Invocazione iniziale

Lett: Entriamo in questo spazio,
entriamo in questo momento.
Lasciamo che questo momento sacro
ci prenda e ci abbracci.
Sentiamo la terra sotto di noi,
sentiamo lo spazio intorno a noi,
abbracciarci
nella fiducia e nella cura.
Sentiamo la presenza
di fratelli e sorelle
nella fede
che ci circonda,
viaggiatori spirituali
con aspirazioni simili alle nostre.
Condividiamo il tempo,
condividiamo uno scopo,
ci riuniamo
per rinnovare la nostra speranza,
per sentire la forza del nostro scopo,
nell’aria intorno a voi.
Qui e ora,
apriamo il nostro cuore a questo momento.
Sappiamo che ciò che possiamo trovare qui
è apprendimento, crescita e amore.
Troviamo dentro di noi quel luogo del possibile
quel luogo del sogno
che anela a un respiro libero,
che anela a costruire
un futuro più audace e migliore
per noi stessi e per gli altri.
Inno di apertura (Verso il tuo tempio)

Accensione del Calice

Min: Benvenuti fratelli. [Temi:Primo Principio, Camillo Olivetti, Josiah Reed Bartlett]

Giosia, che ricordiamo oggi perchè ieri era l’anniversario della morte, è stato un grandissimo ministro UU del Novecento, Josiah Reed Bartlett preside per diversi anni della Starr King, una delle nostre più prestigiose scuole di formazione al ministero. Lo vogliamo ricordare attraverso una delle poche citazioni disponibili su internet, proprio legate a questo tema. Leggo dal suo bel libro A Religion for the Non-Religious.

Io penserò bene della mia vita quando , come Dante , avrò maturato una visione delle infinite possibilità dell’anima , sentito l’amore che muove le stelle , e nel mio ministero, saputo per trasmettere almeno un raggio o due della Luce divina di altri che , come me , brancolano attraverso le false luci e le nebbie della perversità umana . Questa visione , in sé , è più che sufficiente , certo , ho avuto il ” miglior posto in casa da cui guardare la commedia umana . Io sono una delle persone Più privilegiate di questo o di qualsiasi momento …. (38) Per quanto guardi indietro alla mia vita, considerandola come un creazione artistica , non sono ancora soddisfatto . Mi fa sperare il ricordo del mio gioco a Bowling. Di volta in volta , anche se il mio punteggio non era mao complessivamente tra i migliori, ricordavo sempre le partite per uno o due strikes molto appaganti o per qualche tiro molto buono (58-59).

 

Iniziamo la nostra celebrazione con uno degli elementi che più caratterizza la nostra Comunione. Come sapete, è tradizione unitariana e universalista che a turno ogni Chiesa del mondo trasmetta a tutte le altre un pensiero su cui meditare all’accensione del Calice, che è simbolo della presenza del Divino tra noi e della nostra volontà di elevazione spirituale.

Lett: L’allungarsi della luce estiva non solleva le ombre che sono caduti per l’umanità in tutto il mondo .
Dobbiamo riaccendere la nostra fiamma del calice per riaccendere uno spirito di ottimismo radicale ,
Sapendo che ciò ci porterà tutti a vivere per ciò che conta , nel disfarci di chi ci  dividerebbe .
Tutte le cose andranno bene, se le faremo bene .
Possano le nostre comunità di calici incarnare i giusti rapporti  di cui il nostro mondo ha disperatamente bisogno.

 IRev. Steve Dick, direttore esecutivo ICUU

 

Tutti: Amen

[Accensione del calice]

Affermazione dei Principi

Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

I)

Tutti:Noi Unitariani, Universalisti e liberi credenti tutti affermiamo il valore e la dignità intrinseca di ogni persona;
Lett: perché ogni persona è espressione sacra della vita e ogni uomo è affratellato da una origine comune.

II)

Tutti:Affermiamo la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani;
Lett: perché siamo sorelle e fratelli di un’unica famiglia umana e ogni forma di amore fraterno esprime il nostro amore per la Trascendenza.

