Cari amici,
Vorrei profittare del fatto che ho qualche giorno di vacanza, che Alessandro ed Ian questa settimana faranno lavoro sporco, che devo provare il nuovo programma di riconoscimento vocale, per fare un regalo a Laura e Carlo, immergendomi nella soap-opera tra Giuda e Tamara
Leggiamo attentamente il capitolo 38 della Genesi. Una prima cosa balza agli occhi: come mai non viene mai nominata la moglie di Giuda? Noi sappiamo che il suocero di Giuda si chiama Sua, ma la Torah stranamente tace sul nome della moglie. Perché?
Analogamente, per quanto mascherata, truccata, coperta, se un uomo si intrattiene (mi stufa un po’ questa versione edulcorata di me stesso 🙂 ) con una donna, è difficile che non la veda in faccia, ed è difficile che non la riconosca come sua nuora. Perché dunque Giuda non riconosce sua nuora?
Da un punto di vista simbolico una donna è una dottrina. La questione dunque si riduce a una semplice domanda: è più fertile una dottrina con una grande tradizione (il padre) ma con un incerto presente, o una dottrina di cui conosciamo il presente (eccome! 🙂 ) (Tamara) ma ignoriamo il passato? Il mio amico Alessandro esulterà nel rilevare che la Torah non ha dubbi su questo: per quanto una dottrina abbia un passato culturalmente e socialmente splendido, se non riesce ad affrontare adeguatamente le sfide spirituali del presente sarà comunque da considerarsi sterile.
Del resto in ebraico il nome Sua deriva da שׁ֫וּעַ e significa pianto di dolore, richiesta di aiuto. È dunque chiaro che da Sua derivi la costatazione di un’inadeguatezza, di una sopraggiunta incapacità a far fronte alle richieste del presente.
La somma corrispondente al nome Tamar è 10, la completezza; ciò vuol dire che la relazione con Tamar rappresenta la capacità di una dottrina di guidare l’individuo alla piena consapevolezza spirituale. I figli che non riescono a trovare fertile Tamar sono condotte spirituali che, per un motivo o per l’altro, falliscono nel proprio compito di assistere spiritualmente l’individuo. La Torah, nell’indicare tre cause diverse di sterilità, ci mette in guardia da tre errori comuni nelle condotte spirituali. Dapprima abbiamo Er, il quale soccombe nella lotta, simbolo di una dottrina inefficace che venga sopraffatta dalla complessità delle sollecitazioni reali. Poi abbiamo Onan, simbolo di un rischio sempre presente per una dottrina, quello di concentrarsi sull’inessenziale; infine abbiamo Sela, emblema di una dottrina che si dimentica nel cassetto, non lasciandole svolgere la propria funzione di pungolo spirituale. Siamo poi ai tre pegni chiesti dalla dottrina al fedele, sigillo cordone e bastone, simbolo del fatto che ogni uomo debba dedicarsi totalmente la dottrina sia nel suo aspetto razionale, che emotivo, che pratico. E’ è indubbiamente un sacrificio, ma che nè è di questo sacrificio? È un sadismo fine a se stesso? La Torah chiarisce che così non è, i pegni sono restituiti, tutto ciò che abbiamo impiegato ci viene restituito con un ritorno di consapevolezza, serenità, senso di appartenenza, di completezza. Allora che senso simbolico ha il turpe sodalizio con la nuora? Significa che per quanto lontano, per quanto straniero, per quanto difficile ci possa sembrare il percorso spirituale, se lo percorreremo con costanza e significato, scopriremo di fatto di non esserci mai mossi, di aver riscoperto una parte di noi stessi con consapevolezza diversa. Infine perché prostituta? Perché una delle condizioni di fertilità di una dottrina è che essa sia il frutto complesso della contaminazione di più esperienze, di cui ciascun fedele non possa sapere del tutto. La compresenza complessa di esperienze diverse, tipica del nostro mondo UU, è segno visibile della magmaticità della realtà invisibile. La ricchezza di una dottrina è data dal fatto che ella riceva talento (moneta, ma anche acume razionale) da più fedeli possibile. Più una dottrina si mostra capace di accogliere, di far proprio, il talento (razionale) di tutti, più sarà fertile e ricca di spunti per ognuno dei seguaci, garantendo un percorso di consapevolezza sempre più significativo

Spero dunque che questa vicenda letta in questo modo possa sembrarvi un po’ meno strana.

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