Invocazione iniziale
Celebrare è stare in soggezione sotto un cielo di stelle,
davanti ad un fiore, una foglia alla luce del sole, o un granello di sabbia.
Celebrare è tacere, ricettivi, davanti ad un albero agitato dal vento,
o all’ombra di una nuvola passeggera.
Celebrare è lavorare con dedizione e con abilità;
è fare una pausa dal lavoro e ascoltare uno scampolo di musica.
Celebrare è cantare con la musicale bellezza della terra;
è ascoltare in mezzo ad una tempesta la piccola voce che vi è dentro.
Celebrare è una solitudine in cerca di comunione;
è una terra assetata che grida per la pioggia.
Celebrare è il fuoco che ci accompagna nel nostro cuore
e si muove attraverso atti di gentilezza e di amore.
Celebrare è il mistero dentro di noi
proteso verso il mistero al di là.
E’ un silenzio inarticolato che desiderare parlare;
E’ la finestra del momento aperta al cielo dell’eterno.
(Jacob Trapp, UU)
Inno di apertura

Accensione del Calice
Min: Benvenuti fratelli e sorelle. Iniziamo la nostra celebrazione con uno degli elementi che più caratterizza la nostra Comunione. Come sapete, è tradizione unitariana e universalista che a turno ogni Chiesa del mondo trasmetta a tutte le altre un pensiero su cui meditare all’accensione del Calice, che è simbolo della presenza del Divino tra noi e della nostra volontà di elevazione spirituale.
Lett: Così come apparteniamo senza dubbio ad un solo Universo, allo stesso modo siamo parte di una sola cosa insieme. Ci riuniamo qui per muoverci oltre il nostri sé isolati, in modo da connetterci e riconnetterci con gli altri. Ed è bene stare insieme, perché è nelle nostre connessioni con ciascun altro che arriviamo a conoscere noi stessi più compiutamente, ed in tal modo a sentirci più a casa qui sulla Terra, più aperti ai doni che ogni giorno può portare. Accendiamo questo calice, simbolo della nostra eredità di libertà nella ricerca della verità, per rinnovare in noi il coraggio di perseverare su questo cammino di connessione ed apertura.
*usato da Jorge Espinel all’ICUU Council Meeting and Conference, Luglio 2016, in Olanda. Le parole sono adattate da un pezzo di Margaret Keip della Unitarian Universalist Association (USA)
[Accensione del calice]
Tutti: Amen

Affermazione dei Principi
Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede:
PREGHIERA DEI SETTE PRINCIPI
Ascolta: prova a sentire la voce di chi pensa di non avere valore e fa che ti chiami ad un impegno per “il valore e la dignità propria di ogni persona”.
Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente escluso e fa che ti chiami ad un impegno per “la giustizia, l’equità e la compassione nei rapporti umani”.
Ascolta: prova a sentire la voce della tua e dell’altrui debolezza e fa che ti chiami ad un impegno per “l’accettazione reciproca e l’incoraggiamento alla crescita spirituale”.
Ascolta: prova a sentire la voce di una nuova verità nascosta nel Mistero e fa che ti chiami ad un impegno per “la libera e responsabile ricerca della verità e del significato della vita”.
Ascolta: prova a sentire la voce delle opinioni inascoltate, di chi non ha voce in capitolo, e fa che ti chiami ad un impegno per “il diritto della coscienza e l’utilizzo del processo democratico”.
Ascolta: prova a sentire la voce di chi non ha pace o riposo e fa che ti chiami ad un impegno per “l’obiettivo di una comunità globale con pace, libertà, e giustizia per tutti”.
Ascolta: prova a sentire la voce di chi si sente separato dagli altri e dalla Terra e fa che ti chiami ad un impegno per “il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.”

Liturgia della meditazione
Min: Sorelle e fratelli, il male è il rifiuto di riconoscere come ogni cosa sulla terra sia legata allo Spirito in una grande rete interdipendente d’amore. Preghiamo, dunque, nella consapevolezza della nostra interdipendenza, chiedendo perdono e ispirazione.
Quando e dove può
Il viandante dello Spirito
trovare casa ?
Dov’è quel posto
Dove vi è sicurezza, rifugio,
pace?
Il ritorno a casa per me
è un istante,
un isola di grazia,
e di luce interiore,
una pace senza tempo
anche se vissuta
all’interno di tempo.
Il ritorno a casa
è incandescenza,
consonanza, fusione
con la verità,
è l’esperienza
dell’ Uno,
e del Divino,
è luce, vita
e amore,
è pane e
respiro.
Nella notte oscura,
il terrore ci attanaglia,
le paure ci tallonano,
si apre per noi
un abisso senza speranze
e soli nel buio
abbiamo nostalgia della luce.
Spirito della Vita,
infondi in noi saggezza,
illumina il nostro cammino.
Guidaci,
con la fiaccola della speranza,
con il calore dell’amore,
verso il faro
del senso della nostra esistenza.
Tutti noi abbiamo paura del buio
ma Tu donaci la luce.
Min: Dopo aver confessato la nostra umana debolezza, ascoltiamo la nostra sacra voce interiore meditando in silenzio per qualche istante.
[tutti pregano in silenzio per circa un minuto]
Min: Amen
Tutti: Amen