III)

Tutti: affermiamo l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale nelle nostre congregazioni;
Lett: perché l’impulso spirituale è slancio verso la completezza, che si alimenta dell’incontro con l’altro da noi e ogni grande Maestro spirituale ci ha chiamati a crescere spiritualmente nell’incontro con il Mistero e con il volto dell’altro.

IV)

Tutti: Affermiamo la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita.
Lett: perché siamo tutti in cammino verso il senso della vita con di fronte un mistero, che ci chiama ad esplorarlo e tutti siamo stati dotati del discernimento della ragione e dello spirito ed è nostro dovere usarli.

V)
Tutti: Affermiamo il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico nelle nostre congregazioni e nella società in generale;
Lett: perché è il riflesso del verbo spirituale dell’inclusione che ci ispira e perché siamo liberi e capaci di scegliere, ma dobbiamo imparare ad esserlo insieme.

VI)
Tutti:Affermiamo l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti;
Lett: perché solo nella riconciliazione universale la natura umana può realizzarsi appieno e perchè solo nell’amore possiamo giungere alla costruzione del Regno;

VII)
Tutti:Affermiamo il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.
Lett:perché siamo coscienti dei legami che ci uniscono gli uni con gli altri e con tutta la vita e dell’unità più grande ed inclusiva che essi ci chiamano a realizzare, come fratelli e sorelle uniti all’intera creazione.

Tutti:Amen

Liturgia della meditazione

Min: Fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.

Quando e dove può
Il viandante dello Spirito
trovare casa ?
Dov’è quel posto
Dove vi è sicurezza, rifugio,
pace?
Il ritorno a casa per me
è un istante,
un isola di grazia,
e di luce interiore,
una pace senza tempo
anche se vissuta
all’interno di tempo.
Il ritorno a casa
è incandescenza,
consonanza, fusione
con la verità,
è l’esperienza
dell’ Uno,
e del Divino,
è luce, vita
e amore,
è pane e
respiro.

Nella notte oscura,
il terrore ci attanaglia,
le paure ci tallonano,
si apre per noi
un abisso senza speranze
e soli nel buio
abbiamo nostalgia della luce.
Spirito della Vita,
infondi in noi saggezza,
illumina il nostro cammino.
Guidaci,
con la fiaccola della speranza,
con il calore dell’amore,
verso il faro
del senso della nostra esistenza.
Tutti noi abbiamo paura del buio
ma Tu donaci la luce.

Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante.
[tutti pregano in silenzio per circa un minuto]

Min: Amen

Tutti: Amen

Liturgia della parola

1) Chi l’ha detto che i Sette Principi siano facili ed ovvi?

Anni fa sono entrata in questa congregazione Unitariana Universalista… e mi sono sentita a casa. Ascolto la gente che parla a volte della religione liberale come se fosse una brodino sottile e annacquato per accontentare tutti. I nostri Sette principi, si lamentano, sono o troppo simili a un credo oppure così generali da essere insignificanti. La mia esperienza dei Principi è che sono profondamente esigenti. Il primo mi chiede di affermare e promuovere il valore intrinseco e la dignità di ogni persona, il che significa che non riesco più a iscrivermi alla mia cara dottrina calvinista della depravazione totale della natura umana. Sembra triste, ma in realtà, se si parte da una natura totalmente depravata, le opportunità di autocelebrazione abbondano.
Ora devo lottare invece con il valore e la dignità delle persone che fanno indicibilmente cose terribili, mentre la dottrina della totale depravazione era un gioco da ragazzi. I principi UU mi costringono a mettermi costantemente alla prova

Meg Barnhouse, UUA (Fonte)

2) La Disciplina del riposo: osservare un Sabato o una Domenica UU

Nei primi anni del XX secolo, Sandor Ferenczi, un discepolo di Freud, hanno notato un fenomeno che ha definito “Nevrosi della Domenica”: professionisti normalmente sani avrebbero sperimentato disagio mentale o fisico di sabato. Ferenczi ha teorizzato che questi pazienti, privati della loro normale routine di lavoro dall’avvento della Domenica, temevano che i loro consueti meccanismi di auto-censura dovessero rivelarsi inadeguati per mantenere i loro impulsi repressi. Si sentivano  fuori controllo e sviluppavano dolore o angoscia mentale per soffocare la loro ansia.

