Canto di Ingresso: Verso il Tuo tempio
[Breve introduzione del Ministro. Intenzioni del servizio. Gli intervenuti ricordano i temi ispiratori dell’odierno servizio ]

Min: Benvenuti fratelli. Iniziamo la nostra celebrazione con uno degli elementi che più caratterizza la nostra Comunione. Come sapete, è tradizione unitariana e universalista che a turno ogni Chiesa del mondo trasmetta a tutte le altre un pensiero su cui meditare all’accensione del Calice, che è simbolo della presenza del Divino tra noi e della nostra volontà di elevazione spirituale.

Parliamo lingue diverse. Viviamo in continenti diversi. Eppure  condividiamo un  amore  , una fede comune e un destino comune. Condividiamo l’impegno per creare un mondo in cui la compassione ci guidi, in cui tutti siano tenuti in considerazione, in cui tutti siano liberi. Accendiamo questo calice in riconoscimento dei legami che ci uniscono in modo duraturo, in onore del nostro  patrimonio condiviso, e in previsione del futuro potremo creare insieme. —
Peter Morales, Unitarian Universalist Association

Tutti: Amen [accensione del calice]

Min: Fratelli, prima di indirizzare la nostra meditazione sul tema scelto per questa liturgia, è giusto che ricordiamo da dove veniamo e chi siamo.

Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare per coloro tra noi che si riconoscono in una linea di pensiero giudaico-cristiano la prima stanza dello Shemà ebraico.

Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

Tutti: Amen

Affermazione dei Principi
Lett: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel
percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

(I)
Tutti: Noi Unitariani, Universalisti e liberi credenti tutti affermiamo il valore e la dignità intrinseca di ogni persona;
Lett: perché ogni persona è espressione sacra della vita.
Min: perché siamo tutti figli e figlie di Dio.
(II)
Tutti: affermiamo la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani;
Lett: perché siamo sorelle e fratelli di un’unica famiglia umana.
Min: perché è il segno concreto del nostro amare Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima ed il prossimo come noi stessi.
(III)
Tutti: affermiamo l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale nelle nostre congregazioni;
Lett: perché l’impulso spirituale è slancio verso la completezza, che si alimenta dell’incontro con l’altro da noi.
Min: perché nell’esempio di Gesù siamo chiamati a crescere spiritualmente nell’incontro con il Mistero Divino e con il volto dell’altro.
(IV)
Tutti: affermiamo la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita;
Lett: perché siamo tutti in cammino verso il senso della vita con di fronte un mistero, che ci chiama ad esplorarlo.
Min: perché il Signore ci ha donato il discernimento della ragione e dello spirito ed è nostro dovere usarlo per capire le sue opere nel mondo e negli animi umani.
(V)
Tutti: affermiamo il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico nelle nostre congregazioni e nella società in generale;
Lett: perché è il riflesso del verbo spirituale dell’inclusione che ci ispira.
Min: perché siamo stati creati liberi e capaci di scegliere, ma dobbiamo imparare ad esserlo insieme.
(VI)
Tutti: affermiamo l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti;
Lett: perché solo nella riconciliazione universale la natura umana può realizzarsi appieno.
Min: perché in questo si riflette l’amore di Dio e si realizza la costruzione del Regno;
(VII)
Tutti: affermiamo il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.
Lett: perché siamo coscienti dei legami che ci uniscono gli uni con gli altri e con tutta la vita e dell’unità più grande ed inclusiva che essi ci chiamano a realizzare.
Min: perché siamo uniti come fratelli e sorelle, tra noi e con la Terra, nella creazione come nella salvezza.

