Lett: Entriamo in questo spazio,
entriamo in questo momento.
Lasciamo che questo momento sacro
ci prenda e ci abbracci.
Sentiamo la terra sotto di noi,
sentiamo lo spazio intorno a noi,
abbracciarci
nella fiducia e nella cura.
Sentiamo la presenza
di fratelli e sorelle
nella fede
che ci circonda,
viaggiatori spirituali
con aspirazioni simili alle nostre.
Condividiamo il tempo,
condividiamo uno scopo,
ci riuniamo
per rinnovare la nostra speranza,
per sentire la forza del nostro scopo,
nell’aria intorno a voi.
Qui e ora,
apriamo il nostro cuore a questo momento.
Sappiamo che ciò che possiamo trovare qui
è apprendimento, crescita e amore.
Troviamo dentro di noi quel luogo del possibile
quel luogo del sogno
che anela a un respiro libero,
che anela a costruire
un futuro più audace e migliore
per noi stessi e per gli altri.
Inno di apertura (Verso il tuo tempio)

Introduzione ed enunciazione dei temi del servizio liturgico

Min: Benvenuti fratelli.

Il Ministro enuncia i temi del servizio liturgico:

 

Accensione del Calice

Iniziamo la nostra celebrazione con uno degli elementi che più caratterizza la nostra Comunione. Come sapete, è tradizione unitariana e universalista che a turno ogni Chiesa del mondo trasmetta a tutte le altre un pensiero su cui meditare all’accensione del Calice, che è simbolo della presenza del Divino tra noi e della nostra volontà di elevazione spirituale.

Lett: Così come apparteniamo senza dubbio ad un solo Universo, allo stesso modo siamo parte di una sola cosa insieme. Ci riuniamo qui per muoverci oltre il nostri sé isolati, in modo da connetterci e riconnetterci con gli altri. Ed è bene stare insieme, perché è nelle nostre connessioni con ciascun altro che arriviamo a conoscere noi stessi più compiutamente, ed in tal modo a sentirci più a casa qui sulla Terra, più aperti ai doni che ogni giorno può portare. Accendiamo questo calice, simbolo della nostra eredità di libertà nella ricerca della verità, per rinnovare in noi il coraggio di perseverare su questo cammino di connessione ed apertura.

*used by Jorge Espinel at the ICUU Council Meeting and Conference, July 2016, in the Netherlands. The words were adapted from a piece by Margaret Keip of the USA/UUA

[Accensione del calice]

Affermazione dei Principi

Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:

I)

Tutti:Noi Unitariani, Universalisti e liberi credenti tutti affermiamo il valore e la dignità intrinseca di ogni persona;
Lett: perché ogni persona è espressione sacra della vita e ogni uomo è affratellato da una origine comune.

II)

Tutti:Affermiamo la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani;
Lett: perché siamo sorelle e fratelli di un’unica famiglia umana e ogni forma di amore fraterno esprime il nostro amore per la Trascendenza.

III)

Tutti: affermiamo l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale nelle nostre congregazioni;
Lett: perché l’impulso spirituale è slancio verso la completezza, che si alimenta dell’incontro con l’altro da noi e ogni grande Maestro spirituale ci ha chiamati a crescere spiritualmente nell’incontro con il Mistero e con il volto dell’altro.

IV)

Tutti: Affermiamo la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita.
Lett: perché siamo tutti in cammino verso il senso della vita con di fronte un mistero, che ci chiama ad esplorarlo e tutti siamo stati dotati del discernimento della ragione e dello spirito ed è nostro dovere usarli.

V)
Tutti: Affermiamo il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico nelle nostre congregazioni e nella società in generale;
Lett: perché è il riflesso del verbo spirituale dell’inclusione che ci ispira e perché siamo liberi e capaci di scegliere, ma dobbiamo imparare ad esserlo insieme.

VI)
Tutti:Affermiamo l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti;
Lett: perché solo nella riconciliazione universale la natura umana può realizzarsi appieno e perchè solo nell’amore possiamo giungere alla costruzione del Regno;

VII)
Tutti:Affermiamo il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.
Lett:perché siamo coscienti dei legami che ci uniscono gli uni con gli altri e con tutta la vita e dell’unità più grande ed inclusiva che essi ci chiamano a realizzare, come fratelli e sorelle uniti all’intera creazione.

Tutti:Amen

Liturgia della meditazione

Min: Fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.

Quando e dove può
Il viandante dello Spirito
trovare casa ?
Dov’è quel posto
Dove vi è sicurezza, rifugio,
pace?
Il ritorno a casa per me
è un istante,
un isola di grazia,
e di luce interiore,
una pace senza tempo
anche se vissuta
all’interno di tempo.
Il ritorno a casa
è incandescenza,
consonanza, fusione
con la verità,
è l’esperienza
dell’ Uno,
e del Divino,
è luce, vita
e amore,
è pane e
respiro.

