Gv 20:30 Gesù fece molti altri segni […]
che non sono scritti in questo libro;
31 ma questi sono stati scritti,
affinché crediate […] e, credendo,
abbiate vita nel suo nome.

Cari amici,
lo so lo so accetto tutte le critiche, per questa vecchia canzone di cui pochi forse sanno che l’autore è Piero Cassano dei Mattia Bazar, che annovera tra i suoi successi anche l’indimenticabile Pollon combinaguai. Bene, dopo questo sfoggio di cultura musicale per la quale molto devo a Falasca, inarrivabile Maestro, vorrei riflettere con voi sul senso del segno. Spesso si pensa che il miracolo debba essere un’alterazione di qualche legge fisica, un asino che vola, un monaco che cammina a testa in giù, ma non ci accorgiamo che l’unico vero miracolo di cui abbiamo bisogno per credere è l’amore.
Vi è mai capitato di innamorarvi? Ecco nell’esperienza d’amore c’è tutto ciò che serve per vivere un evento a immagine e somiglianza del divino.

Vi è mai capitato un amore inatteso, impossibile, per molte ragioni pratiche, logistiche, convenzionali, eppure quell’amore si è rivelato più forte del calcolo probabilistico, della mera somma di fattori? Ebbene, questo è l’amore che il Principale prova per noi: se stesse ad ascoltare la logica, se stesse a fare davvero il calcolo dei peccati e delle buone azioni saremmo tutti i dannati, chi più chi meno saremmo tutti ampiamente al di sotto della sufficienza. Eppure lui ci ama, contro la logica, contro la pratica, contro le difficoltà, ci insegna questo amore a perdere. Spesso nella teologia torna questo concetto: dall’esperienza mistica dell’autolimitazione del divino per permettere la libertà umana, che è drammaticamente anche libertà del male, al sacrificio del Maestro, che morì perdonando, che morì per peccati certo non suoi, anche senza dare una valenza metafisica a questa affermazione.

Vi è mai capitato di pensare di non riuscire a comunicarlo quest’amore, che il modo consueto, ordinario, non fosse possibile, non fosse sufficiente, non fosse accettabile. Vi è mai presa la paura che ciò che state facendo, che il massimo che state facendo, non possa essere abbastanza,possa finire nell’ovvio, nello scontato, nel dimenticatoio. Vi è mai capitato di sperare che l’altro riesca a dedurre dal massimo che vi è concesso fare, il vostro sentimento profondo, la vostra emozione dirompente. Ebbene anche per il Principale è così, lui ci ha donato la vita,il massimo dono che possiamo anche solo immaginare, eppure noi spesso la diamo per scontata, per banale, per noiosa, per pesante. Spesso ci capita di comportarci come quegli adolescenti irresponsabili e irriguardosi,che forte di un temporaneo picco di testosterone penso di poter fare a meno del padre. Eppure anche il Principale ha degli obblighi verso nostra vita, verso il patto che ha fatto con noi, e, per garantirci la possibilità di esperienza di beni così grandi come la libertà e la vita, deve limitarsi deve trattenersi, deve tifare per noi fino a poco oltre i limiti del lecito, interpretando all’italiana norme e regolamenti.

Ma, dice il poeta l’amore è come un bambino che ha bisogno di cure, non confondete l’amore con l’innamoramento, non confondete l’amore col sesso. L’amore è vero amore solo se le nostre azioni hanno come fine nel tempo il benessere dell’altro, la crescita dell’altro, la serenità dell’Altro. Se questo è davvero l’amore l’unico segno di cui noi abbiamo bisogno è la nostra stessa disponibilità ad impegnarsi a prescindere, costantemente, quotidianamente,facendo ciò che è in nostro potere per regalare all’altro un sorriso, un momento di serenità, un momento o di gioia. Se raggiungerete questa prospettiva non saranno più importanti le probabilità, le convenzioni, consuetudini, ma riuscirete a soffermarvi sull’importanza del donare. L’amore dell’amato non si misura dei centimetri di pelle che egli scelga di mostrarci, ma dalla profondità, dal significato, dal disinteresse del dono, dalla bellezza, dalla poesia, dall’arte del nostro sacrificio per un sentimento che a quel punto non non avrà più bisogno di essere detto perché sarà nei fatti, non avrà bisogno della probabilità perché aveva già vinto.

Alla luce di quanto abbiamo detto, è possibile amare più persone? Se per amore Intendiamo l’avere per fine il benessere dell’altro, la serenità dell’altro,noi dobbiamo impegnarci ad amare formare formalmente tutti, e spenderci concretamente per il maggior numero di persone possibili. Se però per amore intendiamo il sacrificarci il dare tutto per l’altro, Allora è molto difficile che esperienze significative possono capitare più volte. Quando accade lo sentite, e sapreste di cosa sto parlando. Dal punto di vista del Principale invece è cosa un po’ diversa: Egli si è sacrificato al punto da permettere il peccato contro la creazione, l’imperfezione, l’errore, il male morale, come palestra ed occasione di crescita per le creature che ama; la sua infinita bontà Il suo traboccante d’amore gli permettono di darsi tutto a tutti, di garantire a ciascuno il massimo dell’amore possibile.

Come possiamo fare allora a vivere quest’amore in una dimensione creaturale, finita, limitata, soggetta a convenzioni regole e consuetudini? Io credo che nell’esserci quotidianamente l’un l’altro, nel far sentire fattivo e costante Il vostro sforzo per l’altro, ci sia già la risposta. Si ama chi si cerca, sia ama chi passa del tempo insieme,Dalla mattina presto, alla serata tardi, sia ama chi vuole condividere con noi i dolori oltre le gioie, le tempeste oltre il sole. Se ciò accade, e se cade ogni giorno da quando vi conoscete, non c’è bisogno d’altro… Di dichiarazioni, di definizioni, di etichette.Finché sarete disposti ad impegnarvi davvero ogni giorno per l’altro, non dovrete aver paura della consuetudine, delle regole…. L’amore sarà nelle cose. Se proprio volete testimoniarvi l’un l’altro l’amore, Imparate a dirvi l’un l’altro “io ci sono”, facendo seguire i fatti alle parole, e lasciando sottinteso tutto il resto. Ora il 90% di voi può smettere di leggere, ritenendo chiuso il sermone. A me tocca ancora scrivere qualche riga più pastorale, se no poi il nostro comune amico angloitaloebreo ci rimane male, non ci dorme, e non mi fa dormire. Se proprio avete inteso il senso dell’amore che ho cercato di spiegare, provate allora ad indirizzarlo nella maniera corretta verso Colui al quale dobbiamo tutto. Nel momento in cui sentiamo la passione profonda ed ineffabile per una creatura, cerchiamo di fare tesoro di quel di quel sentimento e di indirizzarlo verso l’Alto
Facciamolo quest’uomo,
capace di amore per tutte le creature, di sacrificio appassionato per una, e di gratitudine profonda costante sincera per il Padre

Nasè Adam
נַֽעֲשֶׂ֥ה אָדָ֛ם
Amen
Rob

 

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