Invocazione iniziale

Lett: Entriamo in questo spazio,
entriamo in questo momento.
Lasciamo che questo momento sacro
ci prenda e ci abbracci.
Sentiamo la terra sotto di noi,
sentiamo lo spazio intorno a noi,
abbracciarci
nella fiducia e nella cura.
Sentiamo la presenza
di fratelli e sorelle
nella fede
che ci circonda,
viaggiatori spirituali
con aspirazioni simili alle nostre.
Condividiamo il tempo,
condividiamo uno scopo,
ci riuniamo
per rinnovare la nostra speranza,
per sentire la forza del nostro scopo,
nell’aria intorno a voi.
Qui e ora,
apriamo il nostro cuore a questo momento.
Sappiamo che ciò che possiamo trovare qui
è apprendimento, crescita e amore.
Troviamo dentro di noi quel luogo del possibile
quel luogo del sogno
che anela a un respiro libero,
che anela a costruire
un futuro più audace e migliore
per noi stessi e per gli altri.
Inno di apertura (Verso il tuo tempio)

Accensione del Calice

Min: Benvenuti fratelli. Iniziamo la nostra celebrazione con uno degli elementi che più caratterizza la nostra Comunione. Come sapete, è tradizione unitariana e universalista che a turno ogni Chiesa del mondo trasmetta a tutte le altre un pensiero su cui meditare all’accensione del Calice, che è simbolo della presenza del Divino tra noi e della nostra volontà di elevazione spirituale.

Lett:  Perchè l’altra parte ci ispiri a costruire ponti
Perchè un sogno ci aiuti a rimanere svegli
Perchè il dolore che proviamo ci rammenti la nostra umanità
Perchè ciò che mettiamo in gioco quotidianamente contribuisca a completarci

 Ivo de Jong, Unitariani di Rotterdam, Olanda

 

Tutti: Amen

[Accensione del calice]

Affermazione dei Principi

Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

I)

Tutti:Noi Unitariani, Universalisti e liberi credenti tutti affermiamo il valore e la dignità intrinseca di ogni persona;
Lett: perché ogni persona è espressione sacra della vita e ogni uomo è affratellato da una origine comune.

II)

Tutti:Affermiamo la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani;
Lett: perché siamo sorelle e fratelli di un’unica famiglia umana e ogni forma di amore fraterno esprime il nostro amore per la Trascendenza.

III)

Tutti: affermiamo l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale nelle nostre congregazioni;
Lett: perché l’impulso spirituale è slancio verso la completezza, che si alimenta dell’incontro con l’altro da noi e ogni grande Maestro spirituale ci ha chiamati a crescere spiritualmente nell’incontro con il Mistero e con il volto dell’altro.

IV)

Tutti: Affermiamo la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita.
Lett: perché siamo tutti in cammino verso il senso della vita con di fronte un mistero, che ci chiama ad esplorarlo e tutti siamo stati dotati del discernimento della ragione e dello spirito ed è nostro dovere usarli.

V)
Tutti: Affermiamo il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico nelle nostre congregazioni e nella società in generale;
Lett: perché è il riflesso del verbo spirituale dell’inclusione che ci ispira e perché siamo liberi e capaci di scegliere, ma dobbiamo imparare ad esserlo insieme.

VI)
Tutti:Affermiamo l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti;
Lett: perché solo nella riconciliazione universale la natura umana può realizzarsi appieno e perchè solo nell’amore possiamo giungere alla costruzione del Regno;

VII)
Tutti:Affermiamo il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.
Lett:perché siamo coscienti dei legami che ci uniscono gli uni con gli altri e con tutta la vita e dell’unità più grande ed inclusiva che essi ci chiamano a realizzare, come fratelli e sorelle uniti all’intera creazione.

Tutti:Amen

Liturgia della meditazione

Min: Fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.

Quando e dove può
Il viandante dello Spirito
trovare casa ?
Dov’è quel posto
Dove vi è sicurezza, rifugio,
pace?
Il ritorno a casa per me
è un istante,
un isola di grazia,
e di luce interiore,
una pace senza tempo
anche se vissuta
all’interno di tempo.
Il ritorno a casa
è incandescenza,
consonanza, fusione
con la verità,
è l’esperienza
dell’ Uno,
e del Divino,
è luce, vita
e amore,
è pane e
respiro.

Nella notte oscura,
il terrore ci attanaglia,
le paure ci tallonano,
si apre per noi
un abisso senza speranze
e soli nel buio
abbiamo nostalgia della luce.
Spirito della Vita,
infondi in noi saggezza,
illumina il nostro cammino.
Guidaci,
con la fiaccola della speranza,
con il calore dell’amore,
verso il faro
del senso della nostra esistenza.
Tutti noi abbiamo paura del buio
ma Tu donaci la luce.

Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante.
[tutti pregano in silenzio per circa un minuto]

Min: Amen

Tutti: Amen

Liturgia della parola

1) Mark Twain tra gli Unitariani di Dwayne Eutsey (2005)

 

Nella sua biografia di Mark Twain, Albert Bigelow Paine osserva che Twain ha avuto una propensione naturale verso i ministri del Vangelo Questa propensione naturale sembrò confondere Paine, che trovò le amicizie di Twain con i ministri difficile da spiegare, visto che era un umorista irriverente, come Paine lo ha descritto, un “non ortodosso senza speranza” e “costitutivamente ribelle da credenze.” Tuttavia, nonostante il disprezzo noto di Twain per la religione, Paine ha concluso che “qualcosa nel suo cuore sempre si ammorbidiva verso qualsiasi lavoratore nella vigna”. [… ] ci sono state molte credenze che hanno contribuito a dividere i liberali da una parte i calvinisti dall’altra, come ad esempio il rifiuto della Trinità dei liberali, ma sostanzialmente il cristianesimo liberale è stato definito in questo modo nel 1880 dal ministro unitariano James Freeman Clarke: il cristianesimo liberale, o meglio la religione liberale nel suo complesso, non significa la libertà di credere ciò che scegliamo, ma la libertà di cercare la verità ovunque, comunque e sempre. Vuol dire che non dobbiamo solo essere disposti all’idea che gli altri possano differire da noi, ma essere paradossalmente pronti ad aiutarli a informarsi liberamente, anche se le loro indagini li portano a credere una cosa che consideriamo errata. Vuol dire che non stiamo a giudicare l’altro, né che sottoponiamo la nostra convinzione al giudizio di una chiesa o di qualsiasi autorità umana. […] Mi piacerebbe concludere parlando brevemente dei legami di forte amicizia di Twain con quattro ministri unitariani, usando questo come pretesto per ricordare il contributo di Twain e degli unitariani alla nazione americana e al dibattito religioso in un periodo di grandi cambiamenti su entrambi i fronti. Tre di questi ministri, Thomas Starr King, Henry Bellows, e Horatio Stebbins, li conobbe nel suo soggiorno a San Francisco, durante e dopo la Guerra Civile (1864-1865), il quarto, Moncure Conway, nel suo periodo londinese (attorno al 1878): […] Bellows era noto per i suoi sermoni lucidi e coinvolgenti, ed anche curato diverse pubblicazioni unitariane.Twain incontrò Bellows nel 1864 quando quest’ultimo venne a San Francisco per servire temporaneamente la chiesa unitariana locale dopo la morte improvvisa di King. Twain era molto impressionato dal carisma di Bellows e lo tenne in grande considerazione, definendolo “un uomo capace, retto ed eloquente l’uomo, un uomo d’intelletto magistrale, dalle potenzialità ineguagliabili egli è un cristiano nel vero senso del termine.” […] Fece anche amicizia con un ministro unitariano di nome Moncure Conway [Lo stesso Moncure Conway dalla cui autobiografia sappiamo dei contatti inglesi di Mazzini e Garibaldi]

2) Alcott Piccole Donne

«C’era una volta», iniziò il signor Bhaer con la vecchia, cara formula antica, «un agricoltore e giardiniere molto stimato e molto saggio, che aveva l’orto più grande che si fosse mai visto. Era un posto bellissimo e tranquillo, ed egli lo custodiva con grande cura e abilità, coltivando ogni genere di cose ottime e utili. Ma anche in un giardino così crescevano le erbacce; spesso il terreno era cattivo e i buoni semi che vi aveva piantato non germogliavano. Aveva altri ortolani che lo aiutavano: alcuni facevano il loro dovere, malora, cosa che gli procurava un grosso dispiacere. Ma era un uomo molto paziente e lavorò per migliaia e migliaia d’anni, in attesa del grande raccolto». «Dev’essere stato molto vecchio», disse Demi, che guardava dritto negli occhi lo zio Fritz, per non perdersi una sola sillaba di quanto diceva. «Zitto, Demi, è una storia fantastica», gli disse Daisy. «No, penso che sia un’”arregoria”», disse Demi. «Cos’ è un’arregoria?», intervenne Tommy ad alta voce; era nella sua fase inquisitoria. «Diglielo, Demi, se ne sei capace, e non usare parole strane, a meno che tu non sia sicuro di ciò che significano», disse il signor Bhaer.