Tutti: Amen

LITURGIA DELLA MEDITAZIONE

Min. Fratelli, il peccato è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Confessiamo dunque al Divino i nostri peccati, la consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione

Sal 120:1 Canto dei pellegrinaggi.
Alzo gli occhi verso i monti…
Da dove mi verrà l’aiuto?
2 Il mio aiuto vien dal SIGNORE,
che ha fatto il cielo e la terra.
3 Egli non permetterà che il tuo piede vacilli;
colui che ti protegge non sonnecchierà.
4 Ecco, colui che protegge Israele non sonnecchierà né dormirà.
5 Il SIGNORE è colui che ti protegge;
il SIGNORE è la tua ombra;
egli sta alla tua destra.
6 Di giorno il sole non ti colpirà,
né la luna di notte.
7 Il SIGNORE ti preserverà da ogni male;
egli proteggerà l’anima tua.
8 Il SIGNORE ti proteggerà, quando esci e quando entri,
ora e sempre.

Min. Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante.

[tutti pregano in silenzio per circa un minuto]

Min: Amen

Tutti: Amen

LITURGIA DELLA PAROLA
1)   Il cappellano militare unitariano universalista, già veterano dell’Afghanistan, ha rassegnato le sue dimissioni in protesta contro l’uso indiscriminato di droni in quel paese.
Già nel 2012 aveva già chiesto spiegaziooni all’Alto Comando delle Forze Armae chiedendo spiegazioni sul perché civili inermi di cui aveva avuto testimonianza diretta fossero stati colpiti dai droni, obiettando come azioni di questo genere andassero contro ogni valore militare e religioso.
La sua lettera di dimissioni, diretta direttamente a Obama, recita:
“Signor Presidente,
con la presente rassegno le mie dimissioni d Ufficiale delle Forze Armate statunitensi.
Mi dimetto perché mi rifiuto di appoggiare la politica dei droni americana. L’Esecutivo continua ad arrogarsi il diritto di uccidere chiunque, ovunque sulla Terra, a qualunque costo, per ragioni segrete, basate su prove segrete, in processi segreti svolti da ufficiali sconosciuti. Io mi rifiuto di appoggiare questa politica di assassinii senza senso.
Mi dimetto perché mi rifiuto di appoggiare la politica nucleare statunitense. L’esecutivo continua ad investire miliardi di dollari in armi nucleari che mettono in pericolo l’esistenza del genere umano e della Terra. Io mi rifiuto di appoggiare questa politica di terrore e di certa distruzione vicendevole.
Mi dimetto perché mi rifiuto di appoggiare la politica statunitense di guerra preventiva, di supremazia militare permanente e di proiezione di potenza globale. L’Esecutivo continua ad arrogarsi un’autorità che esula dalla Costituzione e una impunità dalle leggi internazionali. Io mi rifiuto di appoggiare questa politica di dominazione imperialista.
Mi dimetto perché mi rifiuto di servire come cappellano di un impero. Non posso trovare nessuna affinità tra queste politiche e il mantenere il mio giuramento sul dovere di proteggere e difendere l’America e la nostra democrazia costituzionale o con il dovere da me sottoscritto di attenermi ai principi della mia fede religiosa. Questi principi includono: giustizia, equità e compassione nelle relazioni umane, ricerca libera e responsabile della verità e il valore intrinseco e la dignità intrinseca di ogni persona.
Rispettosamente,
Christopher John Antal”

2)Lev cap 19
9 Quando mieterete la raccolta della vostra terra, non mieterai fino all’ultimo angolo il tuo campo, e non raccoglierai ciò che resta da spigolare della tua raccolta; 10 nella tua vigna non coglierai i grappoli rimasti, né raccoglierai gli acini caduti; li lascerai per il povero e per lo straniero. Io sono il SIGNORE vostro Dio.
11 Non ruberete, e non userete inganno né menzogna gli uni a danno degli altri.
12 Non giurerete il falso, usando il mio nome; perché profanereste il nome del vostro Dio. Io sono il SIGNORE.
13 Non opprimerai il tuo prossimo, e non gli rapirai ciò che è suo; il salario dell’operaio al tuo servizio non ti resti in mano la notte fino al mattino.
14 Non maledirai il sordo, e non metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Io sono il SIGNORE.
15 Non commetterete iniquità nel giudicare; non avrai riguardo alla persona del povero, né tributerai speciale onore alla persona del potente; ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia.
16 Non andrai qua e là facendo il diffamatore in mezzo al tuo popolo, né ti presenterai ad attestare il falso a danno della vita del tuo prossimo. Io sono il SIGNORE.
17 Non odierai tuo fratello nel tuo cuore; rimprovera pure il tuo prossimo, ma non ti caricare di un peccato a causa sua. 18 Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il prossimo tuo come te stesso. Io sono il SIGNORE.