Cento anni dopo, abbiamo eliminato le leggi restrittive che limitavano la gamma di cose che si possono fare di Domenica. Ora siamo in grado di lavorare, di andare al supermercato, e di impegnarci in tutti i tipi di attività ricreative organizzate, ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Noi non soffriamo di nevrosi della Domenica; la maggior parte di noi non sta mai fermo abbastanza per poterne fare esperienza.

Perché noi occidentali trasformiamo anche il tempo libero in un lavoro, il vero riposo ci sfugge.La cosa più impegnativa del sabato è che è inutile. Non ci viene chiesto di far nulla, non possiamo depennare alcuna voce cancellandola da una lista. Il nostro lavoro è necessario, ma il tempo di sabato offre il dono inestimabile di equilibrio. Noi dobbiamo persare di valere ed essere valutati non per quello che abbiamo fatto, ma semplicemente perché siamo. Durante il tempo di sabato, dobbiamo ristabilire il contatto con ciò che è veramente prezioso: la bellezza del mondo, l’amore di Dio, il miracolo dell’essere stesso. Il sabato è lì che ci aspetta tranquillamente , un rifugio di tranquillità, un nido di dolcezza, una mela dolce sull’albero della pace. Cerchiamo di raggiungerla e di e il gustarcela in santa pace.

Rev. Amanda Aikman ministro dell’Olympic Unitarian Universalist Fellowship a Port Angeles, Washington (Fonte)

3) Dal Vangelo di Marco Cap. 8

Mc 8:34 Se uno vuol venir dietro a me, rinunzi a se stesso e prenda la sua croce e mi segua. 35 Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor di me e del Vangelo, la salverà. 36 E che giova egli all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?

(Sermone)

 

Al termine del sermone

Tutti:Amen

Inno mediano (Vieni chiunque tu sia)

Rinnovo dell’impegno comune

Lett: Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano
1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;•
2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;
3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;
4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;
5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;
6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;
7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;
8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sua facoltà;
9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;
10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni.

Tutti:Amen

La comunione dei fiori

Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura.Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. [Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti]

Preghiera conclusiva

Lett: 1) Non chiederti solo di cosa il mondo ha bisogno.
Chiediti che cosa ti fa sentire vivo.
Poi mettilo in pratica.
Perché ciò i cui il mondo ha bisogno
è di donne e uomini
che sentano la forza della vita.

2) Possa lo Spirito della Vita
proteggerci insieme,
possa nutrirci insieme.
Possiamo noi
lavorare insieme,
unendo le nostre forze
per il bene dell’umanità.
Possiamo sempre amarci,
perché ci sia pace,
sempre pace,
una pace perfetta.

Benedizione finale

Min: Fratelli, disponiamoci alla benedizione.
Lo Spirito dai mille nomi e dalla inconoscibile essenza, che ci ha creato e accompagna i nostri passi, conceda a tutti noi il discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire tale regno.
Possa la Sua benedizione scendere su di noi e rimanere nei nostri cuori ogni giorno.

Tutti: Amen 

 

Litugia della testimonianza cristiana

Concludiamo la liturgia accogliendo la preghiera di quanti si sentano di dare testimonianza della loro intima relazione con la Trascendenza attraverso le metafora del Padre, tanto cara alla pratica spirituale di molti di noi.  Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare la prima stanza dello Shemà ebraico.

Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

Infine, come fiore cristiano della Comunione dei fiori, accogliamo l’offerta del Padre Nostro, proposta da quanti tra noi ritengano possa essere fertile rappresentazione di quel legame verso la Trascendenza che è stato oggetto del nostro servizio

Padre Nostro

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

Canto di uscita

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