del continuo processo di rigenerazione dell’universo.
Da questo punto di vista la pazzia è una cosa che può colpire tutti indistintamente basta una scintilla gettata dall’esterno nel nero pozzo di bitume su cui nuota in nostro io presente.
E’ un attimo: la tua ragazza ti lascia, una parola di troppo detta da un amico, tua madre che non ti capisce ed ecco che le fiamme dell’angoscia iniziano a soffocarti e il sentiero diventa confuso e incomprensibile.
Non facciamo altro che ripeterci che siamo normali fermandoci alle apparenze, perché abbiamo smesso di vedere dentro noi stessi e di capire così, quanto tutti gli uomini, noi inclusi, siano fragili e accomunati da uno stesso destino; morire.
Per questo motivo penso che conoscere “un folle” sia un onore.
Nelle società moderne dove ognuno si presume normale ed è terrorizzato dal non esserlo, la consapevolezza di essere folle è un atto di sincerità.
Il folle è uno che esce dal branco, la società lo pone quindi ai suoi margini, questo fa di lui un prezioso strumento della provvidenza, infatti, lo libera dalla FOLLA e li permette di sperimentare la verità anche se a volte con risultati terrificanti.
Vedendo queste persone come nostri pari e non come NON UMANI forse capiremmo davvero quando possono insegnarci e quando noi possiamo insegnare a loro.
Non ghettizziamo uomini che hanno necessità di assistenza, ma consideriamoli degli araldi dell’irrazionale che vive in ogni essere.
Ricordiamo sempre che la pazzia è un velo che ci nasconde un uomo che ha bisogno di aiuto per vivere proprio come noi.
Non dimentichiamoci mai che tutto è uno e uno è tutto e che quello che oggi sembra una follia domani potrebbe diventare la normalità.
Tutta la conoscenza divina è pazzia agli occhi dell’uomo.

(II) GT
Signore Dio, quante volte non abbiamo saputo trovare le parole per dialogare con te, per trascuratezza, perché pensavamo di avere cose più importanti e urgenti da fare? Eppure giudichiamo chi con te non vuole parlare, magari solo perché non è stato educato a farlo, o non ne ha gli strumenti. Noi sappiamo che, tra i tanti ruoli che dobbiamo interpretare, ce n’è uno che nessuno essere umano consapevole può trascurare senza grave danno: l’essere figlio e figlia tuoi, essere tuo collaboratore e tua collaboratrice nel progetto che hai in serbo per l’essere umano e per tutto l’universo. Fa’ che non trascuriamo mai, Signore, di dedicare del tempo alla tua conoscenza, perché questo è lo scopo di una vita degna di questo nome, una vita in cui si manifesti il Regno perché ci incontra lo possa scorgere.
Amen

(III) AM
Libertà ↔ Causalità
Tesi: La causalità secondo le leggi della natura non è la sola da cui possono essere derivati tutti i fenomeni del mondo. È necessario ammettere per la spiegazione di essi anche una causalità per la libertà.
Antitesi: Nel mondo non c’è nessuna libertà, ma tutto accade unicamente secondo leggi della natura.Nella dimostrazione Kant fa riferimento alla categoria della relazione
Una parte del mondo scientifico aderisce a quel tipo di pensiero filosofico che si può definire Determinismo biologico ; tutto ha una spiegazionedi tipo puramente biochimico . Scelte “etiche” e sentimenti sono pure conseguenze dell’azione del DNA, degli ormoni e delle nostre eventuali tare.Viene insomma portato alle estreme conseguenze il concetto di adattamento evolutivo.Naturalmente non si può NEGARE l’influsso delle leggi biologiche ma, altrettanto peso ha l’ambiente.Porto il mio esempio personale; solamente un decennio prima della mia nascita io avrei corso il rischio, per i miei problemi di vista, di essere relegata in una cosiddetta classe differenziale.Insegno
anche attività grafico-pittoriche !!!
La mia scelta di trovare tecniche alternative, la mia curiosità o la certezza di avere il dovere/diritto di usare al meglio altri doni, per il determinismo non contano.
Non conta l’affetto familiare o degli amici….
Non conta il fatto di voler controllare pulsioni nocive perché il cuore dice no ai neuroni. Bisogna però prendere atto che in taluni casi la volontà, anche buona , del soggettoè parecchio inficiata da deficit cognitivo-comportamentali quindi, lo spazio di manovra del soggetto e della comunità è molto ristretto.
Credo ,comunque, che tenere sempre in mente che ,per quanto piccolo ,uno spiraglio di libertà ci sia faccia molta differenza nell’accogliere ( prima fase) e
nel dare responsabilità pure minime( seconda fase)

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