Mt 26:24 […] il Figlio dell’uomo se ne va,

come è scritto di lui;

ma guai a quell’uomo

dal quale il Figlio dell’uomo è tradito!

Meglio sarebbe per quell’uomo

se non fosse mai nato»

Cari Amici,

Mi è stata posta una domanda. Se noi non riconosciamo l’inferno, che senso diamo a quel meglio sarebbe se non fosse mai nato? Se noi riconosciamo l’intrinseco valore e la dignità di ogni persona, come facciamo ad augurare poi a qualcuno di non nascere? Come colleghiamo il bel Principio con il pullulare di teste di quiz da cui giustamente dobbiamo difenderci e che indubbiamente sono da condannare?

Bella domanda! Non credo io debba rispondere d’autorità, non credo che su simili questioni ci possa essere l’ultima parola, Ma non mi sottraggo al mio compito di proporre riflessioni ed esplicito alcuni temi, che ovviamente ciascuno di voi potrà approfondire nella propria ricerca spirituale.

I] Anzitutto noi non siamo letteralisti: non crediamo né che ogni singola virgola del Vangelo sia autentica, né che Gesù abbia sempre e comunque ragione per partito preso.Ciò che dobbiamo fare dunque non è tanto giustificare un’affermazione di Gesù, ma confrontarci con il tema che essa solleva, fino al punto in cui possiamo farlo, con i modi e con i mezzi culturali che abbiamo a disposizione.

II] Personalmente detesto la teologia del rancore della minaccia e del risentimento che viene molto spesso spacciata altrove, che usa l’inferno come implacabile arma contro i propri nemici. A prescindere dal fatto che non credo che questa sia una profezia, se proprio dobbiamo trovare un elemento biografico in questi versi, dobbiamo supporre che Gesù semplicemente si fosse reso conto di non avere intorno solo persone di valore, e che quindi qualcuno, di lì a poco, lo avrebbe tradito [Ricordiamoci lo scoramento che ebbe il lunedì mattina, 72 ore prima di questi versi]. Tuttavia mi rifiuto di pensare che Gesù abbia augurato del male a qualcuno, soprattutto perché contrasta con quel perdona loro perché non sanno quello che fanno che disse sulla croce. Può essere stato un momento di debolezza? Un sano vaffa che scappa a tutti? Adoro trovare aspetti di sana umanità nel mio Maestro…C’è poi la questione didascalica: il Maestro era a tavola e stava conversando con discepoli che erano pescatori, molti dei quali analfabeti. Certamente l’idea del meglio sarebbe che non fosse nato era più incisiva che non una fine disputa teologica.

III] Ma, come dicevo, la questione sollevata è indipendente dal fatto che Gesù abbia ragione o torto. Quelle domande hanno un valore che prescinde dall’autenticità del testo o dalla bontà di uno specifico insegnamento. Allora riflettiamo insieme su di esse.

Tradire: Qui tradire ha un significato proprio, letterale, latino e vuol dire consegnare al nemico, abbandonare, allontanare da sé. L’errore che viene imputato ad un uomo in questo caso è quello di avere abbandonato un altro uomo, di averlo allontanato, di averlo lasciato in una situazione di difficoltà. Questo è un errore perché colui che lo ha commesso ha fallito nell’imperativo di riconoscere nell’altro un figlio dello stesso Padre (1° Principio) ed un fratello con il quale ha attinto nel medesimo piatto (7° Principio). Questa la colpa, questo l’errore

IV] Il fatto che il tradito sia Gesù, per un unitariano, non costituisce una particolare aggravante di alcun tipo. Nel tradimento di Gesù, come in quello di qualsiasi altro uomo, un unitariano riconosce il tradimento dei valori del Vangelo, e, conseguentemente, di quei doni spirituali di cui il Vangelo è ad un tempo insegnamento ad espressione

V] Ed ora arriviamo agli aspetti più salienti: antropologicamente noi riconosciamo elemento qualitativamente costitutivo dell’uomo l’esercizio di questi doni (fede, ragione, coscienza e amore) ma tra essi c’è anche il libero arbitrio che permette a ciascuno di liberamente abdicare, di rifiutare questi doni, di vivere, apparentemente senza conseguenze, una vita mondanamente accettabile.

