(I) CS
In questo giorno cosi importante per il mio credo politico, sono stato incaricato di scrivere alcune righe sul tema dell’omosessualità e delle sue relazioni con la religiosità. Detto questo ci tengo a chiarire fin d’ora che la CUI è contraria ad ogni forma di discriminazione incluse quelle sessuali.
Una delle principali critiche che il machismo cattolico e scientifico volge all’omosessualità è che essa sia una cosa contro natura. Negli scorsi giorni ho avuto la sfortuna di discutere con una di queste persone volte a uno spiccato dogmatismo che alle mie critiche nei confronti dell’omofobia cosi ha risposto: “non si è mai visto in natura un fenomeno del genere, si tratta di una perversione umana la natura vuole procreare l’omosessualità è un limite alla procreazione una regressione biologica generata esclusivamente da fatturi culturali e comportamentali dove la biologia è del tutto assente”.
In base a questo principio si pensa che l’omosessualità sia un prodotto delle società evolute che sono annoiate e oziose sperimentano ogni forma di perversione per riempire il propria mancanza di stimoli creativi.
Nell’ottica della destra sociale, in particolare di quella tedesca ma anche in quella italiana, viene portato a supporto di queste teorie la storia di vigorose società pre-industriali in cui nella cui la religiosità sciamanica non lasciva spazio a questo tipo di perversioni.
A tale proposito ripropongo qui di seguito un brano preso da uno studio antropologico VOCI SCIAMANICHE di Joan Halifax dove vengono descritte le pratiche religiose degli sciamani siberiani.
“Fra le popolazioni siberiane, gli sciamani androgini sembrano essere insolitamente prevalenti. Waldemar Borgoras racconta la trasformazione sessuale del giovane neofita Tchuktchi. Lo spirito amico, ossia il Keì-òet. Esige che il giovane diventi “un uomo effeminato”. Si sono verificati molti casi di suicidio fra sciamani adolescenti in esito al loro rifiuto di accettare la richiesta. Tuttavia, molti neofiti si adeguavano nonostante la loro profonda ambivalenza sociale e psicologica. Il processo di trasformazione è annunciato dagli spiriti che guidano il giovane a intrecciarsi i capelli come quelli di una donna. Quindi, in sogno, gli spiriti gli prescrivono le vesti femminili. Gli sciamani guaritori talvolta intrecciano i capelli del malato o lo rivestono con indumenti femminili per ingannare gli spiriti della malattia o per dar più forza ai riti di guarigione.
Il terzo stadio di questa iniziazione comporta una più completa femminilizzazione dello sciamano maschio. Il giovane che si sottopone al processo abbandona i suoi precedenti comportamenti e le attività maschili per adottare il ruolo femminile. Secondo Bogoras “egli abbandona il laccio del pastore di renne e l’arpione del cacciatore di foche per darsi all’ago e al raschietto per pelli”. I suoi spiriti lo guidano e lo ammaestrano nelle abitudini femminili. Cambiano il suo modo di parlare e il suo comportamento e, taluni casi, anche il corpo subisce dei cambiamenti :”Egli perde la sua forza virile l’agilità del piede nella corsa, la resistenza nella lotta e acquista in vece la debolezza della donna. Anche il suo aspetto fisico muta. Così trasformato egli perde il coraggio bruto e lo, spirito di lotta, diventa schivo con gli estranei amante per fino del pettegolezzo e delle cure dei bambini. In complesso egli diventa una donna con l’aspetto di un uomo”.
Il processo di trasformazione può indicare anche un effettivo mutamento di ruolo sessuale. L’effeminato giunge a vivere l’esperienza sessuale della donna. “
Questo testo che descrive antropologicamente le pratiche tribali non può che confermare che le società arcaiche gia conoscevano l’omosessualità e non nel senso di uno strumento erotico per appagare i propri sensi ma come strumento di realizzazione spirituale.
Infatti la vera religiosità è raggiungere uno stadio di equilibrata naturalezza se io sono nato omosessuale è giusto che io viva da omosessuale se io sono nato etero sessuale è giusto che io viva da etero sessuale.
Il punto è che la nostra libera scelta di vita non deve ostacolare la libera scelta di vita degli altri questo è il punto chiave il cardine della libertà di cui la teologia dell’unione ha fatto un perno.
In ultimo non posso che dimostrare tutta la mia stima a questa società in cui omosessualità veniva vista come una risorsa e non come una problema, non a caso gli sciamani diventavano i consiglieri preziosi dei capi e per tutti i membri della tribù per gli argomenti più disparati.

