Fonte Dictionary of Unitarian & Universalist Biography
Trad it: Paola Ferrari

Olympia Brown (5 gennaio 1835, 23 ottobre 1926) ha dedicato la sua vita ai diritti delle donne. Si laureò all’Università di Antiochia nel 1860 e tre anni più tardi fu la prima donna a diplomarsi in una scuola ufficiale di teologia, la St. Lawrence University. Fu la prima donna a raggiungere la piena condizione di ministro all’interno di una denominazione. Ha avuto un ruolo attivo nel movimento per il voto alle donne riuscendo ad esercitare tale diritto nelle presidenziali del 1920, all’età di 85 anni. Fu la prima di quattro fratelli, nata da Asa e Lephia Olympia Brown, entrambi universalisti, originari del Vermont, ma emigrati nel Michigan dove vivevano come pionieri. Il padre, determinato a dare ai suoi figli una buona istruzione, costruì una scuola nella sua fattoria. Insieme alla moglie girò poi di casa in casa per trovare i finanziamenti con cui assumere un insegnante. Una volta cresciuta e dopo aver frequentato le scuole della vicina Schoolcraft, Olympia era decisa ad andare all’Università. Convinse il padre ad iscriverla al Mount Holyoke Female Seminary nel Massachusetts. Dopo un anno infelice trascorso in un’atmosfera rigidamente calvinista , Olimpia si trasferì all’ Antiochia College di Yellow Springs, Ohio. La sua esperienza fu così positiva che tutta famiglia si trasferì a Yellow Springs, dove fecero studiare tutti i figli. Mentre si trovava ad Antiochia, Olympia Brown invitò Antoinette Brown (nessuna parentela) a tenere una conferenza e a predicare. Più tardi scrisse: “Era la prima volta che sentivo una donna predicare, e mi sentii sollevare da una sensazione di vittoria. Mi sentivo come se il Regno dei Cieli fosse a portata di mano.” Il suo passo successivo fu entrare in una scuola teologica, anche se le scuole teologiche all’epoca non erano ben disposte verso le donne. Per Olympia però era una questione importante, in quanto credeva che la libertà religiosa fosse alla base di tutte le altre libertà. Dopo varie difficoltà e vari tentativi, Olympia fu ammessa alla St. Lawrence University vicino a New York. Completò il suo corso di studi nel 1863. Dovette poi convincere chi si opponeva alla sua ordinazione e alla sua nomina come ministro. Nel 1864 ebbe il suo primo incarico come ministro a Weymouth Landing, Massachussets. All’epoca Olympia Brown divenne attiva nel movimento per i diritti delle donne. Nel 1867, mentre era ministro, venne chiamata in Kansas per prendere parte ad una campagna in favore del voto alle donne. La sua chiesa le concesse una lunga licenza per occuparsene. Fu una campagna durissima. Nonostante le fosse stato assicurato il massimo del supporto, Olympia dovette fare quasi tutto da sola: organizzare i trasporti trovare un alloggio, pubblicizzare i suoi discorsi,e confrontarsi con chi voleva rovinare l’iniziativa. Olympia prese il tutto come una sfida da affrontare. Nonostante il caldo insopportabile e i venti spesso brutali, riuscì a portare a termine più di 300 discorsi. Alla fine l’emendamento che concedeva il voto alle donne in Kansas venne approvato, anche se solo con il voto di un terzo degli aventi diritto (ovviamente tutti maschi). Nel 1870 Olympia Brown era pronta per un’altra sfida. Accettò la chiamata della Chiesa Universalista di Bridgeport, Conecticut. Anche se la chiesa contava numerosi membri, tuttavia molti avevano perso interesse, e si stava ipotizzando la chiusura della stessa. Mentre era a Bridgeport, nel 1873 Olympia Brown si sposò con John Henry Willis, nonostante il parere contrario della madre e di alcuni amici, i quali temevano che il matrimonio potesse interferire con la sua carriera. Olympia però pensava che sposando un uomo che si trovava in perfetta sintonia con le sue idee e con il suo lavoro, il matrimonio anziché interferire, sarebbe stato di aiuto. Fu infatti un matrimonio molto felice. Con il consenso del marito Olympia Brown mantenne il proprio cognome. Dal matrimonio nacquero due figli: Henry Parker Willis e Gwendolen Brown Willis. Durante il congedo per la nascita del primo figlio, una fazione della chiesa di Bridgeport cominciò uno stato di agitazione per mettere termine al suo ministero. Come scrisse nella sua autobiografia “anche se la congregazione votò a larga maggioranza affinché io rimanessi, tuttavia i miei nemici continuarono a chiamare ministri dalle chiese vicine e a promulgare la dottrina che la chiesa avesse bisogno di un bravo ministro maschio.” Alla fine del 1874 Olympia Brown rassegnò le dimissioni. Tuttavia rimase a Bridgeport per altri due anni, durante i quali diede alla luce la figlia Gwendolene. Venne poi a sapere che la chiesa Universalista di Racine, Wisconsin, aveva bisogno di un ministro. Scrisse al segretario della congregazione per offrirsi come tale. Le fu risposto che la chiesa era in pessime condizioni, allo sbando e oberata di debiti. Era esattamente il tipo di sfida che Olympia cercava. D’altra parte, come scrisse nella sua autobiografia, i pulpiti delle chiese più prospere erano già tutti occupati da uomini. “Ciò che io potevo fare era farmi carico di questi posti abbandonati dagli altri e ricavarne qualcosa di buono, e di questo io sono sempre stata felice” Con due bambini da mantenere, il marito chiuse la sua attività a Bridgeport e seguì la moglie a Racine. Qui trovò un nuovo impiego come direttore di un giornale locale, e lavorò attivamente per supportare il ministero della moglie. Rimettere in sesto la chiesa di Racine non era cosa da poco, ma Olympia si mise d’impegno e in pochi anni riuscì a portare nuova vita nella congregazione. Inoltre fece diventare la chiesa un centro di studi e di attività culturali. Passati nove anni sentì che la congregazione era in grado di continuare da sola, e, all’età di 53 anni, decise di cambiare lavoro. Lasciò il ministero full-time, e pur continuando a collaborare con piccole congregazioni, divenne un’attivista per i diritti delle donne. Guidò la Wisconsin Suffragette Association per molti anni. Credendo che l’educazione fosse la chiave per l’emancipazione, si impegnò affinché le donne potessero entrare all’Università e nelle scuole professionali. Tuttavia intorno al 1980 si convinse che il movimento delle Suffragette stesse perdendo la spinta propulsiva degli inizi. Per questo si unì al Women’s Party, fondato nel 1913, apprezzandone la strategia più dinamica, basata su mobilitazioni e marce di protesta. Nonostante le difficoltà, il freddo, i confronti con gli avversari talvolta molto tesi, la scarsa protezione da parte della polizia, Olympia Brown, ormai ottantenne era sempre presente. Riamase memorabile la dimostrazione di protesta contro Woodrow Wilson, che aveva voltato le spalle all’approvazione dell’emendamento sul suffragio universale, durante la quale Olympia Brown di fronte alla Casa Bianca bruciò pubblicamente i discorsi di Wilson. Quando l’emendamento sul suffragio universale venne finalmente approvato nel 1919, Olympia era una delle poche suffragette della prima ora ancora in vita. Ebbe la soddisfazione di votare per la prima volta alle elezioni presidenziali del 1920. Aveva 85 anni.

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