LITURGIA DELLA PAROLA
LETTURE

Dalla Bibbia
30:11 Tu hai mutato il mio lamento in danza; hai rimosso il mio cilicio, e mi hai rivestito di gioia, 12 affinché la mia anima possa cantare gloria a te senza posa. (Salmo 30)

Dalle tradizioni del mondo
Tzu-chi disse: “Anche se hai udito i flauti dell’umanità, non hai udito quelli della terra. Anche se hai udito i flauti della terra, non hai udito quelli del cielo.” … Tzu-yu allora chiese: “Se gli strumenti a fiato sono i flauti dell’umanità e le innumerevoli cavità riempite dal vento sono i flauti della terra, cosa sono i flauti del cielo?” Tzu-chi rispose: “La loro musica ha mille combinazioni e si governa da sé. Tutti i suoni promanano solo da sé, ma qual è il motivo conduttore?” (Chuang Tzu)

Dalla tradizione UU
“Pensare di salvarsi senza cambiare è come sottrarre una persona all’inferno, ma lasciando che le fiamme le ardano dentro”. (William Ellery Channing)
“L’Universalismo non può essere limitato al protestantesimo o al cristianesimo, non senza negare il suo stesso nome. La nostra è una comunione mondiale, non solo una setta cristiana. Fino a quando universalismo è universalismo e non parzialismo, la comunione che porta il suo nome deve riuscire a rendere inequivocabilmente chiaro che tutti sono i benvenuti: teisti ed umanisti, unitari e trinitari, bianchi e neri. Un universalismo circoscritto è impensabile.” (Robert Cummins)
“E’ stato lui che ha insegnato ad un monotono razionalismo come cantare, è stato lui che ha insegnato ad un umanesimo impacciato come ballare”. (David Bumbaugh, parlando in memoria di Kenneth Patton)
Sermone: VOGLIO VEDERTI DANZARE
Al termine del sermone
Tutti: Amen

Inno mediano

Rinnovo dell’impegno comune
Lett: “Siamo tra noi uniti nel comune proposito di servire l’Infinito Spirito di Vita, slancio alla trascendenza presente in ogni persona, che, sia Esso la manifestazione di Dio nel mondo e nell’animo umano o sia Esso lo spirito umano che trascende se stesso aprendosi alla vastità della vita, ci chiama al rinnovamento interiore ed al fattivo agire per un mondo più giusto ed unito nell’amore e nella speranza.”
Ministro: Per questo ci apriamo al mistero, che ci bagna di umiltà e ci chiama ad esplorarlo.
Per questo ci apriamo all’unità della vita, rinnovando i nostri legami con la vita tutta e le vite tutte.
Per questo ci apriamo all’altro e all’esperienza della diversità che allarga i nostri orizzonti spirituali.
Per questo ci apriamo ad un orizzonte inclusivo del valore di ogni vita come realtà da realizzare.
Per questo ci apriamo alla vita come dono, cui rispondere con gratitudine e responsabilità, qualunque sia, ci sia o no, un Donatore.
Perché lo slancio alla trascendenza è in tutto ciò che è oltre ciò che siamo eppure ci racconta quello che il nostro cuore vorrebbe e dovrebbe essere.
Tutti: Amen
Il fiore della comunione
Min: Sorelle e fratelli, secondo la tradizione che ci accomuna ogni animo umano ha in sé una scintilla Infinito. Per questo, nella nostra denominazione, riserviamo un momento specifico, che definiamo “Comunione dei Fiori” perché chiunque lo desideri possa condividere un pensiero con tutti i presenti. Immergiamoci, dunque nella meditazione, dichiarando la nostra disponibilità al dialogo e all’apertura con la meditazione che […] leggerà per noi
[MEDITAZIONE]:
Tutti: Amen
Min: Prego, dunque, chiunque lo desideri di farci dono di quello che lo Spirito, qualunque sia il nome che ciascuno di noi vuole dargli, ispira nel suo cuore. [Chi lo desidera, condivide un pensiero con i presenti]
Preghiera conclusiva
Lett: 1) Non chiederti solo di cosa il mondo ha bisogno.
Chiediti che cosa ti fa sentire vivo.
Poi mettilo in pratica.
Perché ciò i cui il mondo ha bisogno
è di donne e uomini
che sentano la forza della vita.
2) Possa lo Spirito della Vita
proteggerci insieme,
possa nutrirci insieme.
Possiamo noi
lavorare insieme,
unendo le nostre forze
per il bene dell’umanità.
Possiamo sempre amarci,
perché ci sia pace,
sempre pace,
una pace perfetta.
Benedizione finale
Min: Sorelle e fratelli, disponiamoci ad accogliere la benedizione dello Spirito.
Lo Spirito dai mille nomi e dalla inconoscibile essenza, che apre i nostri cuori al dono della Creazione e accompagna i nostri passi attraverso di essa, conceda a tutti noi il discernimento per comprendere quali vie conducono alla costruzione di un orizzonte di pace e di giustizia per tutti e la forza per costruire questa prospettiva inclusiva, o, se volete, questo “Regno del Cielo”.
Possa la Sua benedizione scendere su di noi e rimanere nei nostri cuori ogni giorno.
Tutti: Amen

