Vi sono a mio avviso tre punti da considerare:
1) RISPETTO PER IL MISTERO Implicitamente l’Universalismo ci invita ad avere rispetto per il Mistero, a riconoscere che il nostro senso di limite di fronte all’ignoto e’ parte stessa della nostra esperienza spirituale, per cui non possiamo riempire questo spazio di concezioni valide per tutti. E la morte e il nostro destino dopo di essa sono indubitabilmente parte di questo Mistero. In questo senso non possono esservi posizioni valide per tutti.
2) IL SENSO DEL LEGAME Accanto all’esperienza del limite di fronte al Mistero la spiritualita’ UU e’ fatta anche di percezione dell’Unita’ che ci lega alla creativita’ dell’Universo e a tutte le creature nell’Universo. Il nostro legame con la creativita’ della Vita fa si’ che si possa legittimamente sperare di partecipare ancora dello slancio della Vita anche dopo la fine della nostra esistenza nella forma attuale. Il nostro legame con le altre vite si dipana, poi, non solo nello spazio presente, ma anche nel tempo. Noi siamo legati a chi ci ha preceduto da un vincolo di gratitudine ed a chi ci segue da un vincolo di responsabilita’. Come questi legami con la Vita e con le vite si manifestino e’ di nuovo questione che si pone ad ognuno, ma …
3) LA CORALITA’ DEL VALORE Se la risposta e’ lasciata ad ognuno, nondimeno vi e’ un aspetto che esige che ciascuno si dia una risposta. Ed e’ che altro tassello della spiritualita’ universalista e’ percepire che l’Universo ha un senso compiuto solo se accoglie in se’ il valore di OGNI creatura, passata presente e futura. Questo implica la necessita’ di comporre una propria risposta alle domande che il Mistero della morte ci pone.
Alessandro

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