3) Giovanni 20:19-23

19 ORA, quando fu sera, in quell’istesso giorno ch’era il primo della settimana; ed essendo le porte del luogo, ove erano raunati i discepoli, serrate per tema de’ Giudei, Gesù venne, e si presentò quivi in mezzo, e disse loro: Pace a voi! 20 E detto questo, mostrò loro le sue mani, ed il costato. I discepoli adunque, veduto il Signore, si rallegrarono. 21 E Gesù di nuovo disse loro: Pace a voi! come il Padre mi ha mandato, così vi mando io. 22 E detto questo, soffiò loro nel viso; e disse loro: Ricevete lo Spirito Santo. 23 A cui voi avrete rimessi i peccati saran rimessi, ed a cui li avrete ritenuti saran ritenuti.

Min: SERMONE
Al termine del sermone
Tutti: Amen
Canto mediano: Vieni Chiunque tu sia

IL FIORE DELLA COMUNIONE

Min. Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra Comunione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura con la meditazione che Alessandra e Carlo leggeranno per noi

Dalla parte dei rovi.
Fuoco che scende , come dono divino , e fuoco che si alza verso il Cielo. Il fuoco, simbolo della Chiesa che nasce,
è presente tra noi, piccola tribù sparsa e con poche risorse.
Siamo Chiesa , noi UU ? Molti lo negano; senza strutture materiali e gerarchiche come si deve, senza dogmi e senza miracoli,
con una teologia aperta a influenze a dir poco eterodosse, persino “pagane”.
Sì, lo siamo e pienamente.Il fuoco di cui parliamo oggi, cari Amici, è sacro per me e anche per Carlo, un Fratello che ha un altro percorso,
non teista.
Abbiamo unito i nostri pensieri, come lo sono i cerchi della sua concezione di Fede; quello che abbiamo scoperto è quello che ci permette di
dirci Chiesa. Il Fuoco è un dono di vita che non teme la nostra limitatezza, anzi la cerca.
Ad Esso dobbiamo avvicinarci con rispetto ma anche semplicità, senza scarpe, per sentire il contatto con la Terra che ci ospita , pur essendo
fenomeni limitati nel tempo e nello spazio.
Un Fuoco che non sceglie la pianta nobile, utile e maestosa d’aspetto ma qualcosa che assomiglia, assai di più, a sterpaglia; ancora una volta
una scelta divina decisamente spiazzante, come quella di stare dalla parte di tribù nomadi con scarse possibilità di non cacciarsi sempre nei guai . Spesso
pure irriconoscenti.
Quale divinità classica avrebbe mai preso come dimora un brutto cespuglio ? Gli dei si sceglievano posti o corpi potenti, magari non attraenti
ma capaci di suscitare ammirazione.
Il Dio di Gesù è dalla parte dei rovi; fa comprendere a Mosè che è anche lì che Lo può vedere  e lo potrà fare sempre.Il roveto non verrà distrutto,
il Dharma avrà cura del mondo fenomenico, sempre.
Il Fuoco che scende sugli Apostoli impauriti, senza guida e mezzi è lo stesso, è quello che spingeva il Maestro dalla parte delle erbe senza frutto,
anzi dannose.
Pubblicani, meretrici, “schizzati” e popolani quasi idolatri: erba da bruciare. Eppure sono i destinatari del messaggio.Anche il Buddha rinuncia al Nirvana
per tornare a illuminare il sentiero di gente  ben poco santa.
Ecco perchè siamo una Chiesa , Amici.Perchè i nostri sentieri si uniscono per farci trovare sulla via dei rovi, che siano amati dal Vuoto fecondo di Carlo
o dal mio amato Pieno.