(II) GM
Studi e ricerche
L’omosessualità è una variante naturale del comportamento umano che comporta l’attrazione sentimentale e/o sessuale tra individui dello stesso sesso.
L’omosessualità si riscontra in molte specie animali. La diffusione dell’omosessualità nella specie umana è difficile da determinare accuratamente, benché in molte antiche culture le relazioni omosessuali fossero altamente diffuse. Nel corso della storia, alcuni aspetti individuali dell’omosessualità sono stati ammirati o condannati, relativamente alle norme sessuali delle varie società. Quando essa veniva elogiata, tali aspetti erano visti come un miglioramento per la società; quando veniva condannata, particolari attività venivano viste come un peccato o una malattia ed alcuni comportamenti omosessuali erano proibiti e puniti da apposite leggi.

Dalla metà del XX secolo, l’omosessualità è stata gradualmente disconosciuta come crimine o malattia e decriminalizzata in quasi tutte le nazioni sviluppate. Comunque, lo status legale delle relazioni omosessuali varia enormemente da uno Stato all’altro e rimangono ancora giurisdizioni in cui alcuni comportamenti omosessuali sono considerati crimini e vengono puniti con pene severe, tra cui la morte.

Nell’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM IV-TR, 2000) l’omosessualità non occupa più alcuna casella diagnostica. Questa posizione è stata fatta propria anche dall’OMS nel 1993, e così sul piano scientifico è stata posta fine alla criminalizzazione, colpevolizzazione e medicalizzazione di questo comportamento umano.

Malgrado ciò, tutt’oggi permane, in una parte della società, un atteggiamento discriminatorio di rifiuto, condanna e patologizzazione dell’omosessualità.

Questo atteggiamento pregiudiziale e radicato nella coscienza di figure importanti di riferimento quali genitori, insegnanti, medici e così via determina sensi di colpa ed induce bassa autostima nelle persone che si scoprono omosessuali, le quali si allontanano dal proprio sentire per paura di essere rifiutate e si condannano così a vivere relazioni senza libertà purché in sintonia con le richieste di società e cultura, subendo così ripercussioni psicologiche talvolta rilevanti.

