Cari Amici,
Gv Non è scritto nella Legge: Io ho detto: Voi siete dei?
Esiste affermazione più inequivoca del Maestro? Fico no? Vi risparmio tutto il giro di rimandi… alla fine la citazione più corretta sembra
Deu 14:1 Voi siete figli per il SIGNORE vostro Dio.
Quale aspetto,tra tutte queste analisi esegetiche,voglio evidenziarvi oggi? Penso con dolore a una esperienza spiacevole per tutti (io per primo…). Se chiedeste in giro che cos’è il Natale, la risposta media prevalente sarebbe “essere costretti a sorridere a lontani parenti che odi profondamente per 364 giorni all’anno e che sei forzato ad incontrare”. E’ una esperienza molto comune. Perchè avviene? Faccio una ipotesi (nell’esporla chiedo scusa a Cristina perchè dovrò usare la parola “autentico” che non le piace). Cos’è il Natale per un unitariano? E’ una attenzione all’esperienza del dono, del dono di sè. E’ percepire con una rinnovata consapevolezza, il nostro essere Figli di Dio attraverso la più alta esperienza divina, il più alto insegnamento che il Principale ha voluto fosse vertice della nostra umana esperienza, il sacrificio di sè. Il dono esteriore, con tanto di fiocchettini e pacchetti, ha senso se e solo se è segno visibile di un dono invisibile. I bambini imparano che c’è qualcosa in più dell’atto esteriore dello scambio di doni solo con l’esempio di quanto noi riusciamo a trasmettere significato profondo intimo e spirituale all’atto di donare cose. Natale è una esperienza che esamina ogni anno la nostra autenticità, la maturata consapevolezza in questo esercizio del dono di sè. Più il dono esteriore sarà espressione di una nostra reale volontà di dono, più l’esperienza sarà piacevole; più invece il dono sarà un fatto meramente monetario-convenzionale fatto a gente che in realtà detestate, più l’esperienza sarà spiacevole.
Ragioniamo ancora su questo. Il Natale è una esperienza difficile perchè ci invita ad essere autentici per un giorno nelle nostre relazione…se questo non ci è possibile allora ne sentiamo il peso. Mi sento però di porre anzitutto a me stesso 4 domande:

1)
Se io detesto i miei parenti non è colpa del Natale. Il Natale mi ricorda piuttosto quanto Roberto sia ipocrita nel predicare pace e bene e poi… quando arrivano i parenti vorrebbe andare altrove. Più che prendersela col Natale Roberto dovrebbe ragionare sulla qualità di questi rapporti e usare gli altri 364 giorni per migliorare la qualità dei rapporti più prossimi. E’ più comodo non farlo? Certo ma non è tanto cristiano o spirituale. Spiritualmente, se io davvero credo nella comune dignità e interrelazione di tutti gli esseri, devo poi concretamente spendermi per metterlo in pratica, smussando per prima cosa le mie stesse asperità. Roberto sarebbe un pessimo ministro se non provasse proprio lui a disciplinare su di sè quegli aspetti che chiede agli altri di moderare.La famiglia non è il luogo in cui aprire il vaso di pandora delle proprie frustrazioni, ma, al contrario, è il primo e più importante momento in cui mostrare il proprio contegno. Usate la preghiera, usate il relax, usate la meditazione come esperienze attraverso le quali fare il pieno di serenità. Per questo è importante pregare/meditare poco ma spesso… affinchè l’esperienza possa esservi utile ad avere sempre la giusta riserva di pazienza e serenità.Ricordatevi sempre il mio paragone con le piante spirituali. Vostro compito, in quanto agenti di speranze e figli di Dio è quello di assorbire odio e restituire amore… Non dimenticatelo

2)
Seconda domanda: possibile che per un belin di giorno, uno solo, Roberto non riesca sopportare zia Sinforosa? Si chiede per un giorno di mettere da parte ripicchine da bulletti da quartierino ed agire in nome di un principio più alto…. “Ma ha cominciato lei…” non importa. Riuscite per quel giorno a dimostrare a voi stessi di essere superiori? No? Allora il problema non è il Natale… il problema è che Roberto non riesce ad astenersi manco per un giorno dal fare il galletto… non “dona” se stesso… lotta per imporre se stesso agli altri…

3)
Chi l ha invitata zia Sinforosa? Roberto. E  mò Roberto si lamenta che zia Sinforosa gli sta sullo stomaco? Il problema è di Roberto, che si è dato la martellata sul dito da solo…, non di zia Sinforosa. “Non potevo non invitarla…” Frottole. Non l’ha prescritto il medico, se proprio zia Sinforosa è insopportabile non la si invita. “Ma non posso lasciarla a casa da sola…sarei una testa di quiz”. Va bene,ma, se la inviti, rifletti su questo gesto, sulla sua solitudine, sul regalo che le stai facendo nell’accoglierla… e quando romperà le scatole… sii superiore…. pensando che questo tuo essere superiore sia il tuo dono. Zia Sinforosa non può essere una poveretta degna di compassione fuori da casa tua, salvo poi dimostrarsi una disgrazia una volta varcata la soglia.

4)
Chi ha detto che l’immagine che noi abbiamo del Natale debba essere legata a zia Sinforosa? Mi spiego… sapete quanto io sia impallinato con i senza tetto. Per me la vigilia, potendo, sarebbe andare alla stazione a regalar panini e coperte…. è una delle esperienze di una ipotetica vita abile che mi manca di più. Ecco se proprio voleste farmi un regalo… fatelo voi per me… andate nei reparti oncologici.. nelle stazioni… nelle mense della Caritas e donate voi stessi, donate un sorriso sulla faccia di qualcuno rimasto indietro. Quello è il Natale, scoprirvi capaci di simili gesti (che non sarebbe male ripeteste ogni tanto anche durante l’anno…) non litigare con Zia Sinforosa… Che il vostro Natale non abbia come volto quello irato di Zia Sinforosa, ma quello grato di Filippo, che siete andati a trovare al freddo in un angolo della stazione, cui avete regalato coperte e speranza.

Allora che dire in conclusione del Natale? Se ci pensate l’Avvento non è mica un concetto casuale, o l’estensione del periodo ginecologico sul piano spirituale. Esso l’occasione di agire ora affinchè i vostri atti del giorno del 25 non siano dissonanti con i sentimenti del vostro cuore. Se zia Sinforosa non la potete soffrire, e non la vedete da Pasqua… non aspettate Natale… fatele una telefonata adesso. Se davvero pensate che l’esperienza in un ospedale oncologico o tra i senzatetto possa esservi utile… iniziate a prendere accordi… programmate una visita per il giorno di Natale.( se volete consigli e indirizzi chiedetemelo… ) Diventiamo noi stessi, per primi, l’uomo che diciamo di voler fare.
Nasè Adam
נַֽעֲשֶׂ֥ה אָדָ֛ם
Amen
Rob

 

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