LITURGIA DELLA TESTIMONIANZA
Termina qui la celebrazione della nostra identità comune. Ma di essa è parte anche l’accogliere i modi e le espressioni con cui ciò che ci accomuna trova voce in diverse sensibilità, molte delle quali parte organica della nostra stessa tradizione, nonché la disponibilità ad ascoltare ed arricchirsi di tali voci. Poniamoci, dunque, in ascolto di una di queste testimonianze: la testimonianza universalista trascendentalista”
Dichiarazione:
“Avvinti per una stagione alla natura la cui corrente vitale fluisce attorno a noi e attraverso noi e ci invita mediante il suo potere ad un agire a lei proporzionato, perché non dovremmo sperimentare anche noi un rapporto originale con l’universo? Il sole risplende anche oggi.” (1)
La nostra fede si nutre di questo rapporto originale, “è tessuta nella tela dell’universo. Perché la vita tutta è attraversata dall’urgenza di completezza, di integrazione, di mettere insieme i pezzi sparsi dell’esistenza. (2)
Per questo “proclamiamo un nuovo universalismo (3)”: “affermiamo il rispetto per la rete interdipendente di tutta l’esistenza della quale facciamo parte.” (4) “Troviamo la nostra completezza nel sapere che siamo intrecciati gli uni con gli altri e con il cosmo stesso”.(3)
L’universo ci insegna l’umiltà e l’accoglienza che ci spingono all’incontro con l’altro. “Quali esseri lontani e differenti, contemporaneamente e dai vari luoghi di una medesima stella, contemplano l’universo!” (5)
L’universo ci insegna la pazienza. “Al mondo è servito un lungo tempo per giungere sin qui…
Guarda le stelle e impara la pazienza, osserva le formiche e persevera.”
(1) R.W. Emerson
(2) G.McKeeman
(3) J.I. Ford
(4) 7° Principio UU
(5) H.D. Thoreau
(6) K.Patton

Ministro: la nostra esperienza dell’Universo come occasione di apertura spirituale alla Vita tutta e alle vite tutte trova testimonianza nelle diverse culture religiose, nella poesia di un fratello UU come in una iscrizione cinese dell’XI secolo. Lasciamoci ispirare da queste parole, distanti nel luogo e nel tempo, ma vicine tra loro nello spirito.
Lettore: L’universo fuori di noi e l’universo dentro di noi sono un solo universo. Ed è perciò così che i nostri sforzi, i nostri sogni, le nostre speranze, le nostre ambizioni sono i sogni, le speranze e le ambizioni dell’universo stesso. In noi, e forse anche altrove, l’Universo sta muovendo verso il raggiungimento dell’auto-consapevolezza e dell’auto-coscienza. I nostri sforzi per capire il mondo e il nostro posto in esso sono espressione del profondo moto unisono dell’Universo verso il significato. In noi, e forse anche altrove, l’Universo sogna sogni e mete che muovono verso possibilità sconosciute. Anche l’impulso morale, che tesse la sua strada attraverso la nostra vita e che ci spinge a perseguire e praticare la giustizia, la misericordia e la compassione, è inserito nell’universo stesso ed è questo desiderio universale che trova espressione nei nostri momenti migliori. (David Bumbaugh, UU)
Lettore: “Il Cielo è mio padre e la Terra è mia madre, e perfino una minuscola creatura quale io sono trova intimità presso di loro. Pertanto io considero come mio corpo ciò che colma l’universo e considero come mia natura ciò che muove l’universo. Tutte le persone sono miei fratelli e sorelle, e ogni cosa è mia compagna.” (Zhang Zai)

Ministro: Chiudiamo rinnovando l’ispirazione comune a questo percorso ripetendo insieme…
Tutti: Uniti con tutta la Vita, uniti con tutte le vite.

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