L’indagine MODI.DI. finanziata dall’Istituto Superiore di Sanità, riporta che nel 2005, su circa 7.000 omosessuali, il 18% dei gay e il 21% delle lesbiche over 40 dichiara di avere figli. Nel nostro Paese, sempre nel 2005, sono stati stimati circa 100.000 minori che vivono con almeno un genitore omosessuale, la maggior parte nati all’interno di relazioni eterosessuali precedenti (ibidem).
L’ISTAT ha recentemente diffuso i nuovi dati desunti dal 15° Censimento generale della popolazione 2011 da cui risulta che le coppie di persone dello stesso sesso che hanno dichiarato di essere unite da un legame affettivo di tipo coniugale sono in totale 7.513, di cui 529 con figli.
Dagli anni ’80 l’American Psychological Association si occupa della genitorialità omosessuale e negli ultimi quindici anni hanno preso posizioni ufficiali sulla questione importanti organismi nazionali e internazionali: l’American Academy of Pediatrics, l’American Psychiatric Association, l’American Psychoanalytic Association, la National Association of Social Workers, l’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, l’American Medical Association, l’American Anthropological Association e l’Associazione Italiana di Psicologia.
Il 1970 è l’anno in cui è comparsa la prima ricerca sulle famiglie omogenitoriali e quarantacinque anni sono passati da quando la ricerca scientifica internazionale ha iniziato a studiare queste famiglie, producendo nel tempo numerosissimi studi da cui si evince che un bambino cresciuto in una famiglia con due genitori dello stesso sesso non incontra maggiori problemi e difficoltà di un bambino che cresce con una mamma e un papà (APA, 2005; Gartrell, Bos, 2010; Perrin, Siegel e The Committee on Psychosocial Aspects of Child and Familty Health, 2013).
Nonostante gli studi sostengono in modo sostanzialmente unanime l’adeguatezza genitoriale delle persone gay e lesbiche e la ricerca abbia mostrato che la struttura familiare non influenza la qualità della genitorialità (Chan, Raboy, Patterson, 1998; Fruggeri, 2005; Biblarz, Stacey, 2010; Goldberg, 2010), nel contesto italiano e in altri pochi paesi in Europa persistono atteggiamenti discriminatori verso i genitori omosessuali e la mancana di una giurisdizione adeguata.
Il matrimonio tra persone dello stesso sesso o matrimonio egualitario, spesso indicato come matrimonio omosessuale o impropriamente matrimonio gay, è l’unione per mezzo dell’istituto del matrimonio tra coniugi del medesimo sesso.

Ciò è consentito dalla legge di alcuni paesi e vietato da altre. L’apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso è una delle principali rivendicazioni nell’ambito dei diritti civili. Tale richiesta politica nasce dall’esigenza di eliminare dalle legislazioni la disparità di trattamento fra unioni eterosessuali e unioni omosessuali, sul presupposto che il rapporto omosessuale sia una espressione della sessualità e che il diritto al matrimonio sia un diritto inalienabile della persona.[1]

Laddove è aperto alle coppie dello stesso sesso, il matrimonio è talvolta descritto come egualitario in quanto in linea col principio di eguaglianza tra persone, con l’egualitarismo; da qui l’espressione matrimonio egualitario riferita al matrimonio nel suo insieme, accessibile da tutte le coppie a prescindere dal sesso dei contraenti
Al giugno 2015 due persone aventi lo stesso sesso possono accedere all’istituto del matrimonio in 21 nazioni: Spagna, Francia, Regno Unito (tranne l’Irlanda del Nord), Portogallo, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Danimarca (compresa la Groenlandia dal 2015), Finlandia (a inizio 2017 le prime celebrazioni), Islanda, Norvegia, Svezia, Irlanda, Stati Uniti (in tutti gli Stati della federazione e il distretto federale di Washington, DC), Canada, Messico (nella capitale e in quattro Stati della federazione), Argentina, Brasile, Uruguay, Sudafrica e Nuova Zelanda.

Inoltre a Malta, in Israele e nelle nazioni caraibiche di Aruba, Curaçao e Sint Maarten, pur non essendo consentito alle persone aventi lo stesso sesso di accedere all’istituto del matrimonio, vengono registrati i matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati altrove.

In vari paesi si può accedere a ufficializzazioni diverse dalle nozze; le persone omosessuali, aventi o meno la possibilità di contrarre matrimonio, hanno spesso accesso a questa tipologia di unioni civili.
In Italia siamo il fanalino di coda su questa temativa, infatti La modifica degli articoli del Codice Civile che così come attualmente interpretati riservano il matrimonio alle sole coppie di sesso diverso, di modo che si realizzi anche in Italia l’apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso, è oggetto di vari progetti di legge presentati al Parlamento italiano. In Senato sono in discussione presso la Commissione Giustizia tre disegni di legge presentati durante la legislatura corrente.
Un sondaggio condotto da Demos nell’ottobre 2014 ha mostrato che il 55% degli Italiani è favorevole al matrimonio omosessuale, in aumento di 13 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione condotta poco più di un anno prima, a maggio 2013. I contrari sono il 42%.
Le celebrazioni di matrimoni tra persone dello stesso sesso possono essere eseguite tramite cerimonia civile o, anche, all’interno di un contesto più prettamente religioso. Diverse comunità religiose nel mondo sostengono e consentono tali celebrazioni:

il Buddhismo in Australia
la Chiesa di Svezia (la prima chiesa cristiana al mondo a riconoscerne il diritto e a celebrarli ufficialmente)
l’Ebraismo conservatore statunitense (dal 2012) dopo che nel 2006 ha approvato l’ordinazione di gay e lesbiche al ruolo di rabbino,
la Chiesa episcopale degli Stati Uniti d’America (in forma di benedizione liturgica),
l’Ebraismo laico umanista (Nel 2004 ha emesso una risoluzione che sostiene “il riconoscimento giuridico del matrimonio e del divorzio tra adulti dello stesso sesso”, e affermando “il valore del matrimonio tra due adulti impegnati con il senso di obblighi, responsabilità e conseguenze”. Nel 2010 si è impegnato a parlare contro il bullismo omofobico),
la religione dei nativi americani,
il culto neopagano del Druidismo,
la Metropolitan Community Church canadese (forza trainante per lo sviluppo di una Teologia Queer),
il Quaccherismo,
l’Ebraismo ricostruzionista
l’Ebraismo riformato,
gli Unitariani universalisti,
la Chiesa unita del Canada (dal 2005),
la Chiesa unita di Cristo[168]
il movimento neopagano Wicca.

(III) RR
Per contro mio proporrò una analisi del termine matrimonio che deriva dall’idea latina post nicena di mater munus “il compito della madre” da contrapporsi a patrimonio da pater munus, il compito del padre. Il matrimonio dunque definiva in origine a) l’unione affettiva di due persone come esclusivamente orientata alla procreazione b) considerava i doveri educativi di pertinenza esclusiva della madre c) considerava i doveri economici di pertinenza esclusiva del padre. Lasciando per un attimo da parte la questione omosessuale, possiamo ancora oggi dire che a) ogni unione è finalizzata alla procreazione? b) il dovere educativo pertiene alla madre casalinga c) quello economico al padre lavoratore? d) Il concetto latino di famiglia è l’unico possibile e sperimentato nella storia dell’uomo? Semplicemente no. La società è cambiata, il ruolo della donna è cambiato il costume educativo è cambiato. In bene o in male? La domanda non ha molto senso… è semplicemente diverso. La diversità NON DEVE PER FORZA ESSERE ASSENZA DI REGOLE E ASSENZA DI NORMATIVITA’. Ma non può prendere a prestito regole di cent’anni fa, o peggio di secoli fa con Agostino di Ippona… deve maturarne delle proprie che non siano un rimasticamento inadeguato di società passate
E’ mutata la finalità prima dello stare insieme, è mutato il rapporto col sesso, è mutato il ruolo della donna, è mutato il concetto di educazione dei figli. QUESTO A PRESCINDERE DALLA QUESTIONE OMOSESSUALE. Bisogna promuovere una discussione seria che inserisca il dibattito sulla omoaffettività in un contesto più ampio che tenga conto anche dei problemi che dicevo prima
La questione interessante oggi è di natura direi bioetica. Su quali basi essere normativi? Quali argomenti per arginare il lassez faire senza misconoscere il cambiamento?

(IV) PC
Volevo dire solo una cosuccia, che magari è una sciocchezza, tu hai messo a confronto “matrimonio” e “patrimonio” e hai fatto notare come oggi queste definizioni non sono adeguate. Volevo dire che alcune lingue rendono meglio il concetto, ad esempio in portoghese il vocabolo è “casamento” che non viene da madre, ma da casa, rende meglio la reciprocità della coppia e ritengo si applichi bene sia alle coppie etero che omo.

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