Nella notte oscura,
il terrore ci attanaglia,
le paure ci tallonano,
si apre per noi
un abisso senza speranze
e soli nel buio
abbiamo nostalgia della luce.
Spirito della Vita,
infondi in noi saggezza,
illumina il nostro cammino.
Guidaci,
con la fiaccola della speranza,
con il calore dell’amore,
verso il faro
del senso della nostra esistenza.
Tutti noi abbiamo paura del buio
ma Tu donaci la luce.

Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante.
[tutti pregano in silenzio per circa un minuto]

Min: Amen

Tutti: Amen

Liturgia della parola

1) Parker  An Humble Tribute to the Memory of William Ellery Channing 9 Ott. 1842

Si è spesso detto di ciò che viene a volte chiamato “cristianesimo liberale”, che non è favorevole alla pietà.  Il Dr. Channing è stato una delle più grandi prove di quanto sia falsa questa affermazione l’affermazione I suoi scritti hanno reso la vita religiosa una vita di bellezza. Nella maggior parte di quelli che vengono chiamati “libri religiosi,” ciò che è esposto come Cristianità appare come una cosa molto noiosa; fredda, ascetica, lacrimevole;  una pratica che insulta la tua virilità, tradisce una natura umana altrimenti solare e fresca; posa una mano grezza sui piaceri più irreprensibili, come se l’allegria fosse un errore. Essi possono andar bene per un monaco, non un uomo.[…]  Gli scritti di Dr. Channing hanno esattamente l’effetto opposto. La religione appare nella sua veste originaria, non nelle divise di una setta; un angelo, non una suora. […] Channing ha fatto più di tutti gli scrittori cristiani, nel rendere la religione bella e vincente. Egli ha sentito la religione come profonda espressione degli elementi costitutivi dell’uomo non vedendola come una cosa estranea alla nostra natura, ma come il vivere la vita che Dio ci suggerisce. Come poteva non essere bella? Inoltre Channing amava l’umanità. Non credeva che le leggi morali fosssero  solo belle nel pensiero, ma diventassero inutili una volta applicate alla vita. Il suo amore di Dio non gli impedisce di amare l’uomo. Può il vero amore  di Dio mai fare questo? No, ma lo può fare l’amore di sé, spesso, in nome della religione. La sua pietà lo ha aiutato a una buona vita, di pensiero e di azione. La sua religione e ragione, il suo amore per Dio e l’amore per l’uomo erano tutt’uno. Il sua vite ha premiato le sue cure producendo molto frutto […] Amava gli uomini come uomo; non perché a ciò fosse stato istruito, o per fama o per ricchezza, ma per la natura immortale che era in lui, i cui effetti cnon muoiono mai, in uno Spirito capace della crescita illimitata, e gloria infinita. Ha saputo vedere oltre la fitta coltre di nubi che spesso circonda il genere umano. Vide l’uomo nel mendicante. Per lui l’uomo più grande era chiunque si fosse conformato di più alla immagine divina.

 

 

2) Hosea Ballou, Un piccolo saggio  sull’Universalismo (1849 ca) 

L’occhio della ragione illuminata, in una pagina, potrebbe vedere chiaramente, che se il peccato fosse infinito, non ci può essere alcuna differenza o gradi della criminalità, mentre le Scritture insegnano chiaramente una distinzione comparativa, e che mentre una trasgressore è giustamente passibile di molte punizioni, un altro è esposto solo ad alcuni. Per quanto riguarda la giustizia della pena senza fine, le menti che godono della libertà di ricerca potrebbe facilmente rilevare il carattere diabolico di questa condanna infinita, in quanto è l’esatto opposto della natura divina, che è Amore. […] Gli universalisti sono delle menti indagatrici che si sono prese la liberà di mettere in questione l’esistenza dell’inferno in un mondo invisibile ed eterno, credenza sulla quale i Dottori della Chiesa hanno insegnato ai loro credenti per molti anni.E cosa erano in grado di sostenere questi dotti teologi a riguardo a questo abominevole cupo stato di sofferenza senza fine? Nulla di più di quanti non ne sapevano niente. Loro dicono di leggerne nella Bibbia ma le loro ricerche sono insufficienti a fondare la loro dottrina. Tale credenza è evidentemente dis-onorevole per il carattere del nostro Padre celeste, ed è stata respinta come superstizione abominevole.

3)

a) Dal Genesi Cap. 4

13 Caino disse al SIGNORE: «Il mio castigo è troppo grande perché io possa sopportarlo. 14 Tu oggi mi scacci da questo suolo e io sarò nascosto lontano dalla tua presenza, sarò vagabondo e fuggiasco per la terra, così chiunque mi troverà, mi ucciderà». 15 Ma il SIGNORE gli disse: «Ebbene, chiunque ucciderà Caino, sarà punito sette volte più di lui». Il SIGNORE mise un segno su Caino, perché nessuno, trovandolo, lo uccidesse.