VI] Una persona che compia questo rifiuto tradisce tuttavia se stessa: nel rifiutarsi di riconoscere la dignità altrui sminuisce la propria. L’educazione UU deve insistere nel mostrare le possibilità umane individuali e sociali rendendole comprensibili e desiderabili

VII] Ma, fatte salve le cose ovvie, l’omicidio, l’odio, la delinquenza come fare a riconoscere se un’azione sta andando nella direzione auspicata di esercizio delle facoltà facoltà spirituali o meno? Quali sono gli effetti riconoscibili del corretto esercizio dei doni? I sette principi come al solito ci vengono incontro: già poco sopra abbiamo infatti ricondotto il tradimento di Gesù a una violazione dei principi

  1. Qualunque siano le scelte metafisiche che si vogliano compiere ognuno di noi deve orientare la sua ricerca spirituale al riconoscere il valore dell’esperienza di vita propria e altrui

  2. Deve fare attenzione che i modi con i quali si rapporta all’altro, a qualunque altro, siano sempre improntati ai principi di equità, giustizia e compassione

  3. Questo vale anche e soprattutto in ambito spirituale: deve sapere che

    • La ricerca spirituale è un processo di consapevolezza continuo che ci accompagna per tutta la vita e nel quale mai potremo mettere un punto

    • La ricerca altrui non solo è di pari valore rispetto alla mia, ma può anche fornirmi elementi utili per perfezionarmi e viceversa

    • Per cui è fondamentale che insieme uniamo le forze perchè solo insieme potremo progredire in questo processo

  1. La ricerca spirituale deve essere

  • libera da condizionamenti esterni,

  • l’uomo deve crescere al punto da capire di dovere essere e voler essere il solo responsabile della propria condotta spirituale

  • deve essere una promozione di esperienze vere e autentiche

  • deve essere dotata di significato, ove per significato intendiamo almeno la volontà di trascendere nei 5 sensi individuati da Grigg

    • In ragione del 1° e del 7° principio deve credere nel valore del genere umano, nella sua capacità di tendere al bene e nella sua volontà di promuovere benessere materiale e spirituale

    • deve vivere rispettando uno dei doni più grandi di cui siamo in possesso, la natura, riconoscendone l’intrinseco valore e impegnandosi a rispettarla

    • deve poter sentire nell’arte una espressione di questo anelito alla trascendenza del dato

    • deve poter rendere concreta questa sua azione, impegnandosi nella promozione di questi valori di giustizia ed equità

    • Infine deve aprirsi all’interrogazione di un Mistero, si chiami Origine, Sorgente, Spirito di cui, a prescindere dall’esito, deve essere presente la tensione di una continua ricerca

  1. deve imparare ad ascoltare l’altro ed a promuovere un processo di confronto e di dialogo fertile, sia in campo spirituale che in quello sociale

  2. Questo impegno porta con sé quello per una società improntata agli stessi principi di pace equità e libertà di cui abbiamo detto.

  3. Questo perchè sente che la propria esistenza è legata da un filo profondo e sottile a quella di ogni altro.

VIII] Questo basta per dire che una persona che rifiuti questo compito, tradendo una caratteristica peculiare dell’animo umano, sarebbe meglio che non fosse nata?Personalmente non lo credo, anche se certamente ci troviamo di fronte ad un’occasione persa per un’anima, e ad una grave possibilità di diseducazione. Uno dei corollari più difficili è infatti la possibilità che queste persone si facciano cattive maestre

IX] Entro certi limiti di buon senso però, noi non dobbiamo proporre un clima in cui la nostra voce si affermi per la semplice mancanza di altre voci che non nascono o che vengano zittite. Il nostro impegno deve essere quello di rendere comprensibile, gradevole e convincente la nostra voce al punto che attragga per il suo valore e non per questioni di altra natura.

X] Per questo è opportuno che nasca anche un potenziale traditore, sarà compito nostro creare le condizioni attraverso cui possa riconoscere il valore di ciò a cui altrimenti rinuncerebbe e possa coltivarlo nella comune comunità spirituale. Difficile? Sì, impossibile? No. Sta a noi trovare i tasti giusti per mettere la nostra idea in grado di affermarsi “Re-incantando il mondo”

Solo il nostro impegno ci permetterà di farlo quest’uomo

Nasè Adam  

נַֽעֲשֶׂ֥ה  אָדָ֛ם

Amen

Rob

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