 

3) Dal Vangelo Secondo Luca Cap 10
2 E diceva loro: «La mèsse è grande, ma gli operai sono pochi; pregate dunque il Signore della mèsse perché spinga degli operai nella sua mèsse. 3 Andate; ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. 4 Non portate né borsa, né sacca, né calzari, e non salutate nessuno per via. 5 In qualunque casa entriate, dite prima: “Pace a questa casa!”6 Se vi è lì un figlio di pace, la vostra pace riposerà su di lui; se no, ritornerà a voi. 7 Rimanete in quella stessa casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio è degno del suo salario. Non passate di casa in casa. 8 In qualunque città entriate, se vi ricevono, mangiate ciò che vi sarà messo davanti, 9 guarite i malati che ci saranno e dite loro: “Il regno di Dio si è avvicinato a voi”.

 

Sermone

Al termine del sermone

Tutti:Amen

Inno mediano (Vieni chiunque tu sia)

Rinnovo dell’impegno comune

Lett: Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano
1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;•
2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;
3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;
4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;
5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;
6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;
7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;
8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sua facoltà;
9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;
10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni.

Tutti:Amen

Il fiore della comunione

Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura con la meditazione che […] leggerà per noi

Un’ altra immagine spiazzante del Vangelo; dopo una vita che lo leggi dovresti esserti abituata al modo paradossale di presentarela vita che aveva il Maestro, ma non è così.
Dai, basta guardarsi intorno ( e non è che ai Suoi tempi si stesse meglio!!!) per dire a se stessi che è proprio l’opposto; opportunità e risorse sono sempre meno, in compenso chi vuole averle è disperato perchè fa parte di un numero incredibile di esseri viventi con cui condividerle.
Stiamo parlando della realtà materiale; trasferiamoci sul piano spirituale. Cosa significa per noi che il raccolto è abbondante?Ne siamo sicuri? In effetti le opzioni sono innumerevoli, le varianti ,anche all’interno di credenze consolidate, tante da confonderci ; molta è fuffa, gramigna ma c’è sicuramente molto di buono.
Gli operai però, diceva il Maestro, sono pochi; andiamo a vedere il vero significato del termine operaio. Colui o colei che dedica se stesso a un’opera. Usa il proprio tempo, le energie e le capacità fino a che non sia concluso il ciclo.
La messe è GIA’ pronta; l’avverbio già era un po’ una” fissa “di Rabbi Yeshua, lo usava tantissimo, con la stessa semplicità dei bambini.Il tempo delle parabole, come quello dei racconti fantastici è un tempo “sospeso” ma le parabole di Gesù hanno una particolarità che allarga il cuore.
Si va dal presente al futuro; già è pronto e se vuoi,già da ora puoi andare nel campo.Volerlo, quello è il punto! Quante volte , sfiduciati per la mole immensa di lavoro, pensiamo che non ne valga la pena?
Certo, le spighe biondeggiano nella brezza…ma noi pensiamo che mentre raccoglieremo qualcosa ( anche tante erbacce) quella brezza diventerà temporale. Oppure il sole seccherà tutto.
Eppure noi siamo incitati ad andare nel campo e se anche, come i ragazzini di Plumfield, avremo preso poco la nostra cura farà sì che altri Nat o Demi o Nan sentano quanto sia giusto coltivare l’appezzamento che ci è stato dato.

Alessandra Marinacci

Tutti:Amen

Min:Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. [Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti]

Preghiera conclusiva

Lett: 1) Non chiederti solo di cosa il mondo ha bisogno.
Chiediti che cosa ti fa sentire vivo.
Poi mettilo in pratica.
Perché ciò i cui il mondo ha bisogno
è di donne e uomini
che sentano la forza della vita.

2) Possa lo Spirito della Vita
proteggerci insieme,
possa nutrirci insieme.
Possiamo noi
lavorare insieme,
unendo le nostre forze
per il bene dell’umanità.
Possiamo sempre amarci,
perché ci sia pace,
sempre pace,
una pace perfetta.

Benedizione finale

Min: Fratelli, disponiamoci alla benedizione.
Lo Spirito dai mille nomi e dalla inconoscibile essenza, che ci ha creato e accompagna i nostri passi, conceda a tutti noi il discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire tale regno.
Possa la Sua benedizione scendere su di noi e rimanere nei nostri cuori ogni giorno.

Tutti: Amen 

 

Litugia della testimonianza cristiana

Concludiamo la liturgia accogliendo la preghiera di quanti si sentano di dare testimonianza della loro intima relazione con la Trascendenza attraverso le metafora del Padre, tanto cara alla pratica spirituale di molti di noi.  Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare la prima stanza dello Shemà ebraico.

Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

Infine, come fiore cristiano della Comunione dei fiori, accogliamo l’offerta del Padre Nostro, proposta da quanti tra noi ritengano possa essere fertile rappresentazione di quel legame verso la Trascendenza che è stato oggetto del nostro servizio

Padre Nostro

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

Canto di uscita

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