LITURGIA DELLA PREGHIERA COMUNE

Min. Dopo aver condiviso i nostri pensieri e aver aperto i nostri cuori, riconosciamoci ancora una volta sorelle e fratelli, uniti in questa misteriosa avventura spirituale della vita, con le parole di un grande uomo che molti di noi riconoscono come loro guida spirituale. Preghiamo insieme, tenendoci idealmente per mano, con le parole che Gesù ci ha insegnato:

Tutti: Padre nostro…

Min. Se davvero crediamo che l’intera umanità formi una grande, indivisa famiglia, è giusto che ricordiamo ora di quanti tra i nostri fratelli ci hanno lasciato [in particolare…] o di coloro che soffrono per ingiustizie e violenze, unendoci spiritualmente alla preghiera che ora […] reciterà per tutti noi.

Lett. Spirito divino, che hai voluto che gli uomini formassero una sola famiglia e si trattassero tra loro come fratelli, condividendo con giustizia i beni della terra, donami la tua forza perché superi ogni egoismo e sappia sentire viva la responsabilità di essere parte del creato. Rendimi aperto e sensibile alle necessità altrui, pronto a sacrificare qualcosa di me stesso per collaborare alla riedificazione di una società più giusta, in cui ogni essere umano possa ricevere giustizia e rispetto.

Tutti: Amen

LITURGIA DELLA SACRA CENA

Min: Fratelli, dopo esserci riconosciuti tutti fratelli dello stesso Padre, disponiamoci a far tesoro dell’insegnamento del Maestro ringraziandolo per il pane sapienziale (il logos) che ci è stato donato e per il vino spirituale (lo pneuma) che ci apre simbolicamente a una dimensione ultra razionale, entrambe utili per il risveglio dell’uomo spirituale Impegniamoci dunque a far nostre le parole che ora dirò e, ringraziando a donarci l’un l’altro in spirito di fratellanza per quella comunità morale, il Regno, che tutti vogliamo impegnarci a costruire

Momento di meditazione silenziosa.

Min: Quando fu sera e si mise a tavola con i dodici discepoli, mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver pronunciato la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo che è dato per voi».

Poi Gesù prese il calice del vino, e, dopo aver reso grazie, lo porse ai discepoli e disse: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi. Fate questo in memoria di me».

CANTO ALLA SACRA CENA (Inno di di Ferenc David)

LITURGIA DELLA COMUNIONE DEI PENSIERI

Min. Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra Comunione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Pensieri” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura con la meditazione che […] leggerà per noi

Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano

1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;·

2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;

3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;

4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;

5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;

6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;

7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;

8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sua facoltà;

9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;

10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni.

Tutti: AMEN

Min: Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. [Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti]

BENEDIZIONE FINALE

Min: Fratelli, inchiniamo il capo per la benedizione.

Il Signore Dio amorevole e compassionevole, che ha voluto donarci i Suoi insegnamenti tramite il nostro Maestro Gesù, conceda a tutti noi
lo spirito di discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti
e la forza per costruire tale regno.
La benedizione del Divino scenda su di noi e accompagni i nostri passi ogni giorno.

Tutti: AMEN

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

Canto di uscita

Forza di Vita

Forza di Vita, ti sento dentro,
voce infinita d’amore per gli altri,
soffi nel vento, emergi dal mare,
fammi strumento di giustizia e di pace.
Forte radice, libere ali,
Forza di Vita, nel mio cuore rimani,
nel mio cuore rimani.
(Titolo originale: “Spirit of life” – Canto in uso presso la
tradizione Universalista Unitariana – Testo e musica originali di
Carolyn McDade – Adattamento italiano del Pastor Alessandro Falasca)