Gv 10:10 l ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.

Cari amici,
Come alcuni di voi sapranno, con oggi si conclude il nostro anno liturgico, dalla settimana prossima saremo lieti di prepararci a un nuovo inizio con la disposizione d’avvento. Tra le parabole a conclusione di questa sezione del percorso, il Maestro ci lascia quella del ‘Buon Pastore” sulla cui analisi complessiva vi rinvio a miei sermoni dell’anno scorso, mentre oggi vorrei soffermarmi su un verso, una potentissima antitesi che sento particolarmente opportuna in questi giorni. Ci sono un paio di difficoltà in questo verso che vorrei analizzassimo insieme. E’ ovvio che Gesù contrapponga la propria dottrina a quella di altri pseudomaestri che insegnavano cose meno esatte. Ma se l’antitesi è tra Gesù e gli pseudomaestri, perchè egli li chiama ladri? Cosa rubano? E poi ammesso che il ladri rubino, perchè egli dice che questi anche uccidono e distruggono? Allora sarebbero assassini, non sarebbe un insulto più grave di ladro? Uccidono chi? Distruggono cosa? Chi è il derubato? La spiegazione media è che esse rubino il gregge a Gesù, ma se ciò che rubano fossero le pecore, perchè le ucciderebbero e le distruggerebbero? Tanta fatica per nulla.
Io credo invece che derubate siano le pecore e che l’oggetto del contendere sia la serenità spirituale, la voce di cui parla poco oltre. I propugnatori di pseudodottrine feriscono i propri fedeli, fanno loro perdere tempo, tradiscono la loro fiducia, impauperiscono il loro potenziale. Un universalista che parla di pseudodottrine…. ma come… poco ci manca che abbiate tra le vostre fila i sacerdoti Klingon e mi parli di pseudodottrine? Attenzione…. Il Maestro non si scaglia contro le dottrine, ma contro alcune persone. Ogni dottrina è uno specchio, una stazione un farmaco. La dottrina è il mezzo attraverso cui offrire ai singoli opportunità di crescita ed esperienza di un Regno di pace e fratellanza. A coloro che abbiano responsabilità educative è affidato l’importantissimo compito di aiutare il soggetto a coltivare le proprie inclinazioni. Ogni singolo ricercatore spirituale si affida al responsabile di un percorso con genuina fiducia, affidando a costui tutta la propria potenziale ricchezza spirituale. Un ladro è dunque quell’educatore che depauperi le potenzialità del singolo, e lo può fare in 2 modi: o creando un piccolo buzzurro, un bulletto del quartierino spirituale, o pretendendo di farne una copia di sè, derubandolo delle proprie peculiarità e costringendolo in un vestito troppo stretto. I ladri non sono ladri di pecore ma ladri di vita. Ancora una volta il problema non sono la Torah, la Bibbia o il Corano in sè, il problema è chi li tiene in mano arrogandosi il diritto di spacciare la morte, l’odio, il disprezzo come dottrine divine. Da qualche parte disse “li riconoscerete dai loro frutti”. Guardate i frutti… Gesù dice di essere diverso. E’ vero. Ma non lo è per partito preso. I suoi seguaci per poter essere diversi devono dimostrare di avere lo stesso coraggio del Maestro. Non basta dirsi cristiani per essere cristiani, cosi come non basta dirsi musulmani per essere musulmani. E quali sono le condizioni di diversità del Maestro? I frutti. Anzitutto il lasciare tutto. Chi venga investito di responsabilità educative deve forzarsi di annullare se stesso, i propri interessi,le proprie emozioni, i propri desideri e mettersi nei panni dell’altro, assumendone il punto di vista e aiutandone la crescita genuina secondo standard propri e non imposti. E’ davvero possibile questo? Forse no. Le vicende del Maestro ci insegnano che questa è per lo più una utopia… ma ciascun ministro ci deve provare, deve sforzarsi in questo tentativo di servire la vita e la ricchezza dell’altro e non la morte o l’impauperimento.
Dare vita. Cosa vuol dire? Vedere la scintilla divina nel cuore dell’altro, vederne le possibilità, la ricchezza e aiutare a coltivarla. Tifare per l’altro. Insegnargli la ricchezza dell’esperienza di ogni singolo istante, portarlo ad assaporare ogni minuto, ogni secondo. Assecondare la sua crescita su un piano personale, sociale e spirituale. Duemila caratteri rimasti per sgombrare due equivoci… fossi Alessandro credo non basterebbe ma penso di farcela. Primo equivoco. E’ Gesù l’unico a dar vita in abbondanza? Assolutamente no. Occorre che lo ripeta? Assolutamente no. Gesù lo è certamente per me, e per molti altri. Ma non deve e non può esserlo per tutti. Chi sono gli altri? Non posso dirvelo io… i veri Maestri sono quelli attraverso i quali sentite di poter amare davvero la vostra quotidianità, il vostro prossimo e quel Mistero trascendente che possiamo chiamare in molti modi. Ultimo equivoco… hai parlato di responsabilità educative… parli (solo) dei ministri? No. Chiaro nei ministri questo problema è sentito in maniera più viva e urgente, ma è un problema di tutti. Guai se non fosse così… e per diversi motivi… Primo perchè il Maestro non parla solo ai chierici ma parla sempre e indifferentemente al cuore di tutti. Secondo perchè i ministri nella nostra tradizione non hanno alcuna reale priorità. Terzo, e forse più importante… perchè ciascuno di noi ha il compito di dare la vita in abbondanza. Non sono diventato improvvisamente ginecologo…. Dar vita significa l’impegno che ciascuno di noi ha nei confronti dell’altro. Se ciascuno di voi dovesse maturare da queste mie parole l’urgenza di percepire il dolore dell’altro e di intervenire nel puro interesse dell’altro, vavorendone la crescita secondo canoni e velocità autonome, io mi sentirò realizzato.
Siate alfieri dell’amore per la vita, rassicurate chiunque vi capita a tiro nel coltivare i propri talenti, intervenite, senza se e senza ma, nella promozione dei valori di pace e giustizia, adoperatevi senza riserve per la salute materiale e spirituale del vostro prossimo, imparate a smussare le vostre naturali rigidità facendone esperienza nel rapporto con l’altro, senza nasconderle. Allora sarete davvero sulle orme del Maestro ed avete imparato forse uno dei più paradossali misteri divini…. L’atto di amore più alto è spendere la propria vita per qualcuno che non la pensa come te. Paradossale, assurdo, ma tappa necessaria di crescita
Allora diamogli vita a quest’uomo
Nasè Adam
נַֽעֲשֶׂ֥ה אָדָ֛ם
Amen
Rob

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