di
Alessandra Marinacci
Ian Mc Carthy
Roberto Rosso

Giosia, di cui Geremia parla nella foto incriminata, fu un re la cui vicenda è molto sentita nella storia biblica. Per due ragioni
A]
La prima per una Riforma del culto avvenuta 622 a C. Le Cronache ce la descrivono in maniera curiosa… Ripulendo il Tempio venne ritrovato il Libro
della Torah (2 Cro 34:15) che induce Giosia a una riforma dei costumi del Regno di Giuda.

Questo fatto ci dice diverse cose, cui per brevità accenno solo

I] Anzitutto Giosia ritrova il libro a 26 anni e 26 è il numero del tetragramma, trova Dio quando è maturo per farlo.
II] Inoltre ricordiamoci che uno dei principali problemi di questo periodo fu che il Regno era diviso in due, ossia la parte settentrionale, la ragione, era scollegata e indipendente dalla parte meridionale, il corpo, con Gerusalemme, il cuore, totalmente soggiogata da istanze materiali. Non solo, ma la parte settentrionale, la razionalità, ai tempi di Giosia aveva totalmente cessato di esistere.

a) Se per Libro della Torah intendiamo letteralmente la collezione dei 5 libri possiamo intendere che in un’epoca in cui le questioni del corpo dominavano totalmente e solamente Giosia ritrova la Torah, possiamo intendere che non sempre e non del tutto gli uomini furono fedeli a quella Legge.
b) Alcuni intendono per libro il solo Deuteronomio che in effetti contiene delle rivisitazioni/precisazioni del resto del testo, ma ciò indurrebbe
a pensare che il testo abbia avuto una formulazione storico filologica comune, cosa un pò lontana dal normale concetto rabbinico di ispirato dono di Dio
c) Altri, più liberali, intendono che abbia ritrovato nella Torah una legge che abbia ridato un senso alla totale lascivia di un corpo senza razionalità (Approfondirà meglio Ian parlando di Bartlett)
Che situazione trovò Giosia? Una totale assenza di moralità, spiritualità, senso sociale… gente dedita alle peggiori nefandezze e come reagi? Reclamando ordine e moralità (giusto) e imponendone con la forza una e una sola (sbagliato)
B]
La seconda ragione per cui Giosia viene ricordato è il fatto che la sua morte prematura metta in crisi il principio che Dio premia il comportamento virtuoso. La morte prematura non sembra un premio, e una delle ragioni per capovolgere l’immagine è proprio il fatto che in quella pagina Geremia si riferisce alla morte di Giosia come a un premio per non fargli vedere le nefandezze dei figli. Ma fu davvero un premio??? Può la morte essere considerata un premio? Ne discuteremo nella Comunione dei Fiori

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L’altro Giosia, che ricordiamo oggi perchè ieri era l’anniversario della morte, è stato un grandissimo ministro UU del Novecento, Josiah Reed Bartlett preside per diversi anni della Starr King, una delle nostre più prestigiose scuole di formazione al ministero. Lo vogliamo ricordare attraverso una delle poche citazioni disponibili su internet, proprio legate a questo tema. Leggo dal suo bel libro A Religion for the Non-Religious.

Io penserò bene della mia vita quando , come Dante , avrò maturato una visione delle infinite possibilità dell’anima , sentito l’amore che muove le stelle , e nel mio ministero, saputo per trasmettere almeno un raggio o due della Luce divina di altri che , come me , brancolano attraverso le false luci e le nebbie della perversità umana . Questa visione , in sé , è più che sufficiente , certo , ho avuto il ” miglior posto in casa da cui guardare la commedia umana . Io sono una delle persone Più privilegiate di questo o di qualsiasi momento …. ( 38) Per quantguardi indietro alla mia vita, considerandola come un creazione artistica , non sono ancora soddisfatto . Mi fa sperare il ricordo del mio gioco a Bowling. Di volta in volta , anche se il mio punteggio non era mao complessivamente tra i migliori, ricordavo sempre le partite per uno o due strikes molto appaganti o per qualche tiro molto buono( 58-59 ) .

Giosia americano in questi libri ripropone il problema del suo illustre predecessore. Gli UU devono stare attenti al rischio di avvallare come antropologicamente utile ogni scelta logicamente possibile. Tra il possibile e il significativo deve crearsi una prospettiva che indichi un progetto per la nostra vita e uno spazio di scelta, che magari potrà non essere fondato su criteri metafisici e preferirà indicazioni scientifiche o statistiche, ma che certamente possa essere un principio d’ordine (quale che sia) per la realtà contingente, che la trascenda e la inscriva in un progetto più ampio

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