 

b) Dal Vangelo Luca Cap. 22

39 Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!» 40 Ma l’altro lo rimproverava, dicendo: «Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? 41 Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male». 42 E diceva: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno!» 43 Ed egli gli disse: «Io ti dico in verità, oggi tu sarai con me in paradiso».
Al termine del sermone

Tutti:Amen

Inno mediano (Vieni chiunque tu sia)

Rinnovo dell’impegno comune

Lett: Siamo qui per celebrare ed onorare con il nostro impegno i doni della vita, della coscienza e della libertà dell’essere umano
1) attraverso l’amore per il prossimo e per la profondità della vita animata dallo slancio verso la trascendenza, che essa sia il frutto dell’ispirazione di un Dio d’amore, di un impulso alla totalità insito nella natura o dell’idealità di un’umanità in cerca del proprio cammino;•
2) attraverso il riconoscimento della nostra unità e dignità di creature preziose in un mondo interconnesso;
3) attraverso l’impegno per una riconciliazione degli animi umani con ogni altro del mondo in una società più inclusiva;
4) attraverso un approccio adulto alla vita religiosa basato sull’autonomia nelle scelte, l’esperienza diretta, un’etica che non ha bisogno di premi presenti o futuri, l’apertura al rivelarsi del Sacro ed il dialogo nella comunità;
5) attraverso la pratica delle virtù della fede, della speranza e della carità, intese come apertura al mistero, alla possibilità ed al volto dell’altro;
6) attraverso il confronto, qualunque sia la fede personale, con il mistero della nostra creazione e con il messaggio e l’esempio di Gesù, Maestro del Cuore;
7) attraverso l’apertura, qualunque sia la fede personale, ai processi di creazione, rinnovamento e trasformazione della natura;
8) attraverso il servizio, qualunque sia la fede personale, verso la crescita dell’essere umano, il suo spirito critico e l’esercizio autonomo delle sua facoltà;
9) attraverso la testimonianza dell’inesauribile speranza che deriva da questa apertura al Sacro, da questa fede nella vita e da questo impegno per la dignità umana;
10) attraverso l’apertura all’universale ispirazione dello Spirito negli animi delle persone, espressa nei più nobili insegnamenti di tutte le religioni.

Tutti:Amen

La comunione dei fiori

Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura.Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. [Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti]

Preghiera conclusiva

Lett: 1) Non chiederti solo di cosa il mondo ha bisogno.
Chiediti che cosa ti fa sentire vivo.
Poi mettilo in pratica.
Perché ciò i cui il mondo ha bisogno
è di donne e uomini
che sentano la forza della vita.

2) Possa lo Spirito della Vita
proteggerci insieme,
possa nutrirci insieme.
Possiamo noi
lavorare insieme,
unendo le nostre forze
per il bene dell’umanità.
Possiamo sempre amarci,
perché ci sia pace,
sempre pace,
una pace perfetta.

Benedizione finale

Min: Fratelli, disponiamoci alla benedizione.
Lo Spirito dai mille nomi e dalla inconoscibile essenza, che ci ha creato e accompagna i nostri passi, conceda a tutti noi il discernimento per comprendere quali vie conducano alla costruzione di un regno di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire tale regno.
Possa la Sua benedizione scendere su di noi e rimanere nei nostri cuori ogni giorno.

Tutti: Amen 

 

Litugia della testimonianza cristiana

Gli unitariani concordano con gli altri cristiani sul fatto che il solo vero Dio sia un essere di infinita bontà […] Essi rigettano la divinità di Cristo e il sacrificio vicario […] Essi rigettano l’idea che l’uomo sia intrinsecamente depravato. e che la Scrittura sia indiscutibile in quanto ispirata. […] Tra di essi ci sono gli universalisti i quali insistono sul fatto che gli esseri umani alla morte passino in uno stato di felicità eterna.Essi sostengono che il peccato sia esso stesso una punizione (autoinflitta alle proprie possibilità e alla propria dignità) e conseguentemente punire una seconda volta l’uomo in un futuro ultraterreno sarebbe una ingiustizia. [H. Adams] Concludiamo la liturgia accogliendo la preghiera di quanti si sentano di dare testimonianza della loro intima relazione con la Trascendenza attraverso le metafora del Padre, tanto cara alla pratica spirituale di molti di noi.  Per questo, a ricordo della matrice biblica che è stata culla della nostra fede e che è linea guida per molti di noi, invito [… ] a recitare la prima stanza dello Shemà ebraico.

Lett: Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. E amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. E metterai queste parole che Io ti comando oggi, nel tuo cuore, e le insegnerai ai tuoi figli, pronunciandole quando riposi in casa, quando cammini per la strada, quando ti addormenti e quando ti alzi. E le legherai al tuo braccio, e le userai come “segno” tra i tuoi occhi, e le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

Infine, come fiore cristiano della Comunione dei fiori, accogliamo l’offerta del Padre Nostro, proposta da quanti tra noi ritengano possa essere fertile rappresentazione di quel legame verso la Trascendenza che è stato oggetto del nostro servizio

Padre Nostro

Min: Andiamo in pace, ricordando in ogni istante il compito di essere sale della terra che ci è stato affidato.

Canto di uscita

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